Berlina aerodinamica

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La berlina aerodinamica, anche detta berlina profilata è un'autovettura di tipo berlina, ma con una carrozzeria profilata che ne garantiva una maggior aerodinamicità.

Tale denominazione andava ad identificare questi tipi di carrozzerie durante i tardi anni 30 del Novecento. In tempi più recenti, tale concetto è ritornato in auge sotto il nome, puramente di marketing, di coupé a 4 porte.

Origine e diffusione delle berline aerodinamiche[modifica | modifica wikitesto]

La replica dell'ALFA 40-60 HP carrozzata da Castagna per il conte Ricotti

La nascita di questo tipo di carrozzeria fu la logica conseguenza dello studio legato all'aerodinamica intrapreso già da diversi anni un po' in tutto il mondo, sia da parte di costruttori già affermati, sia da parte di piccole realtà industriali sempre attive in campo automobilistico, sia ancora da parte di ingegneri indipendenti che lavoravano sempre nel settore dell'aerodinamica. Pionieri in tale campo furono in gran parte personaggi provenienti dal mondo dell'industria aeronautica o da esso ispirati, ma non mancarono anche costruttori che in campo aeronautico mai si erano cimentati. Così, mentre le sperimentazioni di questi ultimi ebbero come risultato quello di dare origine alle allora note carrozzerie di tipo torpedo, quella che può essere definita come la prima vettura a basso coefficiente di penetrazione aerodinamica, ossia la Alfa 40-60 HP Ricotti, fu realizzata dalla carrozzeria Castagna nel 1914, ispirata a forme aeronautiche e già disponeva, in teoria, dei requisiti necessari per poter essere inclusa nella categoria delle berline aerodinamiche. I tempi non erano di certo maturi per una vettura del genere ma, nonostante la 40-60 HP sia rimasta un esemplare unico, gli studi in tutta Europa proseguirono e nel decennio seguente videro importanti contributi dati dagli austriaci Edmund Rumpler e Paul Jaray, provenienti da esperienze lavorative nell'industria aeronautica e che proprio all'inizio degli anni '20 diedero rispettivamente alla luce la Rumpler Tropfenwagen e la Jaray Ley T6.[1] In quegli anni, l'applicazione dell'aerodinamica in campo automobilistico dava luogo sistematicamente a vetture troppo in anticipo sui tempi e quindi con poco successo commerciale al proprio attivo. In seguito, Jaray cominciò a lavorare con un altro austriaco, Hans Ledwinka, e con l'ungherese Béla Barényi, con i quali tracciò le linee della Tatra V570, una vettura che a quanto pare finì per ispirare la stessa Volkswagen Maggiolino[2][3][4].

Una Lancia Aprilia

Gli anni '30 videro finalmente il diffondersi delle prime soluzioni aerodinamiche applicate all'automobile, dapprima come semplici espedienti limitati più che altro all'applicazione di parabrezza e calandre inclinate all'indietro, o anche a carrozzerie con linee squadrate ma con spigoli smussati. Nel 1934, la Mercedes-Benz mise in commercio la Mercedes-Benz Typ 130, berlina a motore posteriore venduta in 4.298 esemplari e già caratterizzata da stilemi che avrebbero trovato pieno consolidamento presso altri costruttori di lì a non molto. Fu infatti dalla seconda metà del decennio che cominciarono ad essere commercializzate in massa le prime vetture a quattro porte con carrozzeria profilata. Fu proprio a quel punto che nacquero le berline aerodinamiche. Tale concetto si espanse rapidamente in tutta Europa. Illustri rappresentanti di tale corrente stilistica furono le "nostre" Fiat 6C 1500 e Lancia Aprilia, mentre in Francia fecero tendenza le Peugeot 402, 302 e 202, nonché una buona parte della produzione Renault, ed in Cecoslovacchia fu la produzione Tatra (anch'essa firmata da Ledwinka) a dettare legge nel campo dell'avanguardia stilistica. Anche negli Stati Uniti si videro validi esempi di tale corrente, a cominciare dalla Cord 810, e non mancarono modelli stravaganti come la Stout Scarab, destinata però ad una diffusione marginale. anche in Germania si ebbero alcuni validi esempi, primo fra tutti proprio il Maggiolino, all'epoca denominato semplicemente Typ 1, oppure alcuni modelli della produzione Adler e DKW. Alcuni costruttori proponevano per alcuni propri modelli una gamma che comprendeva sia una berlina tradizionale sia una berlina aerodinamica, e questo per venire incontro al maggior numero possibile di gusti della clientela. Questo fu il periodo d'oro per quanto riguarda la diffusione delle berline aerodinamiche: dopo la guerra tale concetto venne ripreso in Europa durante la seconda metà degli anni quaranta, anche sulla scia del successo che nel frattempo avevano ottenuto altri modelli negli Stati Uniti. Ma il termine di berlina aerodinamica cadde rapidamente in disuso, nonostante vi fossero ancora validi esempi in tal senso. A contribuire alla scomparsa di tale tipo di carrozzeria contribuì la nascita delle cosiddette carrozzerie ponton, avutasi durante i primi anni 50.

