Chiesa di San Nicola (Gesualdo)

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Chiesa madre di San Nicola
San Nicola Gesualdo.jpg
StatoItalia Italia
RegioneCampania Campania
LocalitàGesualdo
Religionecattolica
TitolareSan Nicola di Bari
Arcidiocesi Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia

La chiesa madre di San Nicola è il più antico luogo di culto di Gesualdo[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dedicata al vescovo di Mira san Nicola, patrono della cittadina, fu eretta, probabilmente intorno al XII secolo, a ridosso delle mura del castello, sul declivio del borgo medioevale. Di questo primo impianto mancano i riscontri documentali, anche se l'esistenza di una cripta (fatta murare dal vescovo Giovanni Paolo Torti Rogadei nel XVIII secolo), caratterizzante le chiese sorte tra XI e XIII secolo, fa pensare ad un impianto originario medievale. Le più antiche notizie attestanti l'esistenza della chiesa risalgono ai primi decenni del XVI secolo, anni in cui Gesualdo passò dal breve dominio del capitano spagnolo Consalvo de Cordoba a quello del feudatario Fabrizio I Gesualdo. Durante il dominio dei Gesualdo la chiesa subì vari restauri ed ampliamenti in parte ancora leggibili nella parte più antica della muratura e ricordati da lapidi inserite all'interno del sacro edificio. Nel 1538, durante l'arcipretura del reverendo Mastronicola, venne arricchita da tribuna e coro ligneo e, successivamente, nel periodo della Signoria di Carlo Gesualdo prima e di Niccolò I Ludovisi poi, venne impreziosita da un pregiatissimo corredo di opere pittoriche. Tra queste, di particolare rilevanza è senza dubbio la tela raffigurante la scena del miracolo della Madonna della Neve, ascrivibile alla committenza di Carlo Gesualdo. L'edificio fu in buona parte ricostruito in seguito al sisma del 1732 nelle forme in cui ancora oggi appare e riaperto al culto tra il 1755 e il 1760. Danneggiato pure dal terremoto del 1962 e da quello del 1980, rimase chiuso dagli anni Sessanta del Novecento fino al 6 dicembre 1997, data nella quale venne nuovamente riaperto al culto con grande partecipazione di popolo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Incastonata tra le case e i palazzi del centro storico, in posizione prospettica su Piazza Umberto I, la chiesa presenta una pianta a croce latina e risulta a una sola navata. L'austera facciata è arricchita da un grandioso portale barocco in pietra da taglio, scolpito da Giuseppe Landi da Calvanico nel 1760. Oltre alle tele cinquecentesche e seicentesche, all'interno sono custoditi sette preziosi altari e una balaustra in marmi policromi, le statue dei santi Nicola, Giuseppe e Andrea (XVIII - XIX sec.), la bellissima scultura lignea dipinta dell'Immacolata (XVIII secolo), un fonte battesimale in marmo e onice di Gesualdo (XVIII sec.) e numerose reliquie, tra cui il braccio di sant'Andrea[2], che venne donato da Eleonora Gesualdo, badessa del celebre monastero del Goleto, in occasione del suo trasferimento a Gesualdo, avvenuto negli ultimi anni del Cinquecento, presso il fratello principe Carlo. Bella pure è la scala coclide in pietra che porta al pulpito e prosegue nel campanile, le cui campane furono fuse a Sant'Angelo dei Lombardi nel 1848.

È sede della Parrocchia dei Santi Nicola di Bari e Antonino Martire, il cui territorio coincide con quello comunale, e del Centro di Coordinamento Regionale dei Gruppi di Preghiera "Padre Pio" della Campania.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Zigarelli, Storia della cattedra di Avellino e de' suoi pastori, p. 382
  2. ^ Monografia del Servo di Dio Fr. Vincenzo M. Pisapia, Roma, 1933, p. 9