Colorazione dei dinosauri

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Ricostruzione museale di Anchiornis, lo schema dei colori e la disposizione delle piume derivano direttamente dall'analisi di pigmenti rinvenuti sui fossili

La colorazione dei dinosauri è uno dei più grandi misteri riguardanti i dinosauri. Tuttavia recenti studi e nuovi ritrovamenti, soprattutto di dinosauri piumati, sono stati in grado di fornire l'esatta colorazione di alcuni di questi animali.

Dinosauri piumati[modifica | modifica wikitesto]

Anchiornis[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010, i paleontologi studiarono uno scheletro ottimamente conservato di Anchiornis, un averaptora proveniente dalla Formazione Yixian, in Cina, e vi hanno trovato tracce di melanosomi (organuli che determinano i pigmenti dei colori), all'interno delle piume fossili ben conservate. La forma dei diversi melanosomi ha determinato diversi colori; analizzando la forma dei melanosomi e confrontandola con quelli degli uccelli moderni, gli scienziati hanno dedotto che l'Anchiornis aveva piume nere, bianche e grigie su tutto il corpo, con una cresta di piume rosse sul capo.[1]

Sinosauropteryx, Confuciusornis, Caudipteryx e Sinornithosaurus[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010, il Dr. Mike Benton dell'Università di Bristol,[2] ha analizzato dei resti perfettamente conservati di Sinosauropteryx, Confuciusornis, Caudipteryx[3] e Sinornithosaurus, provenienti dalla Formazione Yixian, trovando in ciascuno tracce di melanosomi.

I melanosomi indicano che il Sinosauropteryx era coperto da piume arancio-bruno, e che la sua coda era a strisce bianche. Tuttavia essendo un dinosauro inadatto al volo, è stato ipotizzato che questo dinosauro piumato usasse le piume vivacemente colorate durante il corteggiamento per trovare una compagna.

Archaeopteryx[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011, lo studente laureato Ryan Carney et al. condusse uno studio sul colore delle piume di un esemplare di Archaeopteryx, trovandovi dei melanosomi che suggerivano una colorazione prevalentemente nera, nelle piume del campione. La piuma in questione sembrerebbe essere una penna copritrice, che copriva le penne primarie dell'ala. Carney ha sottolineato che questo è coerente con le piume degli uccelli moderni, in cui i melanosomi neri hanno proprietà strutturali che rafforzano le piume per il volo.

Nel 2013, un nuovo studio pubblicato sul Journal of Analytical Atomic Spectrometry, ha rivelato che le piume dell'Archaeopteryx potrebbero aver avuto una colorazione più complessa, in forma di piumaggio più chiaro e più scuro, con le punte delle piume primariamente nere, mentre il resto della piuma aveva un colore più scuro. Se questa colorazione fosse o meno parte integrante della visualizzazione e/o del volo dell'animale è tuttora sconosciuto.[4]

Microraptor[modifica | modifica wikitesto]

Secondo uno studio del 2012 condotto da Quanguo Li et al., la colorazione delle piume di Microraptor era nero iridescente. Il nuovo campione BMNHC PH881, è stato utilizzato per determinare la colorazione del Microraptor, per la prima volta nella storia. In questo esemplare i melanosomi erano stretti e disposti in strati sovrapposti, una disposizione che ricorda il moderno merlo e la gracula codalunga.

Il fatto che le piume del Microraptor fossero iridescenti è in disaccordo con la teoria che quest'ultimo fosse un animale notturno. Ciò è dovuto al fatto che i moderni uccelli predatori notturni non posseggono piume iridescenti. La convinzione che il Microraptor fosse notturno è una conclusione tratta dalle grandi dimensioni dell'anello sclerale dell'animale.[5]

Inkayacu[modifica | modifica wikitesto]

I melanosomi trovati all'interno delle piume del pinguino Inkayacu, dell'Eocene, sono lunghe e strette, simili alla maggior parte altri uccelli. La loro forma suggerisce che l'Inkayacu avesse un piumaggio grigio e bruno-rossastro, rispettivamente nella parte superiore ed inferiore del corpo. La maggior parte dei pinguini moderni hanno melanosomi che sono circa la stessa lunghezza di quelli di Inkayacu, ma sono molto più ampi. Vi è anche un numero maggiore di essi. La forma di questi melanosomi dà loro un colore marrone scuro o nero, ed è il motivo per cui i pinguini moderni sono per lo più bianco e nero.[6]

