Psittacosaurus

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Psittacosaurus
Stato di conservazione: Fossile
The Childrens Museum of Indianapolis - Psittacosaurus skeleton cast.jpg
Scheletro di P. meileyingensis, al Museo dei bambini di Indianapolis
Classificazione scientifica
Regno Animalia
Phylum Chordata
Superordine Dinosauria
Ordine † Ornithischia
Sottordine † Marginocephalia
Famiglia † Psittacosauridae
Osborn, 1923
Genere Psittacosaurus
Osborn, 1923
Nomenclatura binomiale
† Psittacosaurus mongoliensis
Osborn, 1923
Sinonimi
  • Protiguanodon
    Osborn, 1923
  • Hongshanosaurus
    You, Xu e Wang, 2003
Specie
  • P. mongoliensis
    Osborn, 1923
  • P. sinensis
    Young, 1958
  • P. meileyingensis
    Paul et al., 1988
  • P. xinjiangensis
    Paul & Zhao, 1988
  • ?P. sattayaraki
    Buffetaut & Suteethorn, 1992
  • P. neimongoliensis
    Russel & Zhao, 1996
  • P. ordosensis
    Russell & Zhao, 1996
  • P. mazongshanensis
    Xu, 1997
  • P. sibiricus
    Leshchinskiy et al., 2000
  • P. lujiatunensis
    Zhou et al., 2006
  • P. gobiensis
    Sereno, Zhou e Lin, 2010
Ricostruzione di Psittacosaurus

Psittacosaurus (il cui nome significa "lucertola pappagallo") è un genere estinto di dinosauro ceratopside, vissuto nei primi del Cretaceo circa tra i 123,2 e i 100 milioni di anni, in quella che oggi è l'odierna Asia. Si tratta di uno dei dinosauri più noti e meglio conosciuti dai paleontologi grazie all'eccezionale quantità di resti fossili, i quali hanno permesso a quest'ultimi di classificare ben 11 specie diverse, facendone uno dei generi più ricchi al mondo, con fossili provenienti da Mongolia, Siberia, Cina e forse anche dalla Thailandia. In età adulta questi animali erano bipedi obbligati e il loro cranio era adornato di spunzoni ossei e da un becco robusto e ricurvo. Una peculiarità di alcune specie era la presenza di strutture filiformi simili a piume allungate, simili a quelle ritrovate in Tianyulong, in prossimità della coda e su parte del dorso. Vista la proporzione del cervello rispetto al corpo dell'animale, lo Psittacosaurus doveva avere dei comportamenti complessi, molto probabilmente si trattava di un animale attivo sia di giorno sia di notte e possedeva un senso della vista e dell'olfatto molto sviluppato.

Nonostante l'aspetto lo Psittacosaurus è uno dei più antichi ceratopsidi, animali come il ben famoso Triceratops, di cui lo Psittacosaurus era un parente più prossimo, rispetto a Yinlong. Questo animale condivide la famiglia tassonomica con l' Hongshanosaurus, (probabile sinonimo di Psittacosaurus), insieme al quale è uno dei primi ceratopsidi ad essersi evoluto, e da cui si sono evolute forme più complesse. Animali simili sono stati ritrovati per la maggior parte in Asia, con l'eccezione di Aquilops ritrovato in Nord America. La specie P. lujiatunensis risulterebbe la più antica da cui si sarebbero evolute tutte le altre specie.

Con più di 400 esemplari fossili ritrovati, tra cui innumerevoli scheletri completi, lo Psittacosaurus è uno dei generi di dinosauri meglio noti ai paleontologi. I fossili ritrovati appartengono a tutte le classi di età dell'animale, dalla fase di schiusa agli esemplari adulti, ciò ha permesso ai paleontologi di studiare la crescita, lo sviluppo e la biologia dell'animale. L'abbondanza di fossili di questo animale ne ha fatto uno fossili più famosi e apprezzati dell'Asia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni di P. mongoliensis, in confronto ad un uomo. Ogni segmento della griglia rappresenta un metro quadro
Psittacosaurus mongoliensis: scheletro, con gastroliti, vista dorsale

