Concilio di Melfi

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L'espressione concilio di Melfi indica in maniera generica sei diversi concili che si sono tenuti nella città di Melfi (allora capitale della Contea di Puglia) tra il 1059 ed il 1137.

Si tratta di cinque concili ecumenici, nei quali si discusse delle emergenze religiose e dei rapporti fra il papato ed i capi normanni, ed un ulteriore concilio, tenutosi nel 1130, ma non riconosciuto dalla Chiesa cattolica perché organizzato dall'antipapa Anacleto II.

Concili di Melfi riconosciuti dalla Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Melfi (Potenza), sede dei concili di Melfi.

Nel periodo di 78 anni, tra il 1059 ed il 1137, con la partecipazione attiva di cinque diversi pontefici, nel castello di Melfi si tennero i seguenti sinodi, riconosciuti dalla Chiesa:

Concilio Pontefice che presiedeva i lavori Data di svolgimento Provvedimenti principali
Primo concilio di Melfi Niccolò II 3 - 25 agosto 1059 Fu preceduto dal Trattato di Melfi e si concluse con il Concordato di Melfi.
Secondo concilio di Melfi Alessandro II 1º agosto - settembre 1067 Si concluse con la scomunica di Roberto il Guiscardo.
Terzo concilio di Melfi Urbano II 10 - 17 settembre 1089 Vi fu bandita la prima crociata.
Quarto concilio di Melfi Pasquale II agosto 1101 (data è incerta). Si concluse con la scomunica della città di Benevento.
Quinto concilio di Melfi Innocenzo II 4 - 18 luglio 1137 Si concluse con la scomunica dell'antipapa Anacleto II e con la delegittimazione di Ruggero II d'Altavilla in favore di Rainulfo III di Alife della rivale Drengot Quarrel

Concilio di Melfi del 1130[modifica | modifica wikitesto]

Antica stampa di Melfi, capitale prima della Contea di Puglia, poi del Ducato di Puglia.

Nel 1130 si tenne un ulteriore concilio di Melfi, che, a differenza di tutti gli altri, non è riconosciuto dalla Chiesa cattolica, in quanto organizzato dall'antipapa Anacleto II, rivale di papa Innocenzo II; per questo motivo, esso, non segue la numerazione degli altri concili organizzati nella città.

Non risultano assunti particolari provvedimenti di natura religiosa, mentre il sinodo è molto importante per gli aspetti politici. Il 5 novembre 1130, infatti, Anacleto aveva istituito per la prima volta il titolo di Re di Sicilia (Rex Siciliae), in un periodo in cui mancava un potere centrale nel sud dell'Italia ed appariva in crisi il ducato normanno.

Anacleto II elevò i possedimenti della casata degli Altavilla da ducato a regno ed incoronò a Melfi Ruggero II d'Altavilla. L'antipapa riconobbe e confermò a Ruggero anche i titoli, già concessi, di Duca di Calabria e di Puglia e di Principe di Capua.

Lo storico Cuozzo precisa che: «Le fonti romane, ed in particolare il cronista Falcone Beneventano, attribuiscono all'iniziativa dell'antipapa Anacleto II gli accordi, che avrebbero portato alla fondazione della monarchia Normanna. Roberto il Guiscardo ed Anacleto II si incontrarono in Avellino, ed il 27 settembre 1130 Anacleto II concesse al Duca la potestà regia»[1].

Tutte le fonti, ed in particolare il cronista Alessandro di Telese e l'arcivescovo di Salerno Romualdo II Guarna, concordano nel riferire che: «nella notte di Natale del 1130 con sfarzo favoloso Roberto ricevette l'unzione col sacro olio e l'incoronazione nella cattedrale di Palermo».

La cerimonia avvenne in nome e con l'approvazione di Anacleto II. Il legato dell'antipapa, il cardinale Conti di Santa Sabina, incoronava Ruggero II d'Altavilla, che otteneva il riconoscimento del titolo di Re di Sicilia, Calabria e Puglia. Ruggero veniva consacrato dagli arcivescovi di Benevento, Capua, Salerno e Palermo. Il principe Riccardo di Capua poneva in testa la corona al monarca; era anche presente l'arcivescovo di Trani.

Concilio Partecipanti Data di svolgimento Provvedimenti principali
Concilio di Melfi Anacleto II - Ruggero II d'Altavilla 5 novembre 1130 Si concluse con l'istituzione del Regno di Sicilia, elevando Ruggero II da duca a Re. Non è riconosciuto dalla Chiesa

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enzo Cuozzo, I Normanni popolo d'Europa, Marsilio Editore, Venezia, 1994

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Julius Norwich, 'I Normanni nel Sud 1016-1130, Mursia, Milano, 1971 (ed. or. The Normans in the South 1016-1130, Longmans, Londra, 1967).
  • Enzo Cuozzo, I Normanni popolo d'Europa, Marsilio Editori, Venezia, 1994
  • Cosimo Damiano Fonseca, I Normanni popolo d'Europa, Marsilio Editori, Venezia, 1994.
  • Ferdinand Chalandon, Histoire de la domination normande en Italie et en Sicile, Parigi 1907. Ed. it: Storia della dominazione normanna in Italia ed in Sicilia, trad. di Alberto Tamburrini, Cassino 2008. ISBN 9788886810388

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]