Edvard Kardelj

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Edvard Kardelj
Edvard Kardelj (5).jpg

Presidente dell'Assemblea Federale della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia
Durata mandato 29 giugno 1963 –
16 maggio 1967
Predecessore Ivan Ribar
Successore Milentije Popović

Ministro degli Affari esteri della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia
Durata mandato 31 agosto 1948 –
15 gennaio 1953
Predecessore Stanoje Simić
Successore Koča Popović

Presidente della Lega dei Comunisti della Slovenia
Durata mandato 1937 –
1943
Predecessore carica istituita
Successore Franc Leskošek

Dati generali
Partito politico Lega dei Comunisti di Jugoslavia
Professione economista
Edvard Kardelj
27 gennaio 1910 – 10 febbraio 1979
Nato aLubiana
Morto aLubiana
Cause della mortetumore del colon
Luogo di sepolturaLubiana
Dati militari
Paese servitoJugoslavia Jugoslavia
Forza armataFlag of Yugoslavia (1943–1946).svg Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia
Logo of the JNA.svg Armata Popolare Jugoslava
Anni di servizio1941-1945
GradoColonnello generale
GuerreFronte jugoslavo
DecorazioniJugoslavia Ordine della Stella jugoslava
Jugoslavia Ordine dell'Eroe popolare
Jugoslavia Ordine dell'Eroe del lavoro socialista
Jugoslavia Ordine della fratellanza e unità
Jugoslavia Ordine della Stella partigiana
voci di militari presenti su Wikipedia

Edvard Kardelj (AFI: [ˈéːdʋaɾt kaɾˈdéːl]), conosciuto anche con gli pseudonimi di Bevc o Sperans e con il nome di battaglia partigiano di Krištof (Lubiana, 27 gennaio 1910Lubiana, 10 febbraio 1979) è stato un politico, economista, pubblicista e partigiano sloveno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Lubiana, nell'allora Ducato di Carniola (al secolo facente parte dell'Impero austro-ungarico), Kardelj fu uno dei più importanti dirigenti del movimento sloveno di liberazione (OF) durante la seconda guerra mondiale. Già durante la guerra, divenne uno dei più importanti collaboratori politici di Josip Broz Tito. Al termine del conflitto, occupò importanti posizioni all'interno dell'apparato politico della Lega dei Comunisti, sia quello sloveno, sia quello federale.

Negli anni cinquanta, a seguito della brusca rottura di Tito con Stalin, Kardelj divenne, assieme a Milovan Gilas, Vladimir Bakarić ed allo stesso Tito, il principale teorico della cosiddetta "via jugoslava al socialismo", passata alla storia con l'improprio nome di Titoismo, caratterizzata dalla particolare teoria del lavoro associato, consistente nel possesso ed autogestione (samoupravljanje) del complesso industriale da parte degli stessi lavoratori e nella susseguente condivisione dei profitti. Alla fine degli anni cinquanta, Kardelj fu allontanato dalla direzione centrale del Partito, pur mantenendo una consistente influenza in Slovenia, dove però, dalla seconda meta degli anni sessanta, il cambio generazionale portò al potere un'élite maggiormente propensa all'introduzione di riforme in senso liberale, soprattutto nel campo economico. Con la svolta autoritaria di Tito nella prima metà degli anni settanta, Kardelj riapparve prepondamente sulla scena politica. Gli fu affidata la redazione della Costituzione del 1974 che portò a una forte decentralizzazione della Jugoslavia e alla trasformazione del Partito Comunista jugoslavo in una confederazione di 8 partiti nazionali e regionali.

Kardelj fu nominato membro dell'Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti (SAZU) e, per il suo impegno bellico, fu decorato come "Eroe Nazionale della Jugoslavia". Oltre a molte strade, la città costiera dalmata di Porto Tolero (in croato Ploče) fu denominata Kardeljevo in suo onore (negli anni 1950-1954 e 1980-1990), anche se dopo il collasso del regime comunista ne è stato ripristinato il nome precedente.

Morte ed eredità[modifica | modifica wikitesto]

Kardelj morì per tumore del colon a Lubiana il 19 febbraio 1979.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jože Pirjevec, Jugoslavija: nastanek, razvoj ter razpad Karadjordjevićeve in Titove Jugoslavije (Koper: Lipa, 1995).
  • Janko Prunk, "Idejnopolitični nazor Edvarda Kardelja v okviru evropskega socializma" in Ferenčev zbornik, ed. Zdenko Čepič&Damijan Guštin (Ljubljana: Inštitut za novejšo zgodovino, 1997), 105-116.
  • Alenka Puhar, "Avtorstvo Razvoja slovenskega narodnostnega vprašanja: Ali bi k Speransu sodil še Anin, Alfa, mogoče Bor?", Delo (August 29, 2001), 16.
  • Alenka Puhar, "Skrivnostna knjiga o Slovencih, ki že sedemdeset let čaka na objavo", Delo (October 3, 2001), 26.
  • Božo Repe, Rdeča Slovenija: tokovi in obrazi iz obdobja socializma (Ljubljana: Sophia, 2003).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN88659079 · ISNI (EN0000 0001 2142 8418 · LCCN (ENn79105913 · GND (DE118723030 · BNF (FRcb11909432r (data) · BAV ADV10028658 · NDL (ENJA00445169 · WorldCat Identities (ENn79-105913
Comunismo Portale Comunismo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di comunismo