Età neo-sumerica

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L'età neo-sumerica (detta anche "rinascita sumerica" o "rinascita sumera") è una fase della storia della Mesopotamia (collocata intorno alla fine del III millennio a.C.) che vede, dopo l'egemonia accadica (il cui fulcro è in Akkad o Media Mesopotamia), un ritorno di iniziativa da parte delle città di Sumer (Bassa Mesopotamia).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La "statua V" di Gudea: è della fine del III millennio a.C. (testa e corpo sono stati incollati ed è dubbio che facessero parte della stessa statua)

Conclusasi l'esperienza accadica e con l'emergere del dominio guteo, le città del paese di Sumer ottennero un nuovo spazio di manovra. Per quanto durante il dominio guteo il commercio dovette, secondo la valutazione dell'epoca, subire un certo arresto, è possibile che la fiscalità sia stata più leggera, a motivo della debolezza istituzionale dei Gutei, in particolare per Sumer, mentre in Akkad i Gutei potrebbero aver sfruttato la struttura statale messa in piedi dagli Accadi.[1]

Sia come sia, con la riconquistata indipendenza, le città-stato sumeriche riprendono la loro tradizione statale, con gli ensi posti a dominare le singole città. Tra queste, la Lista reale sumerica pone l'accento sulla "quarta dinastia di Uruk", mentre i resti archeologici più rilevanti riguardano la dinastia di Lagash (con i re Ur-Baba, Gudea e Ur-Ningirsu)[1]. Particolarmente rilevanti sono i testi letterari e le statue votive relativi a Gudea, che risulta il re sumerico più noto[1].

L'attività di Gudea non ebbe ampio raggio. L'E-ninnu, il tempio dedicato a Ningirsu, dio della città di Lagash, è la sua realizzazione architettonica più importante.[2] Nella ricostruzione letteraria, tale edificazione è reinterpretata e reinventata su scala globale, con tutte le popolazioni del mondo conosciuto che convergono, ciascuna con la materia prima che la caratterizza, all'impresa della sua costruzione. Il mondo stesso, nella ricostruzione mitica, è inteso come elemento facilitatore, per cui i fiumi sembrano disposti a bella posta per fungere da via di comunicazione. È facile immaginare che, se questo è l'approccio di un ensi non così potente e neanche del tutto indipendente, ancora più magniloquente può essere stata la tensione propagandistica di altri re di cui ci è pervenuto poco.[3]

Non solo: tale magniloquenza e sfoggio di potenza riflette anche la concreta indipendenza delle città-stato di Sumer rispetto al dominio guteo, che appare peraltro non sostenuto da una consistente presenza demografica. E di fatto le città-stato sumere si liberano del giogo guteo in occasione di un episodio bellico specifico: l'unico re della quinta dinastia di Uruk, Utu-khegal, raccolse un esercito è batté i soldati che il guteo Tirigan aveva inviato contro i ribelli. Utu-khegal poté così ritagliarsi un potere egemonico su Sumer, finché non verrà scalzato dal re Ur-Nammu, ensi di Ur (inizialmente per conto dello stesso Utu-khegal), che apre la potente terza dinastia di Ur.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Liverani, 2009, p. 265.
  2. ^ Liverani, 2009, p. 266.
  3. ^ a b Liverani, 2009, p. 267.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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