Cavalleria napoleonica

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Emblem of Napoleon Bonaparte.svg

La Cavalleria napoleonica si distingueva in cavalleria leggera, cavalleria di linea e cavalleria pesante.

La nascita della cavalleria napoleonica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cavalleria.

Ai tempi dell'Ancien Régime la cavalleria era costituita da piccoli reparti aggregati alle grandi Divisioni di fanteria. Napoleone decise di creare importanti reparti di cavalleria che potessero agire autonomamente, costituendoli in Divisione e distaccò pertanto per decreto quasi tutti i reparti di cavalleria aggregati alle Divisioni di fanteria per costituire nuove Divisioni esclusivamente di cavalleria. Fu quindi abbandonato il principio delle divisioni pluriarma e queste nuove Divisioni furono affidate al comando di Gioacchino Murat. Già nel 1806 esse costituivano ben 2 Corpi d'Armata e, all'inizio della Campagna di Russia, la cavalleria era strutturata su 4 Corpi d'Armata comandati da Murat. 1º Corpo comandato da Nansouty, il 2º Corpo comandato da Montbrun, il 3° comandato da Grouchy e il 4° comandato da Latour-Maubourg.

La cavalleria costituiva circa un quinto o un sesto dell'intera Grande Armée. Un reggimento di cavalleria era composto da 800-1200 uomini ed era strutturato su tre o quattro squadroni di due compagnie ciascuno, più elementi di supporto. La prima compagnia di ogni squadrone era sempre designato come "di Élite", in cui si presume confluissero i migliori uomini e i migliori cavalli. Ogni compagnia aveva un effettivo di 3 ufficiali, 4 sottufficiali, 4 brigadieri, 74 cavalieri e un trombettiere. Ogni compagnia era comandata da un capitano. Il capitano più anziano esercitava inoltre la funzione di capo Squadrone, anche se occorre dire che queste cifre variavano leggermente, in base al tipo di unità.

Allo scoppio della Rivoluzione francese, la cavalleria patì enormemente la perdita degli ufficiali aristocratici, ricchi di esperienza ma ancora leali alla corona dell'Ancien Régime. Di conseguenza, la qualità della cavalleria francese si abbassò drasticamente. Napoleone ricostituì la specialità rendendola una delle più agguerrite del mondo. Fino al 1812 essa fu invitta in ogni importante scontro a livello reggimentale.
C'erano tre tipi di cavalleria per i differenti ruoli: cavalleria pesante (corazzieri e carabinieri), cavalleria di linea (dragoni) e cavalleria leggera (ussari, cacciatori a cavallo e lancieri).[1]

Inoltre il manto dei cavalli corrispondeva allo squadrone: nero per il 1° (Squadrone d'élite), baio per il 2°, sauro per il 3°, grigio per il 4°.

Cavalleria pesante[modifica | modifica wikitesto]

Cuirassier blessé quittant le feu, dipinto dell'artista francese Théodore Géricault

La cavalleria pesante dell'Armata imperiale era costituita dai Corazzieri, dai Carabinieri, dai Granatieri e dalla Gendarmeria a Cavallo. In questa unità di élite, i cavalieri erano tutti uomini robusti, come d'altronde le cavalcature che avevano un'altezza variabile tra i 155 cm e i 160 cm. La cavalleria pesante apparteneva al Corpo di riserva di cavalleria.

Queste unità erano destinate, oltre ad infrangere la linea difensiva nemica, anche a caricare la cavalleria nemica. Infine, il loro ultimo ruolo era di inseguire l'esercito nemico appena questo ripiegava o batteva in ritirata. I Corazzieri montavano cavalli selezionati accuratamente per la loro taglia e robustezza.
I reggimenti di cavalleria pesante della Guardia erano il reggimento dei Granatieri a cavallo della Guardia. Questi, contrariamente al loro nome, non erano affatto granatieri e il reggimento della Gendarmeria a cavallo.

  • Corazzieri (Cuirassiers)

La cavalleria pesante, era equipaggiata e armata quasi come i cavalieri medievali, con pesanti corazze che garantivano una protezione di circa 3 mm di spessore e che pesavano 7 kg.. Essa proteggeva il torso contro i colpi di spada e gli uomini indossavano anche elmi di bronzo e ferro, con un cimiero sormontato da un pennacchio e con una lunga criniera nera per proteggere la nuca. Erano armati con lunghe spade, pistole e più tardi carabine. I Corazzieri indossavano, come indica il nome una corazza ed erano armati con una lunga spada diritta, una pistola e un moschetto. Quest'ultimo era di solito portato sulla schiena.

