Chiesa di San Francesco (Lucca)
| Chiesa di San Francesco | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Toscana |
| Località | Lucca |
| Coordinate | 43°50′43.51″N 10°30′40.68″E |
| Religione | cattolica di rito romano |
| Titolare | Francesco d'Assisi |
| Arcidiocesi | Lucca |
| Stile architettonico | Romanico-gotico |
| Inizio costruzione | XIII secolo |
| Completamento | entro il 1430 |
La chiesa di San Francesco è una chiesa della città di Lucca, situata nella piazza omonima con l'omonimo ex convento annesso. Oggi la chiesa è sconsacrata ed è utilizzata come sala concerti o per congressi.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La presenza dei francescani a Lucca è attestata già nel 1228, e il nuovo ordine assunse subito un ruolo preminente nella vita cittadina. La chiesa, costruita in laterizio a aula unica con copertura a capriate, venne completata entro il 1430 con l'inserimento di tre cappelle presbiteriali. Per la facciata, che mostra ai lati del portale due arche sepolcrali, fu adottato un rivestimento in calcare bianco, rimasto incompiuto a lungo. La cura per l'arredo procedette parallelamente alla costruzione del complesso, e proseguì dal Trecento al Seicento.
Tra tardo Quattrocento e primo Cinquecento vi fu un aggiornamento in senso rinascimentale che riguardò gli altari e le pareti che vennero affrescate, ma che non comprese opere di scultura. La chiesa accolse pale di Michele Ciampanti e tre di Vincenzo Frediani, una perduta, una forse identificabile nella Madonna e sante francescane del Petit Palais di Avignone e la Disputa dell'Immacolata Concezione oggi a Villa Guinigi. Gli interventi si conclusero all'inizio del XVI secolo con le pale di Agostino Marti e di Zacchia il vecchio.
Tra Cinquecento e Seicento vi fu un ulteriore aggiornamento in senso controriformato con l'erezione di nuovi altari corredati di pale che le dette l'aspetto che oggi conserva.
L'avvento del passaggio al demanio nel 1840 sconvolse l'aspetto della chiesa e parte dei suoi dipinti furono destinati alle costituende strutture museali lucchesi. L'interno venne ristrutturato nel 1844 da Giuseppe Pardini che gli dette un aspetto neomedievale conservando però gli altari cinque-secenteschi.
La chiesa tornò di proprietà del comune di Lucca nel 1901 e venne riaperta al culto nel 1910[1]. La facciata, dopo secoli, venne portata a termine nel corso degli anni venti del XX secolo ed inaugurata solennemente il 6 novembre del 1927[2].
Nel 2003 i frati francescani hanno lasciato il convento e l'intero complesso è stato acquistato del comune di Lucca e, nel 2010, è stato poi rilevato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.[3]

Nel 2007 a causa di lavori di ristrutturazione e di scavo nell'adiacente edificio, definito "stecca", condotti da FCRL per gli appartamenti del personale della Scuola IMT, si è generato un grave dissesto alla struttura conventuale, danno non ammesso dal Comune, che ha fatto crollare la valutazione del complesso. Per analoghe lesioni provocate dagli stessi lavori ad un'altra ala privata adiacente, il danneggiatore ha rimborsato immediatamente i danni acquisendo l'immobile.[4]
La parte pubblica del complesso è stata quindi ceduta dall'Amministrazione comunale alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca per 7,3 milioni di euro ma nel bilancio comunale risultano solo 3.
Le parti acquisite del complesso, tra cui la chiesa e i chiostri, sono stati oggetto di un importante intervento di restauro tra il 2011 e il 2013, costato 50 milioni di euro.[5] La cerimonia per l'inaugurazione del complesso[6] si è tenuta nella chiesa di San Francesco il pomeriggio del 6 luglio 2013 alla presenza anche di esponenti del mondo politico, tra cui Maria Chiara Carrozza, all'epoca ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.[7]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]L'esterno della chiesa è caratterizzato dalla facciata, completata nel 1930 con la realizzazione della parte superiore[2]. Il paramento murario del prospetto è bicromatico, con fasce più larghe di calcare bianco alternate a fasce più strette di calcare grigio[1]. La parte inferiore presenta, al centro, il portale strombato con lunetta dipinta e, ai lati, due arcate cieche a tutto sesto con arche sepolcrali; nella parte superiore, invece, si apre il rosone, affiancato da quattro stemmi marmorei a bassorilievo che, in senso orario, da sinistra in alto, raffigurano il simbolo dell'Ordine francescano, un fascio littorio, lo stemma della città di Lucca e un leone rampante.[8]
L'interno della chiesa è costituito da un'aula a navata unica coperta con soffitto a capriate lignee e illuminata da bifore aperte nel 1844.[3] Nella chiesa vi sono varie sepolture, tra le quali quella di Giovanni Guidiccioni, di Ugolino Visconti, di Francesco Geminiani e di Luigi Boccherini, nonché di molti esponenti di rilievo della storia lucchese, tanto da essere considera il Pantheon di Lucca
Lungo le pareti laterali, che sono decorate con affreschi monocromi, vi sono vari altari marmorei ospitanti pale dipinte[1]. Al terzo altare destro è uno dei tre dipinti di Pietro Ricchi per ola chiesa, raffigurante San Francesco che riceve le stimmate, databile tra 1655 e 1665.