Gli anni successivi[modifica | modifica wikitesto]

Rover SD1, una berlina fastback che richiama in alcuni dettagli le antecedenti berline aerodinamiche

Gli anni successivi alla scomparsa del termine berlina aerodinamica videro comunque alcuni tentativi, da parte di alcune case automobilistiche, di riproporre concetti simili con l'introduzione delle cosiddette carrozzerie di tipo fastback, che però potevano essere sia a due che a quattro porte. Durante gli anni 60 e 70 furono principalmente i francesi a tentare di imporre in maniera quasi prepotente un concetto assai simile a quello degli anni trenta, con l'introduzione di modelli come le Renault 16, 20 e 30, ma anche con l'arrivo delle Citroën GS e CX (quest'ultima erede a sua volta di una berlina profilata qual'era la Citroën DS). Anche in Gran Bretagna si ebbe qualche tentativo, visibile soprattutto con l'introduzione della Rover SD1. In Italia, i tentativi furono più infruttuosi e rimasero limitati quasi esclusivamente alle berline Lancia Gamma e Lancia Beta. Nell'allora Germania Ovest, non si tentò più granché: i successivi studi sull'aerodinamica portarono piuttosto alla realizzazione di berline classiche, ma dotate di un più ridotto coefficiente di penetrazione (per esempio la terza generazione dell'Audi 100 o la prima generazione della Opel Omega). In generale, però, non si arrivò più a quelle forme morbide e profilate delle vetture prodotte fra il 1935 ed il 1939: l'esigenza di realizzare vetture sempre più spaziose costrinse i progettisti a sacrificare certi orientamenti stilistici in favore di altri più razionali.

Le coupé a 4 porte[modifica | modifica wikitesto]

Una Mercedes-Benz CLS, prima coupè a 4 porte moderna

Un deciso cambio di rotta si ebbe nel 2004, quando venne lanciata sul mercato la prima generazione della Classe CLS, primo modello a reinterpretare in maniera assai efficace quanto già visto ormai quasi settant'anni prima. Ma in ogni caso, non venne più utilizzato il termine di berlina aerodinamica, bensì quello di coupé a 4 porte, un termine puramente di marketing in quanto proprio la CLS può essere classificata tra le berline aerodinamiche in virtù delle caratteristiche che la differenziano dalle altre berline, e cioè: carrozzeria profilata da coupé e presenza di due portiere per lato. In ogni caso, la CLS viene considerata come l'apripista del segmento, ma in realtà si può dire che abbia rispolverato e reinterpretato il concetto di berlina aerodinamica in chiave attuale.

Di certo fu la prima del nuovo corso, e fu seguita da altri modelli concorrenti, come la Audi A7 o la BMW Serie 6 Gran Coupé, ma anche modelli di segmento differente, come la Audi A5 Sportback, la BMW Serie 4 Gran Coupè, la Volkswagen CC e la Mercedes-Benz Classe CLA, oppure come la Aston Martin Rapide e la Porsche Panamera. Le vetture con carrozzeria di tipo coupé a 4 porte sono spesso classificate fra le cosiddette autovetture crossover per via del fatto che uniscono le caratteristiche di due differenti tipi di carrozzeria in una sola autovettura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dossier Aerodinamica 1922, su Ruoteclassiche. URL consultato il 30 gennaio 2017.
  2. ^ Car Wars, Jonathan Mantle, Arcade Publishing, 1997
  3. ^ Margolius, Ivan and Henry, John G., Tatra - The Legacy of Hans Ledwinka, Harrow, SAF, 1990
  4. ^ Willson, Quentin The Ultimate Classic Car Book. New Your, New York: DK Publishing Inc., 1995. ISBN 0-7894-0159-2. Pages 214-215

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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