Chiesa di Santa Rita da Cascia in Campitelli

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Chiesa di Santa Rita da Cascia in Campitelli
S. Angelo - S. Rita da Cascia.JPG
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàRoma
Coordinate41°53′33″N 12°28′48″E / 41.8925°N 12.48°E41.8925; 12.48
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareRita da Cascia
Diocesi Roma
ArchitettoCarlo Fontana
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneXI secolo
Completamento1653
La targa che ricorda lo spostamento sul fianco sinistro dell'edificio.
La Chiesa di Santa Rita nella sua posizione originaria, ai piedi della scalinata dell'Aracoeli.
L'interno della Chiesa durante un'esposizione temporanea.

La chiesa di Santa Rita da Cascia in Campitelli, è una chiesa sconsacrata di Roma, nel rione Sant'Angelo, situata in via Montanara, all'incrocio con via del Teatro di Marcello. La chiesa in origine sorgeva in via della Pedacchia (strada alle pendici del Campidoglio che sboccava su piazza d'Aracoeli, scomparsa con le demolizioni degli anni '30[1]) sulla preesistente San Biagio de mercato, i cui resti furono ritrovati proprio in occasione della demolizione della chiesa di Santa Rita e delle case adiacenti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio venne costruito nel 1665 dall'architetto Carlo Fontana al posto di una chiesa più antica, edificata dalla famiglia Bucabella nell'XI secolo, e si trovava ai piedi della scalinata di Santa Maria in Aracoeli, sul suo lato sinistro rispetto ai piedi della scalinata stessa. Era dedicata a san Biagio. Fu donata ai casciani residenti a Roma e papa Alessandro VII la affidò alla confraternita della Santissima Spina della Croce di Gesù.

All'intitolazione a san Biagio e alla beata Rita prevalse nel 1900 la nuova ed esclusiva a santa Rita da Cascia, in quell'anno canonizzata.

Nel 1928, in seguito alla demolizione della zona per la sistemazione della via del Mare (oggi via del Teatro di Marcello), la chiesa venne smontata pezzo per pezzo e messa in deposito con l'intento di ricostruirla nello stesso posto. Nel 1940 la chiesa fu ricostruita con un intervento di anastilosi. Invece che a fianco della scalinata di Santa Maria in Aracoeli, fu ricostruita nella posizione attuale, come ricorda una lapide sul fianco sinistro dell'edificio.

«Questa chiesa già esistente alle falde del Campidoglio presso la scala di S. Maria in Aracoeli demolita nell'anno 1928, VI dell'era fascista, fu qui ricostruita a cura del Governatorato di Roma. 21 aprile 1940.»

Oggi la chiesa, sconsacrata, è in uso al Comune di Roma ed è luogo di incontri, conferenze e concerti[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La facciata è decorata con lesene e stucchi. All'interno si presenta a croce greca con pianta romboidale convessa, simile a quella della chiesa romana di San Carlo alle Quattro Fontane. L'abside, più profonda delle due cappelle laterali, accoglie ancora l'altare barocco in marmi policromi ed una vetrata raffigurante Santa Rita da Cascia. Al centro si trova la cupola.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per la foto della posizione originaria si veda qui.
  2. ^ Rendina, p. 324.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mariano Armellini, Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX, Roma, Tipografia Vaticana, 1891, pp. 546-548, ISBN non esistente.
  • Christian Hülsen, Le chiese di Roma nel Medio Evo, Firenze, Leo S. Olschki, 1927, p. 218, ISBN non esistente.
  • Carlo Pietrangeli (a cura di), Rione XI - S. Angelo, in Guide rionali di Roma, 2ª ed., Roma, Fratelli Palombi, 1971, pp. 80-82, ISBN non esistente.
  • Carlo Pietrangeli (a cura di), Rione X Campitelli - Parte prima, in Guide rionali di Roma, Roma, Fratelli Palombi, 1975, pp. 66-68, ISBN non esistente.
  • Anna Maria Affanni, Demolizione e ricostruzione della Chiesa di S. Rita da Cascia, in Gli anni del Governatorato (1926-1944), Quaderni dei monumenti, Roma, Kappa, 1995, pp. 131-137, ISBN 88-7890-181-4.
  • Ferrucco Lombardi, Roma, le chiese scomparse, Roma, Fratelli Palombi, 1996, pp. 254-255, ISBN 88-7621-069-5.
  • Mauro Quercioli, Rione IX S. Angelo, in I rioni di Roma, vol. II, Milano, Newton & Compton, 2000, pp. 726–765, ISBN 978-88-5410-344-3.
  • Claudio Rendina, Le Chiese di Roma, Roma, Newton & Compton Editori, 2004, p. 324, ISBN 978-88-541-1833-1.

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