Ferdinando Bonazzi (aviatore)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ferdinando Bonazzi
Maggiore Ferdinando Bonazzi.jpg
4 marzo 1886 – febbraio 1919
Nato a Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia
Morto a San Pelagio, Carrara San Giorgio
Cause della morte incidente aereo
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Flag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Arma Arma di fanteria
aviazione
Corpo RA-emblem.png Corpo Aeronautico Militare
Unità 12ª Squadriglia da ricognizione e combattimento
87ª Squadriglia Aeroplani
Anni di servizio 1915-1919
Grado Maggiore
Guerre Guerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Battaglie Battaglia di Ettangi
Comandante di 12ª Squadriglia da ricognizione e combattimento
1ª Squadriglia da ricognizione e combattimento poi 31ª Squadriglia
IV Gruppo
Decorazioni vedi qui
Studi militari Scuola di Volo di Cameri
i dati sono estratti da Biblioteca Panizzi[1]
voci di militari presenti su Wikipedia

Ferdinando Bonazzi (Reggio nell'Emilia, 4 marzo 1886San Pelagio, febbraio 1919) è stato un aviatore e militare italiano pluridecorato durante la prima guerra mondiale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane Ferdinando, dopo un primo periodo di studi nella sua città natale, decise di arruolarsi nel Regio Esercito. Assegnato all'Arma di fanteria venne inviato in Libia dove prese parte alla battaglia di Ettangi, uno degli episodi bellici della guerra italo-turca.[1]

Al termine del conflitto venne rimpatriato e chiese di conseguire il brevetto di pilota per andare a far parte del primo nucleo di piloti dell'aviazione italiana, il Corpo Aeronautico Militare. Nel 1914 fu promosso tenente, assegnato alla 12ª Squadriglia da ricognizione e combattimento con sede a Verona che poi si mobilita il 6 giugno 1915 spostandosi ad Asiago.[1] Il 15 luglio comanda la 12^ e da dicembre la 1ª Squadriglia da ricognizione e combattimento.

Nel frattempo la situazione politica internazionale si era complicata. A seguito dell'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando del 28 luglio 1914 l'Impero austro-ungarico dichiarò guerra al Regno di Serbia, preludio all'inizio della prima guerra mondiale. Dopo un primo periodo di neutralità il Regno d'Italia decise di schierarsi a fianco delle tre grandi potenze della Triplice Intesa ed entrò ufficialmente nel conflitto il 24 maggio 1915.

Nel 1916 in aprile comanda la 31ª Squadriglia (nuova denominazione della ex 1ª Squadriglia da ricognizione e combattimento che comandava dal 19 dicembre 1915) ed in ottobre Bonazzi venne promosso maggiore assumendo il comando del IV Gruppo (da bombardamento) Caproni operando sul fronte italiano e volando per tutto il mese di novembre 1917 con la 1ª Squadriglia guidando ogni missione.[1] Durante il conflitto si distinse per alcune azioni sui cieli del monte Grappa e per un'impresa che gli varrà una decorazione conferitagli da Leopoldo III del Belgio. In occasione della ritirata italiana causata dalla battaglia di Caporetto, il maggiore Bonazzi riuscì con il suo gruppo di volo a spostare tutti i velivoli basati sul campo d'aviazione di Pordenone raggiungendo Padova. Ciò gli valse una medaglia d'oro assegnatagli dall'allora Re del Belgio.[1]

In seguito fu assegnato alla neo-costituita 87ª Squadriglia Aeroplani che proprio il maggiore Bonazzi ottenne di essere spostata su un nuovo campo di aviazione creato a San Pelagio, aeroporto militare ora scomparso situato in una frazione dell'attuale comune padovano di Due Carrare. Qui conobbe ed ebbe modo di stingere amicizia con Gabriele D'Annunzio, pianificando con lui ed il gruppo lo storico volo su Vienna.[1]

Sopravvissuto alle vicende belliche, Bonazzi morì a conflitto terminato nel 1919 durante un volo di collaudo nei dintorni del campo di aviazione di San Pelagio.[1]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Gli venne inizialmente dedicato il Campo di volo di Campoformido.[2]

