Cimitero monumentale di Verona

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Cimitero monumentale di Verona
Cimitero monumentale di verona, ingresso del nucleo ottocentesco detto cimitero barbieri 03.jpg
Tipocivile
Confessione religiosaCristiana cattolica
Stato attualein uso
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàVerona
Costruzione
Periodo costruzione1828-1844
ArchitettoGiuseppe Barbieri
Tombe famoseEmilio Salgari, Umberto Boccioni
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°25′59.49″N 11°00′19.41″E / 45.433191°N 11.005391°E45.433191; 11.005391

Il cimitero monumentale di Verona è il camposanto principale della città scaligera, edificato nel quartiere di Borgo Venezia a partire dal 1828, su progetto dell'architetto Giuseppe Barbieri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione a Verona di un nuovo cimitero si rese necessaria a seguito dell'editto di Saint Cloud del 12 giugno 1804, un decreto emanato da Napoleone Bonaparte ed esteso al Regno d'Italia nel 1806, il quale prevedeva che le aree cimiteriali fossero edificate al di fuori delle mura cittadine.[1] Prima dell'emanazione di questo decreto, infatti, i defunti venivano tumulati nei campisanti delle parrocchie cittadine o addirittura dentro le chiese stesse, mentre dall'emanazione dell'editto e fino alla costruzione del cimitero monumentale, quindi per oltre un ventennio, i defunti furono deposti principalmente nei cimiteri della chiesa di San Bernardino e della chiesa della Santissima Trinità in Monte Oliveto.[2]

Progetto originale del cimitero, opera di Giuseppe Barbieri

Per la realizzazione del nuovo camposanto venne individuata e acquistata solamente nel 1826 l'area del Campo Marzo, al di fuori di porta Vittoria e della cinta magistrale. Il cimitero venne così costruito a partire dal 1828 su progetto neoclassico di Giuseppe Barbieri. L'architetto morì per nel 1838, a cantieri ancora attivi, la direzione dei lavori venne quindi assunta da Francesco Ronzani, che terminò il cimitero nell'arco di sei anni.[1]

Nonostante le notevoli dimensioni dell'impianto, lo spazio disponibile per le sepolture si esaurì nell'arco di un cinquantennio, per cui a partire dal 1910 il camposanto fu ampliato raddoppiando gli spazi e creando il cosiddetto "Cimitero Nuovo". Durante gli anni trenta venne inoltre realizzato il "Cimitero Giardino" e fu edificato il tempio ossario all'interno del Cimitero Nuovo. Interventi di restauro vennero invece realizzati nel secondo dopoguerra, in quanto la vicinanza del cimitero alla stazione di Verona Porta Vescovo, infatti, la rese vittima di numerosi bombardamenti aerei operati dagli Alleati.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il cimitero monumentale in una incisione con vista a volo d'uccello

L'accesso al cimitero avviene attraverso un asse stradale monumentale, fiancheggiato da diversi filari di alti cipressi e perfettamente in asse con il ponte Aleardi.[3]

Il disegno del cimitero monumentale si deve all'architetto veronese Giuseppe Barbieri; egli progettò un impianto planimetrico a pianta centrale, un grande recinto cui conferì un aspetto neoclassico. Lo spazio centrale, dedicato alle sepolture, è infatti circondato sui quattro lati da un ambulacro coperto, retto da un colonnato di ordine dorico.[4]

Al centro di ognuno di questi quattro colonnati, si trova un pantheon, edifici di particolare importanza per vari motivi: quello destinato ad ingresso principale al camposanto è il pantheon Resurrecturis; dalla parte opposta si trova il tempio Piis Lacrimis, che si ispira al Pantheon di Roma; sulla sinistra si trova invece il pantheon Ingenio Claris, in cui si trovano le spoglie dei cittadini veronesi più importanti; infine, sul lato destro si trova il pantheon Beneficis in patriam, dedicato ai benefattori.[4]

Le tombe monumentali delle più facoltose famiglie cittadine si trovano all'interno degli ambulacri, quindi in una posizione di prestigio e protetta rispetto agli agenti atmosferici.[4]

Sepolture illustri[modifica | modifica wikitesto]

Tra i personaggi più illustri sepolti al cimitero monumentale si possono citare in particolare Emilio Salgari, autore di romanzi d'avventura molto popolari, ricordato soprattutto per essere il "padre" di Sandokan, e Umberto Boccioni, artista futurista di origini calabrese ma morto a Verona per una caduta da cavallo. Tra gli altri, si ricordano anche:[5]

Autori dei monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Parteciparono alla realizzazione dei monumenti funebri i maggiori scultori e architetti veronesi, tra cui i principali furono:[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Storia, su agec.it. URL consultato il 24 luglio 2020 (archiviato il 6 ottobre 2019).
  2. ^ Barban, p. 13 e p. 22.
  3. ^ Barban, p. 58.
  4. ^ a b c Architettura, su agec.it. URL consultato il 24 luglio 2020 (archiviato il 24 luglio 2020).
  5. ^ Cimitero Monumentale di Verona: i grandi veronesi riposano qui, su veronasera.it. URL consultato il 18 maggio 2020 (archiviato il 18 maggio 2020).
  6. ^ Autori, su agec.it. URL consultato il 24 luglio 2020 (archiviato il 24 luglio 2020).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]