In fondo alla navata vi è il presbiterio a pianta quadrangolare delimitato da una balaustra ed ospitante l'altare maggiore barocco, coperto con una volta a crociera. Alle spalle dell'altare maggiore, nell'abside, si trova l'organo a canne della chiesa, costruito tra il 1930 e il 1940 dai Fratelli Turrini e restaurato nel 2013 dalla ditta Michelotto[9]. Lo strumento è a trasmissione elettropneumatica e dispone di 16 registri reali per un totale di 1086 canne. La sua consolle, indipendente e anch'essa situata nell'abside, dispone di due tastiere di 58 note ciascuna e pedaliera concava di 30 note, con registri e unioni azionati da placchette a bilico e combinazione libera a pistoncino.
Il presbiterio è affiancato da due cappelle: nella cappella di destra, di patronato Pagnini, rimangono i resti di un ciclo pittorico con Storie mariane attribuito a Baldassarre di Biagio ed eseguito nell'ottavo decennio del Quattrocento e restaurato nel 1960. Le due lunette con la Presentazione al tempio e lo sposalizio della Vergine a destra e l'Incontro di Gioacchino ed Anna e la natività della Vergine a sinistra, presentano uno stile di impronta lippesca nel quale si vede la citazione dei motivi ornamentali civitaleschi[10].
La lunetta della porta presso la cappella a sinistra del presbiterio presenta un affresco con la Madonna col Bambino del tardo Quattrocento di un pittore prossimo a Michelangelo di Pietro, raro resto della decorazione rinascimentale della chiesa. Sempre alla parete sinistra, al quinto altare è il Noli me tangere del Passignano, seguito al quarto e al terzo da altre due opere di Pietro Ricchi, il Miracolo di Sant'Antonio da Padova e l'Assunzione della Vergine tra apostoli e santi. Al secondo altare sinistro è invece una Natività di Federico Zuccari, che sostituì una tavola di medesimo soggetto del primo Cinquecento dipinta da Zacchia il vecchio.
Il convento
[modifica | modifica wikitesto]L'ampio convento si articola in tre chiostri. Tra quello più vicino alla chiesa e il retro della stessa si trova la Cappella di Santa Lucia, costruita tra 1354 e 1358 da Francesco di Bartolomeo Guinigi come luogo di sepoltura familiare[11].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 Chiesa San Francesco, su luccaterre.it. URL consultato il 23 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2014).
- 1 2 L. Minunno, p. 114.
- 1 2 Riapre a luglio il Complesso Conventuale di San Francesco, Lucca, su davisefranceschini.it. URL consultato il 23 marzo 2014.
- ↑ Italia Nostra: “Illecita la vendita del complesso di San Francesco” :: LoSchermo.it, su loschermo.it. URL consultato l'11 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2010).
- ↑
Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, San Francesco - Anatomia di un restauro, su YouTube, 15 luglio 2013. URL consultato il 23 marzo 2014. - ↑
NoiTv Lucca, Inaugurazione complesso di San Francesco, su YouTube, 6 luglio 2013. URL consultato il 23 marzo 2014. - ↑ Il San Francesco rinasce a nuova vita e si prepara alla grande festa del taglio del nastro con il ministro Carrozza, loschermo.it, 5 luglio 2013. URL consultato il 23 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2014).
- ↑ L. Minunno, p. 115.
- ↑ Complesso Monumentale - Chiesa di San Francesco in Lucca, su michelotto-organi.com. URL consultato il 23 marzo 2014.
- ↑ Maria Teresa Filieri, Matteo Civitali e Baldassarre di Biagio "pictores", in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo, 2004, pag. 92.
- ↑ Gabriele Donati, Lucca al tempo di Paolo Guinigi, Lucca 2007, pag. 34.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Lodovico Gombi dei Minori, Le nuove opere d'arte nella Chiesa monumentale di s. Francesco in Lucca, Lucca, Tip. Lorenzetti e Natali, 1957, ISBN non esistente.
- Giorgio Giorgi, Le chiese di Lucca, Lucca, La Supergrafica, 1970, ISBN non esistente.
- Giovanni Spiezia, Chiesa di San Francesco in Lucca: ricerche storiche, Lucca, ciclostilato in proprio, 1988, ISBN non esistente.
- Isa Belli Barsali, Lucca. Guida alla città, Lucca 1988.
- Ottaviano Giovannetti, S. Francesco in Lucca: chiesa e convento, Bagno a Ripoli, Il Bandino, 1996, ISBN non esistente.
- Franco Bellato (a cura di), Chiese lucchesi, Lucca, Arcidiocesi di Lucca, 2002, ISBN non esistente.
- Maria Teresa Filieri, Il rinnovamento delle chiese lucchesi alla fine del Quattrocento, in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo 2004, pp. 207 - 235.
- Lucia Minunno, Lucca, Milano, Electa, 2007, ISBN non esistente.
Altri progetti
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Wikibooks contiene testi o manuali sulla disposizione fonica dell'organo della chiesa
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla chiesa di San Francesco a Lucca
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa di San Francesco, su comune.lucca.it. URL consultato il 23 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
- Convento e Chiesa San Francesco, su web.rete.toscana.it. URL consultato il 23 marzo 2014.
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