Compitese

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Compitese
PieveDiCompitoPanorama1.jpg
Colline del Compitese
Stati Italia Italia
Regioni Toscana Toscana
Capoluogo Capannori

Il Compitese è una zona geografica della Provincia di Lucca, che si trova nell'area sud-orientale del Comune di Capannori.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

La zona di Cómpito deve il suo nome al vocabolo latino compĭtum, che sta a significare crocevia, bivio oppure assumeva il significato di piccolo santuario sito in un crocevia.[1]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Compitese occupa un territorio che corrisponde circa a poco meno di un terzo della superficie totale del suo comune di appartenenza, di cui è la zona con la densità abitativa più bassa. Si tratta di un'area geografica che alterna pianura, colline e bassa montagna. A nord confina con le frazioni di Tassignano e Pieve di San Paolo, a ovest con Guamo e Vorno, a est con l'alveo del Lago di Bientina, mentre a sud con il Monte Pisano e di conseguenza con la Provincia di Pisa.

Le dieci località che lo compongono sono: Castelvecchio di Compito, Colle di Compito, Colognora di Cómpito, Massa Macinaia, Pieve di Compito, Ruota, Sant'Andrea di Compito, San Ginese di Compito, San Giusto di Compito e San Leonardo in Treponzio.

La popolazione totale del Compitese supera i 7000 abitanti.[2]

La zona presenta un particolare microclima semi-umido, che la rende particolarmente fertile. Qui infatti è presente l'unica piantagione italiana di tè, ubicata presso l'Antica Chiusa Borrini a Sant'Andrea.[3] Nel padule si trova invece il Lago della Gherardesca, che ha una superficie di circa 30 ettari e si estende all'interno di una zona protetta lungo le rotte di migrazione dell'avifauna, ove vige il divieto di caccia. A breve distanza da esso è ubicata l'Oasi del Bottaccio, un'area umida protetta di estrema importanza naturalistica, gestita dal WWF.[4]

Estremamente rinomate sono le numerose fontane dislocate su tutto il territorio, che offrono ininterrottamente acqua purissima alla popolazione. Questo efficiente sistema è possibile grazie ai molti ruscelli e rii che discendono dal Monte Serra. Le fonti sono state di recente ristrutturate e dotate di un sistema di disinfezione, la qualità dell'acqua viene monitorata da controlli periodici che ne garantiscono la potabilità.[5]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio ha da sempre una particolare vocazione rurale e contadina. Prodotto d'eccellenza è l'olio d'oliva del Compitese, ricavato dai molteplici uliveti presenti alle pendici dei Monti Pisani. In località Pieve di Compito ci sono due oleifici attivi: "Il Frantoio la Visona" che produce ancora con metodi tradizionali e il "Frantoio Sociale del Compitese", il più famoso frantoio della Lucchesia.[6] L'area occupata dal padule è oggi impiegata per la coltivazione intensiva di cereali e per attività legate alla pastorizia, come il pascolo del bestiame. A Sant'Andrea si trova un'area adibita alla coltivazione di camelie, la quale ospita infatti la famosa Festa delle Camelie, l'evento principale del comprensorio compitese.[7] Sono oltretutto diffuse anche attività di artigianato, edilizia e industria agroalimentare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima civiltà che qui realizzò i suoi insediamenti fu quella celtica dei liguri apuani, i quali ben presto si scontrarono con i vicini etruschi e con le legioni romane, che in seguito ebbero la meglio. Con la caduta dell’Impero romano e le invasioni barbariche si ebbe un forte spopolamento delle campagne, il livello del Lago di Sesto (Bientina) salì e l’incuria dei canali causò l’aumento dell’area acquitrinosa nella pianura di Compito.

Quando i longobardi scelsero Lucca come capitale de loro regno, il Compitese acquisì nuovamente un'importanza strategica notevole, poiché i signori feudali vi edificarono molti castelli e fortificazioni. Il territorio rimase a lungo soggetto alle violente incursioni di guerrieri pisani, fiorentini e mercenari, i quali volevano impadronirsi della Lucchesia e delle sue ricchezze ottenute come repubblica indipendente. Il Compitese restò sotto la giurisdizione lucchese sino all'annessione al Granducato di Toscana avvenuta nel 1848. Nell'anno 1859 si procedette con la bonifica definitiva del Lago di Bientina, grazie all'egregio lavoro di ingegneria idraulica progettato dal celebre architetto Alessandro Manetti.[8]

Monumenti e luoghi di interesse storico[modifica | modifica wikitesto]

La zona conta numerosi castelli e borghi fortificati:

  • Pieve di Compito è composto da una serie di agglomerati urbani, disposti all'inizio della valle di Compito, formatesi nel corso dei secoli intorno alla Pieve di San Giovanni Battista, la quale rappresentava il maggior centro religioso del comprensorio. La borgata di Sant'Andrea di Compito, appartenne al feudo dei Sismondi, nobile casato Longobardo che dopo l'anno 1000 amministrò la valle compitese, risiedendo all'interno del Castello di Compito, distrutto all'inizio del XIV secolo, dalle truppe pisane condotte da Uguccione della Faggiola.[8]
  • La chiesa di S.Andrea di Compito, a cavallo del XII e XIII secolo non più in grado di ospitare l’intera popolazione, venne ampliata una prima volta, altre importanti ristrutturazione le subì successivamente, come il campanile che verrà ricostruito a metà dell’800, sulle rovine della vecchia torre. La chiesa di San Pietro a Forcone è la più antica del borgo e nel XVII secolo ormai semi abbandonata e in cattivo stato di conservazione, vide spostare i suoi benefici alla nuova sede parrocchiale di S. Andrea. Nel XVII secolo il paese divenne il centro amministrativo del compitese grazie al Palazzo del Commissario, che ospitò per circa due secoli tutte le cariche istituzionali della zona. Altro monumento importante a Sant'Andrea è la Torre di Segnalazione, che nel medioevo completava il complesso sistema difensivo della Repubblica di Lucca. Sul tetto della torre vi fu posto un braciere, che veniva acceso in caso di invasione da parte dei pisani, così un segnale luminoso veniva diretto al Castello di Compito, che a sua volta lo ritrasmetteva alla Torre di Palazzo situata nel centro di Lucca. Così i lucchesi potevano inviare truppe armate nel compitese per arginare in tempo gli attacchi nemici. Vista l'importanza strategica della torre, durante il XV secolo, il signore di Lucca Paolo Guinigi ne comandò la ristrutturazione e lungo la parete frontale venne posta una gabbia metallica, nella quale veniva inserita la testa dei condannati a morte, come avvertimento per altri eventuali fuorilegge. Nel XVIII secolo, nobili e benestanti lucchesi edificarono nel paese numerose ville lussuose: Villa Orsi, Villa Campetti, Villa Rosa, etc.... Gli spettacolari giardini al loro interno, oggi ad ogni primavera, ospitano la Mostra delle Antiche Camelie della Lucchesia.[8]
  • A Castelvecchio Alto domina l'Abbazia di San Salvatore di Sesto, costruita probabilmente durante l'alto medioevo, in prossimità della fortificazione ubicata sulla cima di una collina. Il clero che la amministrava era così influente da poter elargire dazi e tasse addirittura fino in Corsica. L'attuale fabbricato risale invece al XVII secolo.[9]
  • A Colognora l'attuale chiesa fu edificata soltanto nel 1865, sopra un edificio precedente.[9]
  • La chiesa di S.Lorenzo a Massa Macinaia, nel 1675 fu ristrutturata e dotata di un campanile nuovo, nel’900 vennero aggiunte le due navate laterali e ristrutturato nuovamente il campanile.[10]
  • L’odierna chiesa di Colle di Compito intitolata a Santa Maria Assunta, venne edificata su un precedente fabbricato romanico e nel XVII secolo fu ampliata, due secoli dopo all'interno del Borghetto dove esisteva una vecchia edicola, venne costruita un’altra chiesa, il Santuario della Madonna della Consolazione.[10]
  • La chiesa parrochhiale di San Ginese venne menzionata già nell'anno 844, tuttavia l'attuale edificio risale al 1859, quando fu ricostruita dall'architetto Giuseppe Pardini. Svolgeva anche la funzione di punto di avvistamento sul Lago di Sesto.[11]
  • La prima attestazione sull'edificio di culto di San Giusto si ebbe dopo l'anno mille. La chiesa fu abbattuta e rimpiazzata con una di maggiori dimensioni nel 1864. Anche il suo antico campanile, aveva il ruolo di torre controllo e segnalazione durante le guerre tra Lucca e Pisa.[12]
  • Ruota, il borgo più elevato del compitese, fu anch'esso sede di un castello distrutto nei consueti scontri medievali. Oggi i principali monumenti sono la Chiesa di San Bartolomeo a Ruota e la casa natale di Don Aldo Mei, parroco ucciso dai nazifascisti perché accusato di aver dato rifugio ad un ebreo. Oggi il suo atto di resistenza italiana rende egli un punto di riferimento per gli abitanti di Ruota e di tutto il Compitese.[13]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La zona è servita dall'uscita autostradale Capannori. Importanti arterie stradali del territorio compitese sono Via di Tiglio (collega Lucca con Bientina), Via della Pieve, Via di Sant'Andrea, Via di Sottomonte (collega il Compitese alla zona industriale di Guamo), Via di San Ginese, Via di Circonvallazione, Via di Ruota e Via del Cantiere (conduce al Monte Serra).

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio poté usufruire della linea di ferrovia Lucca-Pontedera dal 1928 al 1944. Il Compitese disponeva di ben quattro scali, tra stazioni e fermate. In epoca odierna gli scali più vicini sono quelli della Stazione di Tassignano-Capannori e della Stazione di Lucca.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]