Chiesa di San Michele Arcangelo (Celle Ligure)

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Chiesa di San Michele Arcangelo
Celle Ligure-chiesa san michele-facciata1.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàCelle Ligure
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMichele Arcangelo
Diocesi Savona-Noli
Consacrazione8 ottobre 1645
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1630
Completamento1645
Sito webSito ufficiale

Coordinate: 44°20′47.58″N 8°32′37.34″E / 44.34655°N 8.543706°E44.34655; 8.543706

La chiesa di San Michele Arcangelo è un luogo di culto cattolico sito in piazza San Michele a Celle Ligure, in provincia di Savona. La chiesa è sede della parrocchia omonima del vicariato di Varazze della diocesi di Savona-Noli.

Si trova poco fuori dal centro abitato lungo la strada di collegamento con la frazione di Sanda nell'entroterra e il comune di Stella.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il sagrato a ciottoli bianchi e neri antistante la chiesa

La dedicazione a san Michele Arcangelo induce a ritenere che un primitivo edificio fosse già esistente all'epoca delle invasioni longobarde, ma le notizie storiche iniziano solo a partire dal 1178[1]. La chiesa medioevale, sorta al di fuori del centro storico su espressiva richiesta degli stessi abitanti[1], aveva orientamento est-ovest e anche per la sua poca capienza fu demolita nel giugno del 1620[1], nonostante buona parte della comunità (soprattutto i più anziani del paese[1]) ne avesse scongiurato la demolizione per legami affettivi e religiosi verso l'antica struttura. Di essa rimangono alcune strutture inglobate nella sagrestia e nella navata laterale destra, nonché il campanile romanico-gotico[1].

All'opera di realizzazione, il progetto della chiesa secondo alcune fonti sarebbe da attribuire a Salvatore Spotorno[1], parteciparono un buon numero di capomastri del luogo che tra il 1630 e il 1645, tra continue e spontanee donazioni da parte della popolazione, portarono al compimento la struttura[1]. Il cantiere fu allestito in modo che le funzioni religiosi potessero svolgersi senza disturbo reciproco all'interno della medievale chiesa: sostanzialmente la nuova struttura fu edificata intorno al vecchio edificio religioso[1].

Alla consacrazione del "rinnovato" tempio religioso, cerimonia solenne presieduta dal vescovo savonese monsignor Francesco Maria Spinola, in data 8 ottobre 1645[1], la chiesa si presenta come oggi a croce latina e a tre navate e con orientamento nord-sud. Il costo complessivo dell'opera, senza contare le prestazioni gratuite, è stato calcolato intorno alle quattrocentomila lire genovesi[1].

Inizialmente intonacata verrà col tempo abbellita di stucchi, dorature e decorazioni artistiche. Nell'altare maggiore furono murate le reliquie di san Marino e san Basilio.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Arte e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Alla chiesa si accede da una scalinata del 1881 che conduce al sagrato a ciottoli bianchi e neri datato 1894. Nella facciata, restaurata nel 1828 e nel 1993, si aprono tre portoni sormontati da rosoni. Il corpo centrale termina con un lunettone affrescato del 1893, in cattivo stato di conservazione, raffigurante san Michele Arcangelo. L'interno è a tre navate divise da pilastri quadrati.

Le volte sono interamente affrescate e lungo le pareti si aprono undici cappelle laterali. Nel presbiterio l'altare del 1714 è circondato da un coro ligneo del 1682. Al centro si trova il polittico (olio su legno) di San Michele, dipinto nel 1535 da Perino del Vaga e commissionato dagli stessi pescatori di Celle Ligure; il quadro raffigura, nella cimasa, la Crocifissione mentre al centro vi è la raffigurazione di san Michele che trafigge il diavolo con ai lati san Giovanni Battista, san Pietro e l'Annunciazione. Sulla destra del presbiterio si nota inoltre un pregevole crocefisso quattrocentesco.

