Chiesa di Santa Maria di Portosalvo (Pozzallo)

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Chiesa Santa Maria di Portosalvo
Chiesa Santa Maria Portosalvo (Pozzallo).jpg
La nuova facciata della chiesa, restaurata nel 2007
StatoItalia Italia
RegioneSicilia
LocalitàPozzallo
Coordinate36°43′41.14″N 14°50′55.78″E / 36.728094°N 14.848828°E36.728094; 14.848828
Religionecattolica di rito romano
Diocesi Noto
Consacrazione1746
Stile architettonicoarchitettura neoclassica (vecchia facciata)
architettura moderna (facciata attuale)
Inizio costruzione1746
Completamento1746

La chiesa di Santa Maria di Portosalvo è un edificio religioso di Pozzallo, in provincia di Ragusa.

Alla parrocchia è annessa anche la chiesa di Santa Maria della Fiducia, sita nella periferia della città.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu costruita nel 1746, su uno sperone di roccia adiacente al mare, dai primi abitanti che si stanziarono a Pozzallo, e venne eretta a parrocchia nel 1886.
Venne pesantemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale, fu sconsacrata in occasione del restauro (finanziato dalle offerte della principale famiglia borghese della zona, gli Avitabile) e venne riaperta il 15 ottobre 1951.
Dopo una lenta decadenza, si decise per il restauro della chiesa, che terminò nel 2007.
Alla vecchia struttura è stato aggiunto il campanile ed è stata aggiunta una facciata, nel lato nord,in stile moderno.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa sorge su una piazzetta nel primo tratto della via Rapisardi, esattamente accanto alla spiaggia e alla torre Cabrera.
Sono presenti due facciate: quella originaria, in stile classico, e quella in stile moderno.
La chiesa è divisa in tre navate (due laterali ed una centrale). Nelle navate laterali sono presenti numerosi dipinti, a opera di Valente Assenza. La statua più importante è quella dell'Addolorata, opera in legno dello scultore Angioini, donata alla città dal commerciante campano Vincenzo Falanca nel 1822, dopo essere sopravvissuto ad un naufragio. Altre opere di interesse sono l'altare maggiore, di Antonino Assenza, e il fonte battesimale, datato 1770, di Stefano Calabrese.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]