Emperor (gruppo musicale)

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Emperor
Emperor.jpg
La band durante un concerto a Chicago nel 2007
Paese d'origine Norvegia Norvegia
Genere Black metal[1][2]
Symphonic black metal[3]
Periodo di attività musicale 1991-2001
2005-2007
2014
2017 (3° Reunion)
Album pubblicati 9
Studio 4
Live 3
Raccolte 2
Sito ufficiale

Gli Emperor sono un gruppo musicale black metal, fondato in Norvegia nel 1991.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Gli Emperor nascono in Norvegia nel 1991 come trio formato da Samoth (batteria), Ihsahn (chitarra, voce e tastiere) e Mortiis (basso); sono considerati tra gli iniziatori del symphonic black metal. La loro musica si ispira ai gruppi seminali del Black metal norvegese (soprattutto Mayhem e Darkthrone),[2] conservandone la violenza ma aggiungendo alle tipiche sonorità grezze del genere evocative tastiere e sintetizzatori. Il gruppo pubblica nel 1991 il demo Wrath of the Tyrant, con risultati ancora relativamente grezzi, ma il potenziale della band viene subito notato dall'etichetta Candlelight Records che decide di metterli immediatamente sotto contratto.

I primi successi[modifica | modifica wikitesto]

Gli Emperor grazie ai fondi della Candlelight registrano un nuovo EP; per l'occasione Samoth abbandona la batteria, sostituito da Bård Faust, per dedicarsi alle parti di chitarra. Nel 1992 uscì così Emperor, che conteneva 2 tracce del precedente demo e 2 completamente nuove. Il CD ebbe un ottimo successo grazie alla sua carica innovativa dovuta all'uso seppur ancora molto blando delle tastiere.

L'arresto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Black Metal Inner Circle.

Mentre la band si accingeva a rientrare in studio per registrare il primo album, alcuni eventi rischiarono di stroncare sul nascere gli Emperor: all'inizio del 1993 in Norvegia scoppiò il caso Inner Circle, il presunto circolo di satanisti di cui facevano parte molti personaggi della scena black metal, fra cui Mortiis e Bård Faust. Quest'ultimo venne arrestato per l'omicidio di un omosessuale[4] e decise di collaborare con la giustizia. Venuto a conoscenza della decisione del batterista, Mortiis, temendo di essere arrestato a sua volta, decise di fuggire in Svezia dopo aver precedentemente lasciato il gruppo.

Il primo album[modifica | modifica wikitesto]

Tutto questo accadeva mentre la band stava registrando In the Nightside Eclipse. L'album contiene ancora le parti di Batteria suonate da Bård Faust mentre il Basso venne affidato a Tchort. Nonostante le vicissitudini affrontate, l'album viene pubblicato nello stesso 1994, insieme ad altri capolavori del black metal quali De Mysteriis Dom Sathanas dei Mayhem, Transilvanian Hunger dei Darkthrone, The Shadowthrone dei Satyricon e Hvis Lyset Tar Oss di Burzum. Le sonorità sono pregne di atmosfere sinistre, oscure e gelide che paradossalmente vengono esaltate dalla produzione confusa dell'opera e dagli inserti di tastiera. La voce di Ihsahn è soffocata, maligna e sofferente e rende le composizioni ancora più spettrali. Il look della band è quello tipico dell'iconografia black metal più intransigente: pesante corpse paint, mantelli e abiti neri, armi da taglio medievali, borchie ed altri elementi estetici che hanno contribuito a creare la fama di questo genere estremo.
Dopo l'uscita dell'album il gruppo organizza un tour che tocca il loro paese natale e alcuni luoghi dell'Europa, nel quale Bård Faust viene sostituito da Trym degli Enslaved, dove il gruppo dimostra grande abilità tecnica e un ottimo impatto sul pubblico. Concluso il tour, gli Emperor affrontano nuovi problemi di formazione dovuti all'arresto di Samoth per profanazione di cimiteri e altri luoghi di culto, per il quale resterà in carcere per un anno, e all'allontanamento di Tchort, poi sostituito da Alver.

Gli anni del successo[modifica | modifica wikitesto]

Ritrovata la stabilità la band nel 1996 pubblica un altro EP, Reverence, che funge da apripista al nuovo album Anthems to the Welkin at Dusk, uscito nel 1997. Il nuovo disco segna un'ulteriore evoluzione delle sonorità con l'introduzione di voci più pulite e melodie più complesse, mantenendo però intatto lo stile black metal.[5] Questa opera segna un cambiamento netto nel sound degli Emperor rispetto al lavoro precedente: nonostante la band spinga sull'acceleratore per quanto riguarda la violenza musicale, prende forma l'architettura sonora che li renderà inconfondibili. Emerge il talento compositivo e spesso contrastante delle due anime della band, Ihsahn e Samoth: il black metal scandinavo più freddo e oltranzista viene arricchito con influenze sinfoniche, epiche e progressive da uno, mentre l'altro si occupa principalmente di passaggi violentissimi e potenti.[2] La chitarra di Samoth assume un sound tipico che la rende inconfondibile ancora oggi (Zyklon) mentre la voce di Ihsahn muta verso uno scream molto particolare che ricorda molto da vicino la musa ispiratrice King Diamond. Successivamente la band pagherà il tributo dovuto all'artista danese con la reinterpretazione del brano Gypsy da Don't Break the Oath dei Mercyful Fate. Anche il look subisce un cambiamento: il corpse paint viene molto alleggerito e l'abbigliamento è più medievale. Nello stesso anno e in quello successivo gli Emperor si dedicano a concerti live toccando anche gli USA, dove vengono molto apprezzati.

