Checco Costa

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Checco Costa, al centro con i figli Carlo (in primo piano) e Claudio (a destra)

Francesco Costa, detto Checco (Imola, 9 aprile 1911Imola, 30 luglio 1988), è stato un dirigente sportivo italiano, protagonista del motociclismo agonistico moderno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in agraria, coltivò fin da giovane la passione per i motori.

Nel 1936, venticinquenne, divenne segretario generale del Moto Club imolese. L'anno seguente fu responsabile dell'organizzazione della terza edizione della competizione motoristica fuoristrada (l'odierno motocross) cittadina. La gara si disputò, come le due precedenti[1], all'interno del parco delle Acque Minerali (18 aprile 1937)[2]. L'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale impedì l'organizzazione di altre competizioni.

Dopo la guerra Costa fu eletto presidente del Moto Club (1946). Si dedicò subito a far rinascere le competizioni motoristiche organizzando corse di velocità sulle strade cittadine, le uniche pavimentate all'epoca. Il primo circuito cittadino di Imola correva lungo i seguenti tratti di strada: viale De Amicis (direzione Faenza), Selice, Mentana, Andrea Costa, Marconi, Pambera e Carducci. La prima gara, denominata «GP Città di Imola», si svolse il 21 luglio 1946. Ma Costa desiderava anche rinverdire i fasti delle gare fuoristrada, rinnovandoli con una nuova formula. Nel 1948 ebbe inizio la lunga serie di manifestazioni imolesi per motociclette fuoristrada. Il 13 maggio si tenne ad Imola il I Gran Premio internazionale di motocross, il primo in assoluto disputatosi in Italia. Il circuito si sviluppava nel parco Acque Minerali (comprendente il monte Castellaccio). Negli anni seguenti il Moto Club imolese organizzò numerose altre competizioni di motocross sotto la sua direzione: cinque gare nazionali, cinque internazionali, nove prove valevoli per il campionato mondiale (1957-1965) e cinque per quello europeo[2].

Un altro obiettivo primario di Costa era la costruzione di un motodromo permanente. Quando seppe che un gruppo di concittadini aveva ideato un circuito[3] sulle prime colline imolesi, si buttò con entusiasmo nel progetto. Curò personalmente il disegno delle curve e del loro raggio e ottenne la consulenza dell'Istituto Sperimentale Stradale del Touring Club per i lavori di pavimentazione.

Riuscì a portare a termine il progetto dell'“auto-motodromo” (così lo chiamò) in pochi anni: nel 1950 fu posata la prima pietra; il 18-19 ottobre del 1952 fu eseguito il primo collaudo tecnico. Costa organizzò la gara inaugurale del circuito, che si tenne il 25 aprile 1953. I primi vincitori furono Emilio Mendogni, Enrico Lorenzetti e Alfredo Milani, rispettivamente nelle classi 125, 250 e 500, su Moto Morini, Moto Guzzi e Gilera.

Autodromo di Imola, Coppa d'Oro di motociclismo. Partenza della gara delle 500 cc. (aprile 1957).

L'anno seguente, Costa inventò la Coppa d'oro Shell, gara unica da disputarsi il 25 aprile di ogni anno (o nella sua imminenza) e dotata di un montepremi superiore a quello di qualsiasi altra corsa che si disputava all'epoca in Italia: 12 milioni di lire. Dal 1954 la manifestazione fu disputata ininterrottamente per vent'anni, fino al 1973.

All'inizio di ogni anno Francesco Costa teneva una conferenza stampa di presentazione. Davanti ai giornalisti della stampa specializzata annunciava il programma di gare e li informava sulle novità e sulle proposte per promuovere il circuito. Costa sapeva che in Italia il primato tra i circuiti era saldamente in mano a Monza (che ospitava sia la Formula 1 che il motomondiale), ma riuscì egualmente a portare ad Imola i migliori piloti del mondo, ottenendo spesso un successo di pubblico superiore a quello delle gare iridate.[4]

Costa si teneva costantemente informato su quello che succedeva oltreoceano. Scoprì così le superbike: motociclette derivate dalle moto di serie, ma dotate di un'enorme potenza. Grazie alle informazioni raccolte sulla famosa “200 Miglia di Daytona”, si mise subito al lavoro per crearne la versione europea. In più ebbe l'idea di organizzare un confronto tra europei ed americani. I piloti americani vivevano in uno “splendido isolamento” e non avevano alcun contatto con il mondo motoristico europeo. Costa ebbe il merito convincere i massimi piloti mondiali a confrontarsi tra loro. Non amando l'aereo, incontrò i piloti americani in una loro tappa europea e riuscì ad avviare i primi contatti. Costa fu il primo a riuscire a mettere insieme il meglio del motorismo mondiale. Nacque così la 200 Miglia di Imola.

