Edvard Kardelj

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Edvard Kardelj
Edvard Kardelj (5).jpg

Presidente dell'Assemblea Federale della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia
Durata mandato 29 giugno 1963 –
16 maggio 1967
Predecessore Ivan Ribar
Successore Milentije Popović

Ministro degli Affari esteri della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia
Durata mandato 31 agosto 1948 –
15 gennaio 1953
Predecessore Stanoje Simić
Successore Koča Popović

Presidente della Lega dei Comunisti della Slovenia
Durata mandato 1937 –
1943
Predecessore carica istituita
Successore Franc Leskošek

Dati generali
Partito politico Lega dei Comunisti di Jugoslavia
Professione economista
Edvard Kardelj
27 gennaio 1910 – 10 febbraio 1979
Nato a Lubiana
Morto a Lubiana
Cause della morte tumore del colon
Luogo di sepoltura Lubiana
Dati militari
Paese servito Civil ensign of Austria-Hungary (1869-1918).svg Impero austro-ungarico
Jugoslavia Jugoslavia
Forza armata War flag of Austria-Hungary (1918).svg Imperial Regio esercito
Flag of the Democratic Federal Yugoslavia.svg Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia
Logo of the JNA.svg Armata Popolare Jugoslava
Anni di servizio 1941-1945
Grado Colonnello generale
Guerre Fronte jugoslavo
Decorazioni Jugoslavia Ordine della Stella jugoslava
Jugoslavia Ordine dell'Eroe popolare
Jugoslavia Ordine dell'Eroe del lavoro socialista
Jugoslavia Ordine della fratellanza e unità
Jugoslavia Ordine della Stella partigiana
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Edvard Kardelj, (Template:IPA-sl, conosciuto anche con lo pseudonimo di Bevc Sperans e con il nome partigiano di Krištof (Lubiana, 27 gennaio 1910Lubiana, 10 febbraio 1979), è stato un politico e pubblicista sloveno.

Nato a Lubiana, ai tempi facente parte dell'Impero austro-ungarico, Kardelj (pronuncia: Kardègl), fu uno dei più importanti dirigenti del movimento sloveno di liberazione (OF) nella seconda guerra mondiale. Già durante la guerra divenne uno dei più importanti collaboratori politici di Josip Broz Tito. A guerra finita occupò importanti posizioni all'interno dell'apparato politico del Partito Comunista, sia quello sloveno sia quello federale.

Negli anni cinquanta, dopo la rottura di Tito con Stalin, Kardelj divenne il principale teorico della "via jugoslava al socialismo". Alla fine degli anni cinquanta, Kardelj fu allontanato dalla direzione centrale del Partito, pur mantenendo una certa influenza in Slovenia, dove però nella seconda meta degli anni sessanta il cambio generazionale portò al potere un'élite più propensa a riforme in senso liberale, soprattutto nel campo economico. Con la svolta autoritaria di Tito all'inizio degli anni settanta, Kardelj riapparve sulla scena politica. Gli fu affidata la redazione della Costituzione del 1974 che portò a una forte decentralizzazione della Jugoslavia e alla trasformazione del Partito Comunista jugoslavo in una confederazione di 8 partiti nazionali e regionali.

Kardelj fu nominato membro dell'Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti (SAZU) e, per il suo impegno bellico, fu decorato come "Eroe Nazionale della Jugoslavia". Oltre a molte strade, l'intera città costiera di Ploče nella Dalmazia croata fu reintitolata Kardeljevo in suo onore (negli anni 1950-1954 e 1980-1990). Dopo il collasso del regime comunista, a questa fu ridato il nome che aveva in precedenza.

Morte ed eredità[modifica | modifica wikitesto]

Kardelj morì per tumore del colon a Ljubljana il 19 febbraio 1979.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Jože Pirjevec, Jugoslavija: nastanek, razvoj ter razpad Karadjordjevićeve in Titove Jugoslavije (Koper: Lipa, 1995).
  • Janko Prunk, "Idejnopolitični nazor Edvarda Kardelja v okviru evropskega socializma" in Ferenčev zbornik, ed. Zdenko Čepič&Damijan Guštin (Ljubljana: Inštitut za novejšo zgodovino, 1997), 105-116.
  • Alenka Puhar, "Avtorstvo Razvoja slovenskega narodnostnega vprašanja: Ali bi k Speransu sodil še Anin, Alfa, mogoče Bor?", Delo (August 29, 2001), 16.
  • Alenka Puhar, "Skrivnostna knjiga o Slovencih, ki že sedemdeset let čaka na objavo", Delo (October 3, 2001), 26.
  • Božo Repe, Rdeča Slovenija: tokovi in obrazi iz obdobja socializma (Ljubljana: Sophia, 2003).

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