Alla fine del 1998 Alver lascia la band e le parti di basso vengono ora suonate dallo stesso Ihsahn. Nel 1999 esce IX Equilibrium che conferma lo stato di forma del gruppo, che riesce a innovare ancora aggiungendo nuovi elementi ad un sound diventato molto articolato e complesso ma sempre coerente con lo spirito black metal. Dopo la nuova uscita il trio parte per un lungo tour dapprima come spalla della death metal band Morbid Angel, poi come headliner. Durante questi show il gruppo registra l'album live che uscirà nel 2000 con il titolo Emperial Live Ceremony, nella doppia veste di CD e DVD.

Lo scioglimento[modifica | modifica wikitesto]

L'anno successivo è la volta di Prometheus: The Discipline of Fire & Demise, quarto e ultimo capitolo della band norvegese, che come al solito non smette di rinnovarsi aggiungendo per l'occasione elementi progressive. Dopo questa uscita il trio decide di sciogliersi per dedicarsi alla carriera solista o alle collaborazioni con altri gruppi.

La Reunion[modifica | modifica wikitesto]

Il grande numero di fan e la consapevolezza di avere ancora molto da dire fa tornare sui propri passi la band che, decide di riunirsi nel 2005 partecipando a sorpresa ad uno show a Oslo. Tra il 2006 e il 2007, oltre ad alcune date localizzate, il gruppo partecipa a vari festival metal e si esibisce negli Stati Uniti.

In the Nightside Eclipse - 20th Anniversary[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 2014 si riuniscono per proporre dal vivo il loro masterpiece In the Nightside Eclipse, come ospiti dei più importanti festival europei. Arriveranno, addirittura, a suonare due date in Giappone (con Trym Torson alla batteria).

Anthems to the Welkin at Dusk - 20th Anniversary[modifica | modifica wikitesto]

Per il ventennale dall'uscita del loro secondo album Anthems to the Welkin at Dusk, la band nel 2017 si riunirà per una serie limitata di date. A cui parteciperà il batterista che suonò su quel disco: Trym Torson.

Chi hanno influenzato[modifica | modifica wikitesto]

Gli Emperor hanno influenzato diversi gruppi musicali del panorama metal estremo mondiale, tra cui i norvegesi Dimmu Borgir, gli inglesi Cradle of Filth, i canadesi Artep,[6] gli italiani Nefertum,[7] i norvegesi Lengsel[8] e i tedeschi Sariola.[9]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Allo scioglimento[modifica | modifica wikitesto]

Reunion (2005 - 2007)[modifica | modifica wikitesto]

Seconda Reunion (2014)[modifica | modifica wikitesto]

Ex componenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Mortiis (Håvard Ellefsen) - basso (1991-1992)
  • Faust (Bård Guldvik Eithun) - batteria (1992-1994)
  • Tchort (Terje Vik Shei) - basso (1993-1994)
  • Alver (Jonas Alver) - basso (1995-1998)

Turnisti[modifica | modifica wikitesto]

  • Hellhammer (Jan Axel Blomberg) - batteria (1992)
  • Ildjarn (Vidar Våer) - basso (1993)
  • Mark Allen - tastiere (1993)
  • Sverd (Steinar Sverd) - tastiere (1994-1995)
  • Tyr (Jan Erik Torgersen) - basso, voce addizionale (1998-2001)
  • Charmand Grimloch (Joachim Rygg) - tastiere, voce addizionale (1998-2001)
  • Secthdaemon (Tony Ingebrigtsen) - basso, voce addizionale (2005-2007, 2014)
  • Einar Solberg - tastiere, voce addizionale (2005-2007, 2014)
  • Trym Torson - batteria (2014)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Demo[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Split[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Box-Set[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

VHS/DVD[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda da allmusic.com
  2. ^ a b c Gianni Della Cioppa, Heavy Metal. I contemporanei, Giunti Editore, 2010, p. 101. ISBN 978-88-09-74962-7.
  3. ^ (EN) Loud Rock '99, in CMJ New Music Report, vol. 61, nº 649, CMJ Network, Inc., 10 gennaio 2000, p. 20, ISSN 0890-0795.
  4. ^ Giuseppe Novello, Elapsus - Morte a 33 giri. Quando la musica si tinge di rosso, su www.elapsus.it. URL consultato il 10 gennaio 2017.
  5. ^ Anthems to the Welkin at Dusk su AllMusicGuide
  6. ^ Artep - Thy Will Be Done On Earth As Is Done In Hell
  7. ^ Nefertum su panacea.msk.su/
  8. ^ Recensione di Solace su TrueMetal.it
  9. ^ Sariola su vampirefreaks.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Della Cioppa, Heavy Metal. I contemporanei, Giunti Editore, 2010, p. 10., ISBN 978-88-09-74962-7, ..

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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