Beipiaosaurus[modifica | modifica wikitesto]

Uno studio del 2014, ha dimostrato la presenza di melanosomi all'interno delle piume del collo di Beipiaosaurus, mostrando una colorazione marroncino-beige.[7]

Yi qi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015, gli scienziati hanno potuto identificare la presenza di melanosomi nelle piume di Yi qi. Tutte le nove sedi di piume studiate presenti sul corpo dell'animale hanno dato come risultato, il colore nero. Le piume presenti sulla testa invece avevano una tonalità giallo-marroncino. Sulle membrane, invece non hanno dato risultati sulla loro pigmentazione, dando solo un risultato positivo sulla presenza di phaeomelanosomeri. Gli eumelanosomeri delle piume del polpaccio erano eccezionalmente grandi.[8]

Heyuannia[modifica | modifica wikitesto]

Uno studio del 2015, è riuscito a stabilire il colore del guscio esterno di quelle che sembrerebbero essere proprio delle uova di Heyuannia: le uova in questione sarebbero state di un vago colore blu, come le uova degli odierni emù e casuari. Probabilmente tale colorazione era usata per mimetizzare le uova nei nidi e depistare i predatori.[9]

Maniraptora nell'ambra[modifica | modifica wikitesto]

L'eccezionale ritrovamento di una coda piumata di maniraptora conservata nell'ambra[10][11] preserva i pigmenti del tessuto delle piume che mostrerebbero una colorazione castana-marrone lungo la parte dorsale, mentre nella zona ventrale il colore era più chiaro.[10]

Serikornis[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017, Lefevré et al. hanno esaminato, tramite un luminografia, le piume distali delle ali (sia dell'arto anteriore che posteriore) e della coda di Serikornis, così ben preservate da mostrare un'alternanza di bande chiare e scure, che dovevano rappresentare la colorazione originale del piumaggio dell'animale, come nel piumaggio di molti uccelli terricoli odierni.[12]

Altri dinosauri[modifica | modifica wikitesto]

Saurolophus[modifica | modifica wikitesto]

Esaminando e confrontando la disposizione delle scaglie delle due valide specie di Saurolophus, S. osborni e S. agustirostis, ha dimostrato due modelli di disposizioni che potrebbero corrispondere alla loro colorazione originaria. In S. agustirostis le scaglie sulla parte laterale della coda mostrano dei motivi che corrisponderebbero a delle striature, mentre in S. osborni la disposizione delle scaglie corrisponderebbe ad un motivo maculato o pezzato.[13]

Edmontosaurus[modifica | modifica wikitesto]

L'esemplare di Edmontosaurus annectens, soprannominato "Dakota", presenta un tegumento eccezionalmente ben conservato che ha mantenuto la sua consistenza durante la fossilizzazione, e i ricercatori hanno potuto mapparlo in tre dimensioni. Le scaglie sono tutte di dimensioni diverse, e i ricercatori hanno ipotizzano che il loro modello può riflettere la colorazione dell'animali in vita. Infatti nella zona delle zampe anteriori, nei pressi del gomito sono presenti dei motivi che parrebbero striature.[14]

Psittacosaurus[modifica | modifica wikitesto]

Psittacosaurus sp.

In uno studio del 2016, l'esame dei melanosomi conservati nel campione di Psittacosaurus sp. ha dimostrato che l'animale aveva una colorazione controluce, ossia più scuro sul dorso e più chiaro sul ventre, probabilmente per mimetizzarsi nelle fitte foreste con poca luce dove viveva, in modo simile a molte specie moderne di cervi e antilopi; la presenza di strisce e macchie sugli arti potrebbero rappresentare una colorazione dirompente. Il campione aveva anche densi ammassi di pigmento sulle spalle, sulla faccia (forse per display), e sulla cloaca (che può avere avuto una funzione antimicrobica), nonché un grande uropatagio che collegava le zampe posteriori alla base della coda. I suoi grandi occhi indicano inoltre che aveva una buona visione, utile per trovare cibo ed evitare i predatori.[15][16][17]