Alla sua memoria, nel 1939, all'atto dell'inaugurazione del campo di volo in erba precedentemente creato per provare i velivoli delle adiacenti Officine Reggiane, venne intitolato l'Aeroporto di Reggio Emilia.[3]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
«Sagace ed energico comandante di gruppo aeroplani da bombardamento, organizzatore intelligente e fattivo, preparava moralmente e tecnicamente il suo gruppo ad affrontare i più gravi e difficili cimenti. Esempio costante di coraggio, di disciplina, di perizia, trasfuse nei suoi dipendenti il suo entusiasmo e la sua fede animatrice di energie, conducendoli alla vittoria. Nelle azioni di bombardamento dei giorni 16 e 17 giugno 1918, una volta con a bordo il proprio osservatore ucciso, ed una seconda con due uomini dell'equipaggio feriti e l'apparecchio gravemente danneggiato da colpi di artiglieria nemica, rientrava al campo dopo aver eseguito imèperterrito ed in modo brillante la sua missione, dando nuova luminosa prova delle sue elevate qualità di mente e di cuore. Cielo di San Donà di Piave, 16-17 giugno 1918.»
— Regio Decreto 17 maggio 1919[4][5]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Pilota aviatore militare e comandante di squadriglia, fu costante, mirabile esempio di slancio, fermezza e coraggio sempre ovunque fosse un’impresa ardita da compiere, eseguì numerose rischiose ricognizioni sul nemico e bombardamenti, dando prova di indomito valore, soprattutto in combattimenti aerei sostenuti in condizioni di inferiorità, ovunque e sempre trascinando i propri dipendenti e sfidando impavido ogni maggior pericolo.»
— Trentino, gennaio-maggio 1916 [6][7]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Pilota di aeroplano di tempra eccezionale e comandante di squadriglia, compiva numerose ricognizioni, bombardamenti e caccia in aspre e difficili zone, dando mirabile e costante prova di ardimento e spirito di sacrificio. Sorvolando ben munite posizioni nemiche sprezzante dell’intenso e ben aggiustato tiro nemico, da cui l’apparecchio affidatogli venne molto spesso colpito.»
— Cielo del Trentino maggio 1916 - settembre 1917.[6][7]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Valoroso pilota ed ottimo comandante di gruppo aeroplani da bombardamento durante l’offensiva austro-ungarica germanica, colla sua serena audacia e con la serena disciplina, trascinò sempre il suo gruppo contro il nemico, nonostante la neve, il vento e la pioggia attraverso gli sbarramenti di fuoco d’artiglieria e vincendo la resistenza degli aerei avversari. Partecipò personalmente alle più ardite azioni offensive, dando costante, mirabile esempio di fede e di abnegazione.»
— Cielo del Tolmino- di Caporetto- del Piave Brenta e altipiano di Asiago 25 ottobre 1917 - gennaio 1918 [6][7]
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«Compì in zona aspra e difficile di alta montagna, numerose ed utili ricognizioni ed azioni offensive. Fatto molte volte segno al fuoco avversario, che danneggiò seriamente il suo velivolo, diede prova di grande ardire ed incuranza del pericolo.»
— Lago di Garda e passo Rolle maggio-dicembre 1915.[6][7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Biblioteca Panizzi - Fototeca, Settembre-dicembre 2006, su Biblioteca Panizzi, http://panizzi.comune.re.it/biblioteche/panizzi.nsf?OpenDatabase. URL consultato il 18 febbraio 2012.
  2. ^ Alfredo D'Agostino, Il campo Fernando Bonazzi a Campoformido (PDF), in L'Ala d'Italia, Anno VI, 15 luglio 1927. URL consultato il 19 febbraio 2012.
  3. ^ Romano Pezzi, La lunga storia del Campovolo (PDF) (Reggio Emilia), Stampa Reggiana , ottobre 2007, p. 8. URL consultato il 18 febbraio 2012.
  4. ^ Bollettino Ufficiale 1919, disp.32, pag.2260.
  5. ^ Bonazzi Fernando, Cavaliere Ordine Militare d'Italia, su Il sito ufficiale della Presidenza della Repubblica, http://www.quirinale.it/. URL consultato il 19 febbraio 2012.
  6. ^ a b c d Il Maggiore Ferdinando Bonazzi, su Refly Flying Club, http://www.refly.it, 31 ottobre 2008. URL consultato il 18 febbraio 2012.
  7. ^ a b c d Archivio Istoreco, su Istoreco, http://www.istoreco.re.it/default.asp?folder=Home&page=ITA. URL consultato il 18 febbraio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]