Così come i cavalieri medievali, essi servivano a creare panico tra le truppe della cavalleria, visto che a causa del peso delle loro armi ed armature, fra cavaliere e cavallo si sviluppava una poderosa massa d'urto e conseguentemente essi potevano esprimere maggior forza durante la carica. Comunque, essi servirono soprattutto per sostenere l'impeto della Cavalleria leggera e dei Dragoni ma essi stessi producevano una potente forza sul campo di battaglia, che lasciava i nemici impressionati se non impauriti. I britannici, in particolare, che erroneamente avevano creduto che i Corazzieri fossero la guardia del corpo di Napoleone, avrebbero più tardi adattato i propri caratteristici elmetti e corazze. In origine esistevano 25 reggimenti di Corazzieri, più tardi 18.

  • Carabinieri (Carabiniers-à-Cheval)

Simili per il ruolo e l'armamento ai Dragoni. Comunque, erano meno armati, inizialmente addirittura senza armatura, erano meno adatti ai combattimenti ravvicinati nella confusione della battaglia. Erano molto meno versatili, e per questo meno numerosi (solo 2 reggimenti originariamente) e ancora meno apprezzati dei Dragoni. Nel 1809, in seguito alle numerose perdite dovute alle lance degli Ulani austriaci, Napoleone ordinò per l'anno successivo di equipaggiarli con armature. Ma questo non fu sufficiente a impedirne la sconfitta da parte dei Corazzieri russi a Borodino nel 1812 e, il seguente anno, la fuga davanti agli Ussari ungheresi nella Battaglia di Lipsia.

Cavalleria di linea[modifica | modifica wikitesto]

Facevano parte della cavalleria di linea i Dragoni.

La cavalleria di linea, come la cavalleria pesante, era utilizzata per creare brecce tra le linee nemiche e permettere quindi alle unità di fanteria di penetrare all'interno delle linee nemiche. I loro cavalli avevano un'altezza variabile tra i 153 e i 155 cm. I reggimenti di cavalleria di linea appartenevano, praticamente tutti, al Corpo di riserva della cavalleria.

  • Dragoni (Dragons)

Principale forza della cavalleria di linea della cavalleria francese, talvolta considerata parte della cavalleria pesante, era solitamente usata in battaglia, nelle scaramucce e nella ricognizione. I Dragoni erano soliti smontare da cavallo per proseguire il combattimento a piedi. Erano altamente versatili, essendo armati non solo con la tradizionale spada ma anche con pistole e moschetti (che custodivano in una tasca degli stivali quando cavalcavano). Eccellevano pertanto nel combattere sia a piedi sia a cavallo. Queste truppe sono solitamente utilizzate, data la loro versatilità, per proteggere i fianchi dell'armata.[2] Parte del prezzo per questa versatilità era che la loro abilità a cavallo e nell'uso della spada non era spesso all'altezza delle altre truppe di cavalleria e ciò li rendeva oggetto di derisioni. I reggimenti di Dragoni erano inizialmente 25, più tardi 30. Nel 1815, solo 15 reggimenti di Dragoni avrebbero fatto in tempo a partecipare ai Cento giorni. Il reggimento dei Dragoni della Guardia (chiamati anche Dragoni dell'Imperatrice) costituivano il solo reggimento di cavalleria di linea della Guardia.

Cavalleria leggera[modifica | modifica wikitesto]

La Cavalleria leggera napoleonica comprendeva gli Ussari, i Cacciatori a Cavallo e Cavalleggeri (lancieri). I cavalli della cavalleria leggera avevano un'altezza variabile tra i 149 e i 153 cm.

La cavalleria leggera era integrata nelle divisioni e nei corpi di fanteria e, contrariamente alla cavalleria di linea e pesante, non faceva parte di un corpo della cavalleria. Erano soliti attaccare le linee nemiche sui fianchi o alle spalle al fine di creare scompiglio e creare il panico nei ranghi nemici, ma in principal modo serviva ad attaccare il nemico in rotta in caso di vittoria e a proteggere le proprie truppe in caso di sconfitta.[3][4]

La cavalleria leggera della Guardia comprendeva un reggimento di Cavalleggeri Lancieri (chiamati anche Lancieri rossi) e un reggimento di Cacciatori a cavallo della Guardia.

  • Ussari (Hussards)

Questa veloce e leggera unità di cavalleria era considerata gli occhi e le orecchie delle truppe napoleoniche. Erano considerati come i migliori cavalieri e spadaccini (beau sabreurs) dell'intera Grande Armée. Questa opinione non era completamente ingiustificata e le loro sfavillanti uniformi riflettevano la loro spavalderia. Tatticamente, erano utilizzati per la ricognizione al fine di mantenere i propri comandanti informati dei movimenti nemici mentre impedivano al nemico di raccogliere le stesse informazioni oltre ad inseguire le truppe nemiche in fuga. Armati solo con sciabola e pistole, erano noti per il coraggio temerario, al punto fino essere quasi suicida. Si diceva all'epoca che un Ussaro che raggiungeva i 30 anni era davvero Vecchia Guardia oltre che fortunato. Nel 1804 esistevano 10 reggimenti, cui fu aggiunto l'11° nel 1810 e altri due nel 1813.