Borealopelta[modifica | modifica wikitesto]

L'incredibile ritrovamento del 2017, del campione della "mummia di Suncor" del genere di nodosauride Borealopelta preserva magnificamente la pelle e la posizione originale degli osteodermi dell'animale. L'esemplare scoperto in una miniera della Suncor Energy, in Alberta, Canada, è uno dei dinosauri meglio conservati finora ritrovati, e un esame della pigmentazione presente sulla pelle fossile dell'animale mostra ancora tracce della colorazione originale dell'animale. L'analisi chimica sulla pelle preservata rivela che l'animale era di colore bruno-rossastro, in contrasto con le spine dell'animale di colore più chiaro e ricoperte di cheratina. Il colorito della pelle sembra avere un motivo controluce, forse utilizzato per la mimetizzazione.[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Q. Li, K.-Q. Gao, J. Vinther, M. D. Shawkey, J. A. Clarke, L. d'Alba, Q. Meng, D. E. G. Briggs e R. O. Prum, Plumage color patterns of an extinct dinosaur, in Science, vol. 327, nº 5971, 2010, pp. 1369–1372, Bibcode:2010Sci...327.1369L, DOI:10.1126/science.1186290, PMID 20133521.
  2. ^ Fucheng Zhang, Stuart L. Kearns, Patrick J. Orr, Michael J. Benton, Zhonghe Zhou, Diane Johnson, Xing Xu e Xiaolin Wang, Fossilized melanosomes and the colour of Cretaceous dinosaurs and birds, journal Nature, 2010.
  3. ^ Jakob Vinther, Derek E.G Briggs, Richard O Prum e Vinodkumar Saranathan, The colour of fossil feathers, The Royal Society, 2008.
  4. ^ Archaeopteryx
  5. ^ Microraptor
  6. ^ Balter M., How Penguins Got Their Water Wings, in ScienceNow, 30 settembre 2010. URL consultato il 30 settembre 2010.
  7. ^ http://www.nature.com/nature/journal/v507/n7492/full/nature12973.html
  8. ^ X. Xu, X. Zheng, C. Sullivan, X. Wang, L. Xing, Y. Wang, X. Zhang, J. K. o’Connor, F. Zhang e Y. Pan, A bizarre Jurassic maniraptoran theropod with preserved evidence of membranous wings, in Nature, vol. 521, 2015, pp. 70–3, DOI:10.1038/nature14423, PMID 25924069.
  9. ^ https://www.sciencenews.org/article/dino-eggs-came-different-colors
  10. ^ a b http://theropoda.blogspot.it/2016/12/una-coda-di-dinosauro-conservata.html
  11. ^ http://theropoda.blogspot.it/2016/12/un-test-sulla-posizione-filogenetica.html
  12. ^ U. et al. Lefèvre, A new Jurassic theropod from China documents a transitional step in the macrostructure of feathers, in The Science of Nature, vol. 104, nº 74, 22 agosto 2017, DOI:10.1007/s00114-017-1496-y.
  13. ^ http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0031295
  14. ^ Mummified Dinosaur Unveiled, National Geographic News, 3 dicembre 2007. URL consultato il 3 dicembre 2007.
  15. ^ Jakob Vinther, Robert Nicholls, Stephen Lautenschlager, Michael Pittman, Thomas G. Kaye, Emily Rayfield, Gerard Mayr e Innes C. Cuthill, 3D Camouflage in an Ornithischian Dinosaur (PDF), in Current Biology, vol. 26, 2016, pp. 1-7, DOI:10.1016/j.cub.2016.06.065.
  16. ^ Scientists reveal most accurate depiction of a dinosaur ever created, su theguardian.com, 14 settembre 2016. URL consultato il 15 settembre 2016.
  17. ^ This Dinosaur Wore Camouflage, su news.nationalgeographic.com, 14 settembre 2016. URL consultato il 15 settembre 2016.
  18. ^ This Is the Best Dinosaur Fossil of Its Kind Ever Found, su nationalgeographic.com, 12 maggio 2017. URL consultato il 31 maggio 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]