Sulle pareti laterali sono conservate due tele di Protasio Stambucchi del 1808, mentre gli affreschi del catino e della volta del presbiterio furono realizzati da Paolo Gerolamo Brusco. La navata centrale fu invece decorata da Pietro Ivaldi tra il 1867 e il 1868 con episodi della vita di Cristo. Da notare anche il pulpito settecentesco con scolpite immagini degli Evangelisti, di San Pietro e San Michele.

Antico architrave duecentesco

Tra le ricche cappelle laterali della navata sinistra vanno menzionate nella cappella del Carmine il dipinto Nostra Signora del Carmine, Santa Teresa, Sant'Antonio e Santo Stefano del 1665 di Giovanni Bernardo Carbone; nella cappella del Rosario le tele Maria che incontra Elisabetta e Nostra Signora di Misericordia di Paolo Gerolamo Brusco e una statua lignea del 1713 della Madonna della scuola dello scultore Anton Maria Maragliano; nella cappella della Santissima Trinità la pala Maria incoronata dalla Santissima Trinità e i santi Giuseppe e Bernardo di Domenico Piola; nella cappella di San Carlo Borromeo il dipinto di San Carlo dinanzi alla Vergine col bimbo e i santi Pietro e Antonio.

Nella navata destra la cappella di San Biagio con la tela Vergine con san Francesco di Sales, una santa martire e san Biagio di Lorenzo De Ferrari; nella cappella di Sant'Antonio abate il dipinto Maria, Gesù Bambino, i santi Antonio e Benedetto e Caterina da Genova di scuola pittorica genovese del XVII secolo; nella cappella di San Giuseppe un'ancona del 1667 di Orazio De Ferrari e due tele Crocifissione e Santa Prassede di probabile datazione seicentesca; nella nona cappella vi è conservato il dipinto attribuito a Domenico Fiasella di Gesù che salva Pietro mentre affoga; nella cappella di San Francesco d'Assisi la tela di Giovanni Battista Bicchio raffigurante Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista, Giacomo apostolo e Benedetto; nella cappella di Sant'Anna le tele di San Lorenzo e Raffaele che accompagna Tobia, l'Immacolata con sant'Anna, San Nicolò da Bari e angeli, probabilmente proveniente dall'Italia meridionale; nella cappella del Suffragio conserva due tele con Cristo alla colonna e l'Addolorata.

Interessanti sono anche i mobili del XVI secolo della sagrestia, dove sono conservati anche un tabernacolo marmoreo, una statua processionale di San Michele e una pala di Sant'Anna, tutti del XV secolo, oltre che a diversi esempi di suppellettili e paramenti sacri del XVIII e XIX secolo. Vanno ricordate infine le statue alte cm 30 in terracotta per il presepe, create tra il 1860 e il 1880 da Antonio Brilla.

Nell'abside sono da evidenziare le due vetrate realizzate nel 1950-1951 da Amalia Panigati su disegni di Gianni Russian raffiguranti l'Arcangelo Gabriele e l'Arcangelo Raffaele.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Sulla cantoria barocca in controfacciata, si trova l'organo a canne, costruito nel 1912 dall'organaro cellese Gerolamo Mordeglia al posto di uno strumento del 1813 di Luigi Ciurlo Roccatagliata di cui venne conservata la cassa che conserva quello attuale. L'organo ha due tastiere di 58 note ciascuna ed una pedaliera di 27. La sua disposizione fonica è la seguente:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Principale 8'
Flauto armonico 4'
Ottavino 2'
Dulciana 8'
Unda maris 8'
Principale dolce 8'
Ottava 4'
Principale 8'
Seconda tastiera - Espressivo
Principale 8'
Ottava 4'
Concerto violini 8'
Viola gamba 8'
Flauto in VIII 4'
Oboe 8'
Flauto in V 2.2/3'
Pedale
Basso 16'
Bassetto 8'

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j Fonte dal sito della Parrocchia di San Michele Arcangelo, su vislink.it. URL consultato il 24 febbraio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. L. Bruzzone, La chiesa di San Michele in Celle Ligure, Liguria, Savona, 1984, Ed. SABATELLI.
  • V. Testa, Celle e cellaschi in ta stoia e in te memoie, Celle, 1983, COMPAGNIA DEI LIBRAI.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]