Chiesa di Sant'Antonio Abate (Cagliari)

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Chiesa di Sant'Antonio abate
Chiesasantantonio.JPG
StatoItalia Italia
RegioneSardegna Sardegna
LocalitàCagliari Cagliari
ReligioneCattolica
TitolareSant'Antonio abate
Arcidiocesi Cagliari
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneXVIII secolo
CompletamentoXVIII secolo
Sito web

Coordinate: 39°12′59″N 9°06′52″E / 39.216389°N 9.114444°E39.216389; 9.114444

Sant'Antonio abate è una chiesa monumentale di Cagliari. Si affaccia sulla via Manno, nel quartiere storico di Marina.

La chiesa, regolarmente officiata, richiama fedeli particolarmente il 17 gennaio, giorno della festa del santo titolare, quando si svolge la tradizionale benedizione degli animali domestici nella vicina piazza San Sepolcro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale chiesa venne innalzata nella prima metà del XVIII secolo sopra la precedente cappella dell'adiacente ospedale e convento, retto allora dall'ordine degli spedalieri di san Giovanni di Dio e, in precedenza, dai padri agostiniani. Agli spedalieri si deve l'edificazione della nuova chiesa, consacrata nel 1723, come testimonia la lapide posta nell'atrio.

Nel 1850 gli spedalieri si trasferirono nella nuova sede dell'ospedale, progettata da Gaetano Cima. In seguito a questo evento, l'antico ospedale e l'adiacente convento divennero proprietà di privati, mentre la chiesa di Sant'Antonio fu ceduta alla confraternita della Madonna d'Itria.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il tempio, a pianta ottagonale, si caratterizza all'esterno principalmente per la grande cupola, sormontata da una elegante lanterna, e per il portale in facciata, sormontato da una cornice curvilinea, contenente l'elaborata nicchia con la statua del titolare, raffigurato con un bastone in mano e un maialino ai suoi piedi (sant'Antonio abate è infatti considerato protettore degli animali domestici).

L'interno è invece caratterizzato dal colore verde degli intonaci, su cui spiccano le dorature degli stucchi e dei capitelli corinzi delle paraste laterali. Sul tamburo della cupola, scandito da arcate a tutto sesto, si aprono i finestroni rettangolari che danno luce all'interno. Su ciascun lato si aprono tre cappelle voltate a botte. Il presbiterio, sviluppato in profondità, ospita un fastoso altare in marmi policromi decorato da stucchi dorati. Sopra la bussola d'ingresso è ubicato un organo a due tastiere della casa pistoiese Agati Tronci acquistato nel 1887 dall'Arciconfraternita della Madonna d'Itria.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Naitza. Architettura dal tardo '600 al classicismo purista. Nuoro, Ilisso, 1992. ISBN 88-85098-20-7

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]