Checco Costa ed Enzo Ferrari.
Primi anni settanta: Checco Costa dà il benvenuto in Autodromo a William France, amministratore delegato della 200 miglia di Daytona, giunto ad Imola per assistere alla 200 Miglia.

La prima edizione si tenne il 23 aprile 1972. Il primo vincitore fu Paul Smart su Ducati. Lo stesso Checco Costa volle per questa importantissima manifestazione un'assistenza medica adeguata e all'avanguardia rispetto a tutte le organizzazioni precedenti nazionali e internazionali. Affidò l'impegnativo compito al figlio Claudio Costa, laureato in medicina nel 1967, che nell'occasione esordì come medico dei piloti. Claudio fu coadiuvato dai dottori Giancarlo Caroli, rianimatore dell'Istituto Rizzoli di Bologna, e Giuseppe Russo. La competizione riscosse subito un grande successo e divenne in pochi anni un appuntamento obbligato per tutti i piloti dell'epoca. Il pubblico partecipò in massa: diverse edizioni registrarono oltre 150.000 presenze.

La passione inesauribile di Checco Costa lo portò a ideare, nel 1978, la Coppa delle Nazioni a squadre di motociclismo. Il meglio del motociclismo mondiale si batté in una sfida fra le nazioni. La competizione fu ripetuta l'anno seguente.

Checco Costa morì in un banale incidente stradale il 30 luglio 1988.

Dal 1949 al 1988, il periodo in cui Checco Costa fu alla guida del Moto Club Imola, si disputarono nel circuito romagnolo 23 Coppe d'oro, 12 edizioni della 200 Miglia, 9 gare del Motomondiale e quasi un centinaio di altre gare motoristiche. Organizzatore delle prime gare di motocross moderno in Italia, nel periodo 1948-1965 Costa organizzò: 9 prove del Campionato mondiale, 5 del Campionato europeo e altrettante del Campionato nazionale[2].

I suoi due figli hanno assorbito la passione per i motori che ha sprigionato. Il primogenito, Claudio, è stato per tanti anni lo speaker ufficiale dell'autodromo; Claudio Costa è il notissimo “medico dei piloti”, ideatore e direttore della clinica mobile.

Nel 2013 l'archivio del Motoclub Santerno, insieme con la documentazione personale di Checco Costa, sono stati donati alla città di Imola.

Gare del motomondiale organizzate
da Checco Costa
Anno Manifestazione
1969 Gran Premio delle Nazioni
1972 Gran Premio delle Nazioni
1974 Gran Premio delle Nazioni
1975 Gran Premio delle Nazioni
1977 Gran Premio delle Nazioni
1979 Gran Premio delle Nazioni
1981 Gran Premio di San Marino
1983 Gran Premio di San Marino
1988 Gran Premio delle Nazioni
Tutte le competizioni si svolsero all'Autodromo di Imola.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La prima edizione si disputò il 3 marzo 1935; la seconda il 24 maggio 1936.
  2. ^ a b c Gilberto Negrini, Cross Country a Imola. La storia sul Castellaccio, ne «Il nuovo Diario-Messaggero», 11 novembre, pag. 45.
  3. ^ Gli ideatori furono un gruppo di amici appassionati di motociclette: Graziano Golinelli, Tonino Noè, Ugo Montevecchi, Alfredo Campagnoli e Gualtiero Vighi.
  4. ^ Gilberto Negrini, Autodromo di Imola. Imola, 2014, pag. 185.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Dal Pozzo e Claudio Ghini, Checco Costa a Imola, passione moto. Imola, Bacchilega, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]