Le varie specie di Psittacosaurus differiscono e variano tra loro per dimensioni e per le caratteristiche anatomiche di cranio e scheletro, anche se condividono la forma generale del corpo. La specie più nota, P. mongoliensis, poteva raggiungere anche i 2 metri (6,5 piedi) di lunghezza.[1] Il peso massimo di un animale adulto probabilmente si aggirava sui 20 kg (44 lb).[2] Alcune specie come P. lujiatunensis, P. neimongoliensis e P. xinjiangensis[3][4][5] avevano dimensioni simili, altre invece come P. sinensis e P. meileyingensis erano di dimensioni inferiori.[6] La specie P. ordosensis, in particolare, era la più piccola di tutte, circa il 30% in meno di P. mongoliensis.[4] Le specie più grandi erano invece P. lujiatunensis e P. sibiricus.[7][8]

Il cranio di Psittacosaurus era molto diverso da quelli di altri dinosauri ornitischi, del suo tempo. Il cranio si presentava alto e tozzo, con un profilo quasi rotondo in alcune specie. La porzione frontale dell'orbita rappresentava da sola il 40% della lunghezza totale del cranio, più corta rispetto a qualsiasi altra ornithisco noto. La mandibola dell'animale era caratterizzata da una cresta-bulbo verticale che puntava verso il basso al centro di ciascun dente. La punta del cranio era provvista di un grosso e robusto becco molto pronunciato simile a quello dei moderni pappagalli, (da cui deriva anche il nome della specie). In vita il becco dell'animale era rivestito di cheratina, che formava una superficie perfetta per tagliare e strappare materiale vegetale. Il teschio dello Psittacosaurus condivideva molti tratti in comune con il becco di altri ceratopsidi, come ad esempio il midollo rostrale unico sulla punta della mascella superiore e le protuberanze ossee degli zigomi. Tuttavia essendo ancora piuttosto primitivo non c'è segno ne del collare osseo ne di corna presenti nelle forme più evolute.[9] Tuttavia, un primo abbozzo di corna sono state riscontrate sul cranio della specie P. sibiricus, ma si pensa che questa sia solo un esempio di evoluzione convergente.[8]

A differenza del cranio, lo scheletro dello Psittacosaurus era tipico della maggior parte dei dinosauri ornitischi bipedi. In P. mongoliensis, analogamente ad altre specie, gli arti anteriori erano circa solo il 58% della lunghezza degli arti posteriori. Tuttavia la struttura scheletrica delle mani indica che l'animale non poteva ruotarle per poter camminare a quattro zampe, quindi si trattava di bipedi obbligati.[10] Al contrario della maggior parte degli ornitischi, le mani dello Psittacosaurus possedevano solo quattro dita, contro le cinque dita della maggior parte degli altri ornitischi, mentre le zampe posteriori contavano quattro dita (sperone compreso) come tutti gli altri ornitischi.[9]

Tegumenti[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare con i teumenti della coda fossilizzati, al Senckenberg Naturmuseum.

Tra gli innumerevoli fossili appartenenti Psittacosaurus sono state spesso ritrovate strutture tegumentose, in aspetto simili a piume d'oca. Il primo campione su cui furono rinvenuti tali strutture fu esportato illegalmente dalla Cina alla Germania, dove fu descritto in attesa del rimpatrio. L'esemplare, in mostra al Senckenberg Naturmuseum, mostrava segni di tegumenti e strutture filamentose su numerose parti del corpo. Tuttavia non si è ancora stabilito con certezza a quale specie appartenga, pertanto è indicato come P. sp., dagli studiosi che lo esaminarono, nel 2002. Dalle analisi venne alla luce, che l'animale era ricoperto principalmente da scaglie di forma vagamente esagonale, simili alle impressioni di pelle rinvenute in Chasmosaurus.[11]

Scheletro di Psittacosaurus mongoliensis

Nella parte della coda del medesimo esemplare, furono invece scoperte lunghe strutture tegumentose simili a setole. I paleontologi in seguito confermarono che non si trattava di materiale vegetale. Le setole si estendevano dalla pelle, quasi dalle vertebre, vicino alla punta della coda. Tutti le setole erano un terzo prossimale della coda, e in vita erano probabilmente di forma circolare o tubolare. Sotto la luce ultravioletta, gli aculei emanavano la stessa fluorescenza delle scaglie, ciò suggerisce la possibilità che fossero cheratinizzate. Alla fine i paleontologi affermarono che: "Al momento, non ci sono prove che queste strutture possano essere analoghe o differenti dai filamenti piumosi dei dinosauri teropodi, rinvenuti nella Formazione Yixian".[11]

