Chiesa di Santa Maria Maddalena (Treviso)

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Chiesa di Santa Maria Maddalena
Treviso - Chiesa di Santa Maria Maddalena - Foto di Paolo Steffan.jpg
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Località Treviso-Stemma.pngTreviso
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Diocesi di Treviso
Consacrazione 1576
Architetto Fabrizio Delle Tavole
Inizio costruzione XVI secolo
Sito web [1]

Coordinate: 45°40′07.62″N 12°14′59.97″E / 45.668784°N 12.249992°E45.668784; 12.249992

La chiesa di Santa Maria Maddalena è un luogo di culto cattolico di Treviso. Si trova nel centro storico, affacciata sulla piazzetta Santa Maria Maddalena, poco distante da porta San Tomaso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa originale, sin dall'inizio affidata ai gerolimini, fu distrutta nel primo Cinquecento per far posto alla nuova cinta muraria. Venne però ricostruita sul luogo attuale e consacrata nel 1588.

In seguito alla soppressione dei gerolimini, nel 1772 il complesso fu assegnato alle orsoline. Nel 1810, chiuso il convento e soppressa la vicina parrocchiale di San Bartolomeo, fu dichiarata succursale di Santa Maria Maggiore. Il monastero fu invece utilizzato come casa di riposo fino al 2012.

Dal 1925 è a sua volta parrocchiale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La facciata a capanna della chiesa è tripartita verticalmente da spoglie lesene, tagliate centralmente da una cornice marcapiano orizzontale e sovrastate in alto da un sottile architrave, sul quale poggia il frontone. Le sei partizioni che ne risultano sono occupate ciascuna da apertura: quattro finestre nei riquadri laterali, il portale e, sopra, un disadorno rosone. Alcune tracce di affrescatura secentesca occupano le superfici dei tre riquadri bassi; l'unica figura distinguibile è la rappresentazione di santa Maria Maddalena dipinta sopra il timpano del portale.

All'interno l'edificio è ad una sola navata; vi si conservano opere pittoriche attribuite a Carletto Caliari, ad Antonio Beni, a Giovan Battista Canal, a Simone Forcellini, a Jacopo Marieschi e ad Antonio Molinari, oltre alla pala d'altare Noli me tangere attribuita alla scuola del Veronese. Vanno ricordate anche le sculture di Giovanni Marchiori raffiguranti La Fede e La Speranza (XVIII secolo).

La chiesa è affiancata da un campanile la cui cella campanaria è aperta da bifore a sesto acuto.

Organo[modifica | modifica wikitesto]

L'organo fu costruito da Beniamino Zanin nel 1888 e in seguito è stato restaurato dal discendente Francesco. Conta due tastiere e 23 registri reali.

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