Claudio Velardi

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Claudio Velardi

Claudio Velardi (Napoli, 25 ottobre 1954) è un giornalista e saggista italiano. Ha fondato ed è stato editore del quotidiano Il Riformista.

Esponente prima del Partito Comunista Italiano (PCI), è stato poi nel Partito Democratico della Sinistra (PDS), e quindi dei Democratici di Sinistra (DS). Dal 1998 alla primavera del 2000 fu a capo dello staff dell'allora presidente del Consiglio dei ministri Massimo D'Alema[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Già dirigente politico del Partito Comunista Italiano, dal 1986 al 1990 è segretario regionale del PCI in Basilicata[1].

Giornalista professionista dal 1993, nell'XI Legislatura è il capo ufficio stampa del gruppo parlamentare del Partito Democratico della Sinistra alla Camera (fino al 1994). Con l'elezione di Massimo D'Alema alla carica di segretario del PDS nel 1994, Velardi è chiamato dal nuovo segretario a guidare il suo ufficio[1].

Antonio Bassolino, nell'ottobre del 1995, lo chiama a ricoprire la carica di assessore alla cultura del comune di Napoli, incarico che durerà soltanto un mese, costretto alle dimissioni dopo le polemiche su irregolarità edilizie per un soppalco abusivo nel suo appartamento napoletano[1].

Nell'ottobre 1998, a seguito della mancata soluzione della crisi del primo governo Prodi e della nascita del primo governo D'Alema, viene chiamato a palazzo Chigi (insieme a Fabrizio Rondolino) in qualità di consigliere politico del premier, incarico che terrà fino al 2000[1].

A seguito della caduta del secondo governo D'Alema, avvenuta nel maggio 2000, Velardi abbandona l'attività politica, salvo un breve periodo dal febbraio 2008 al giugno 2009, in cui è stato assessore al Turismo e ai Beni culturali della Regione Campania[1] durante il secondo mandato di Antonio Bassolino.

Nel 2002 assieme ad Antonio Polito ha fondato il quotidiano Il Riformista, di cui è stato anche editore.[2][3]

Nel 2009 fonda assieme a Fabrizio Rondolino il sito di analisi politica TheFrontPage.[4]

Nelle elezioni regionali del 2010 viene incaricato, in contemporanea, di curare le campagne elettorali di due candidati alla carica di governatori, di avverse collocazioni politiche: Renata Polverini (di area centro-destra), candidata nel Lazio, ed Enzo De Luca (di area centrosinistra), in Campania[1][5]. Nel 2011 Polverini lo nomina nel consiglio di amministrazione del MAXXI.[4]

Insegna a contratto lobbying e comunicazione politica presso la Luiss.

Dall'ottobre 2014 è professore straordinario di sociologia generale presso la Link Campus University.

Fa parte del comitato scientifico della Fondazione Italia USA.[6]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Velardi e Massimo Cacciari (a cura di), La città porosa. Conversazioni su Napoli, Napoli, Cronopio, 1992, ISBN 88-85414-04-4.
  • Claudio Velardi e Francesca Archibugi (a cura di), Communis patria. Conversazioni su Roma, Napoli, Cronopio, 1993, ISBN 88-85414-08-7.
  • Massimo D'Alema, Claudio Velardi e Gianni Cuperlo, Un paese normale. La sinistra e il futuro dell'Italia, Milano, Mondadori, 1995, ISBN 88-04-40847-2.
  • Massimo D'Alema, Gianni Cuperlo e Claudio Velardi, Progettare il futuro, Milano, Passaggi Bompiani, 1996, ISBN 88-452-2883-5.
  • Claudio Velardi, L'anno che doveva cambiare l'Italia. Le elezioni 2006 raccontate da un esperto della comunicazione politica, Milano, Mondadori, 2006, ISBN 88-04-55863-6.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Claudio Velardi; in: Giorgio Dell'Arti, Catalogo dei viventi 2015 (da Cinquantamila giorni. La storia raccontata da Giorgio Dell'Arti, Corriere della sera).
  2. ^ Tommaso Caldarelli, Polito e quel Riformista ucciso da Berlusconi e D'Alema, Giornalettismo. URL consultato il 25-20-2015.
  3. ^ Ma va'! Il potere è ridicolo – Intervista a Claudio Velardi, il lobbista più chiacchierato d'Italia, Prima online. URL consultato il 25-20-2015.
  4. ^ a b Arnaldo Capezzuto, Claudio Velardi ovvero prutusino ogni ‘mmenesta, Blog - Il Fatto Quotidiano, 9 novembre 2014. URL consultato il 26-10-2015.
  5. ^ Velardi: «I migliori politici per fare lobbying? I leghisti», in il Giornale. URL consultato il 26-10-2015.
  6. ^ Staff, Fondazione Italia USA. URL consultato il 25-20-2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN115038150 · BNF: (FRcb130445869 (data)