Nel 2008, fu pubblicato un nuovo studio sui tegumenti rinvenuti su altri due esemplari di Psittacosaurus sp.. Gli studi hanno confrontato una sezione di pelle con quella di altri animali moderni, mostrando che i livelli dermici dei dinosauri si sono evoluti in parallelo a quelli di altri grandi vertebrati. Le fibre collagene del tessuto dermico di Psittacosaurus erano complessi, in modo praticamente identico a quegli di tutti gli altri vertebrati, ma possedevano un eccezionale spessore di circa quaranta strati. Il campione di pelle fu rinvenuto nella zona dell'addome, quindi una pelle più spessa nella zona dell'addome poteva servire da deterrente contro eventuali attacchi dei predatori.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ P.C. Sereno, Psittacosauridae, in Philip J. Currie e Kevin P. Padian (a cura di), The Encyclopedia of Dinosaurs, Academic Press, 1997, pp. 611–613.
  2. ^ G.M.† Erickson e T.A. Tumanova, Growth curve of Psittacosaurus mongoliensis Osborn (Ceratopsia: Psittacosauridae) inferred from long bone histology, in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 130, nº 4, 2000, pp. 551–566, DOI:10.1111/j.1096-3642.2000.tb02201.x.
  3. ^ P.C. Sereno, X. Zhao, L. Brown e L. Tan, New psittacosaurid highlights skull enlargement in horned dinosaurs (PDF), in Acta Palaeontologica Polonica, vol. 52, nº 2, 2007, pp. 275–284.Template:Open access
  4. ^ a b D.A. Russell e X. Zhao, New psittacosaur occurrences in Inner Mongolia, in Canadian Journal of Earth Sciences, vol. 33, nº 4, 1996, pp. 637–648, DOI:10.1139/e96-047.
  5. ^ D.B. Brinkman, D.A. Eberth, M.J. Ryan e P. Chen, The occurrence of Psittacosaurus xinjiangensis Sereno and Chow, 1988 in the Urho area, Junggar basin, Xinjiang, in Canadian Journal of Earth Sciences, vol. 38, nº 12, 2001, pp. 1781–1786, DOI:10.1139/e01-049.
  6. ^ Paul C. Sereno, Zhao Xijin, Chang Zhengwu e Rao Chenggang, Psittacosaurus meileyingensis (Ornithischia: Ceratopsia), a new psittacosaur from the Lower Cretaceous of northeastern China, in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 8, 1988, pp. 366–377, DOI:10.1080/02724634.1988.10011725.
  7. ^ Zhou Changfu, Gao Keqin, Richard C. Fox e Chen Shuihua, A new species of Psittacosaurus (Dinosauria: Ceratopsia) from the Early Cretaceous Yixian Formation, Liaoning, China, in Palaeoworld, vol. 15, 2006, pp. 100–114.
  8. ^ a b Alexander O. Averianov, Alexei V. Voronkevich, Sergei V. Leshchinskiy e Alexei V. Fayngertz, A ceratopsian dinosaur Psittacosaurus sibiricus from the Early Cretaceous of West Siberia, Russia and its phylogenetic relationships, in Journal of Systematic Paleontology, vol. 4, nº 4, 2006, pp. 359–395, DOI:10.1017/s1477201906001933.
  9. ^ a b You Hailu & Dodson, Peter. (2004). Basal Ceratopsia. In: Weishampel, David B., Dodson, Peter, & Osmolska, Halszka (Eds.). The Dinosauria (2nd Edition). Berkeley: University of California Press. Pp. 478–493.
  10. ^ P Senter, Analysis of forelimb function in basal ceratopsians, in Journal of Zoology, vol. 273, 2007, pp. 305–314, DOI:10.1111/j.1469-7998.2007.00329.x.
  11. ^ a b G. Mayr, S.D. Peters, G. Plodowski e O. Vogel, Bristle-like integumentary structures at the tail of the horned dinosaur Psittacosaurus (PDF), in Naturwissenschaften, vol. 89, 2002, pp. 361–365, DOI:10.1007/s00114-002-0339-6.
  12. ^ T. Lingham-Soliar, A unique cross section through the skin of the dinosaur Psittacosaurus from China showing a complex fibre architecture, in Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, vol. 275, nº 1636, 2008, pp. 775–780, DOI:10.1098/rspb.2007.1342.

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