  • Cacciatori a Cavallo (Chasseurs à Cheval)

Questo tipo di cavalleria leggera era identico agli Ussari, sia nell'armamento sia nei compiti. Ma, farne parte era considerato meno prestigioso ed elitario. La loro uniforme era meno sgargiante, e consisteva di un shakos in uso anche presso la fanteria (in contrasto con il colbacco tipico degli Ussari), mantelli e calzoni verdi e stivali corti. Erano comunque la maggioranza della cavalleria leggera con 31 reggimenti nel 1811, 6 dei quali non francesi, formati da belgi, svizzeri, italiani e tedeschi. I Cacciatori a Cavallo della Guardia Imperiale includevano anche uno squadrone, formato da due compagnie di Mamelucchi, vestiti con abiti orientali.

  • Lancieri (Lanciers)

Tra le più temute forze di cavalleria delle armate napoleoniche erano i Lancieri polacchi della Vistola chiamati Ulani. Soprannominati anche Hell's Picadors (I picadores dell'inferno) o Los Diablos Polacos (I diavoli polacchi) dagli spagnoli, questa cavalleria, sia di linea sia leggera era veloce quasi come gli Ussari, quasi la stessa forza di sconvolgere i nemici che avevano i Corazzieri ed erano versatili come i Dragoni. Erano armati con, come dice il nome, di lance insieme con spade e pistole. I Lancieri erano la migliore forza di cavalleria per caricare la fanteria nemica negli spazi aperti, dove le loro lance potevano contrastare le baionette della fanteria nemica, (come accadde alla British Brigade di Colborne nella Battaglia di Albuera nel 1811) e anche nella caccia ai nemici sbaragliati. Potevano essere letali anche contro gli altri tipi di cavalleria come avvenne con Sir William Ponsonby e i suoi Scots Greys a Waterloo. Senza contare la Guardia, esistevano 9 reggimenti di Lancieri. Dopo la guerra, gli inglesi furono così impressionati che decisero di creare un loro proprio reggimento di Lancieri.

La carica di cavalleria[modifica | modifica wikitesto]

La formazione di battaglia della cavalleria prevedeva che ci si disponesse su due file e che si avanzasse poi verso il nemico al trotto da circa 250 metri di distanza, poi si accelerava al piccolo galoppo. Giunti poi a circa 150 metri si partiva al galoppo finché a 50 metri si proseguiva a briglia sciolta. Durante la carica finale, le prime file procedevano con la punta della sciabola in avanti, mentre le seconde file la mulinavano sopra la testa.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Frediani, Le grandi battaglie di Napoleone, Edizioni Newton & Compton 2002, pagg. 15-16: «Egli marcò la divisione tra cavalleria pesante, di linea e leggera. La prima era costituita dai corazzieri e dai carabinieri,... La cavalleria di linea annoverava i dragoni... La cavalleria leggera vantava nelle sue file gli ussari, i cacciatori a cavallo e i lancieri».
  2. ^ Lucio Ceva, "Questa era la Grande Armée", da Storia Illustrata, Gennaio 1976, pag. 60: «La cavalleria pesante (dragoni), che combatte sia montata che a piedi, è spesso impiegata nella protezione dei fianchi e in missioni molto svariate».
  3. ^ Andrea Frediani, Le grandi battaglie di Napoleone, Edizioni Newton & Compton 2002, pag. 16: «Il ruolo che Napoleone assegnava alla cavalleria leggera era assolutamente decisivo nelle sue battaglie, tanto da fargli dire che "senza la cavalleria, le battaglie sono senza risultati": oltre ai compiti di ricognizione e protezione, di avanguardia e di retroguardia, ad essa si richiedeva di coprire la ritirata dell'esercito ostacolando l'avanzata nemica, o di condurre l'inseguimento dei reparti avversari in rotta per impedire che si riorganizzassero».
  4. ^ Lucio Ceva, "Questa era la Grande Armée", da Storia Illustrata, Gennaio 1976, pag. 60: "La cavalleria leggera, oltre ai compiti di ricognizione, avanguardia, retroguardia, copertura dei fianchi, serve soprattutto allo sfruttamento del successo o alla copertura della ritirata".
  5. ^ Lucio Ceva, "Questa era la Grande Armée", da Storia Illustrata, Gennaio 1976, pag. 60: «Naturalmente compito della cavalleria è anche l'azione d'urto, la carica che si svolge secondo un sapiente dosaggio di energie: avanza al trotto fino a un terzo della distanza dall'obiettivo; poi si accelera al piccolo galoppo che si trasforma in vero galoppo a 150 metri dal nemico mentre gli ultimi 50 metri sono percorsi a briglia sciolta».

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