Cattedrale di San Rufino

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Cattedrale di San Rufino
Facade and tower - San Rufino - Assisi 2016.jpg
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneUmbria Umbria
LocalitàAssisi-Stemma.png Assisi
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareRufino di Assisi
Diocesi Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino
Consacrazione1253
Stile architettonicoRomanico, barocco, neoclassico
Inizio costruzione1140
Completamento1571

Coordinate: 43°04′12.73″N 12°37′04″E / 43.070203°N 12.617778°E43.070203; 12.617778

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani
(EN) Assisi, the Basilica of San Francesco and Other Franciscan Sites
San Rufino Assisi 04.JPG
TipoCulturali
Criterio(i) (ii) (iii) (iv) (vi)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal2000
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

La cattedrale di San Rufino è il principale luogo di culto cattolico della città di Assisi, chiesa madre cattedrale della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.[1]

La chiesa sorge nell'omonima piazza, originariamente una terrazza creata in epoca romana, forse (ma non esistono prove documentate) il foro della città romana di Asisium.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli storici medievali indicano questo sito come quello di un tempio romano dedicato alla Bona Mater. San Pier Damiani scrisse come in questo sito si trovava una basilica con le spoglie di san Rufino dal 412 e come il vescovo Ugone (XI secolo) fosse in contrasto con il popolo poiché voleva traslarle nell'allora cattedrale di Santa Maria Maggiore, con la vittoria dei cittadini di Assisi.

Nella città feudale la chiesa di San Rufino era il fulcro della "cittadella dei canonici" e la fondazione della chiesa attuale risale probabilmente all'VIII secolo. Fu rifatta una prima volta in forme più grandi dallo stesso Ugone, il quale la insignì alla fine del titolo di cattedrale nel 1036. Nel 1140 fu avviata una nuova ricostruzione su progetto di Giovanni da Gubbio, che si protrasse per vari decenni. Nel 1210 il Comune, che ne utilizzava il sagrato per le riunioni, auspicò un veloce completamento, perché attribuiva all'edificio incompleto la mala sorte che animava le lotte tra le fazioni. Nel 1228 si arrivò alla consacrazione dell'altare maggiore, da parte di papa Gregorio IX e nel 1253 fu consacrata l'intera chiesa completata, da parte di Innocenzo IV. Nel 1571 l'interno della cattedrale è stato ristrutturato su progetto di Galeazzo Alessi, assumendo l'attuale conformazione.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

La facciata è una delle opere più significative del romanico "umbro" ed è confrontabile con esempi coevi a Spoleto, quali il Duomo e San Pietro.

La fascia inferiore risale al XII secolo, coi tre portali fiancheggiati da leoni e grifi scolpiti. Il portale centrale in particolare ha una ricca ornamentazione, soprattutto nella ghiera multipla decorata da rilievi di tralci, girali, figure allegoriche e animali mostruosi; la lunetta ospita il Cristo in trono entro un clipeo, tra il sole, la luna, la Madonna che allatta e San Rufino. Il portale destro ha una lunetta con Due uccelli che si abbeverano a una fonte (simbolo delle anime cristiane che si abbeverano alla grazia divina), mentre quello sinistro ha Due leoni attorno a un vaso.

Sopra i portali corre una fascia orizzontale con figure di Animali e mensole con teste umane e zoomorfe; sopra di essa si trova una galleria dalla quale sporgono Quattro animali.

La zona mediana è occupata da tre elaborati rosoni, attorno ai quali si trovano mensole con alcuni altorilievi: attorno a quello centrale Simboli degli Evangelisti e in basso tre Telamoni. La zona della facciata risale alla fine del XIII secolo ed è composta da una coronazione triangolare a capanna con all'interno un arco gotico, dove probabilmente doveva essere inserita una pittura o un mosaico. Alla sinistra della facciata si eleva il maestoso campanile romanico, risalente in gran parte all'edificio di Ugone, con la cella campanaria decorata con doppie bifore.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Interno

L'interno è a tre navate divise da pilastri, con pianta basilicale. L'aspetto odierno risale al rinnovo del 1571 ad opera di Galeazzo Alessi; solo sopra le volte restano tracce della chiesa primitiva, tra le quali i resti di una cupola.

In seguito a restauri vennero rimossi gli altari laterali, scoprendo anche, sulla parete sinistra, tratti di un muro romano. Attualmente, nella cattedrale ve ne sono dieci, alternati a statue di Profeti di Agostino Silva[2] del 1672.

Il primo altare di destra presenta il gonfalone di San Giuseppe, opera di Berto di Giovanni, e subito dopo si apre la cappella del Sacramento di Giacomo Giorgetti (1663, decorata da tele e affreschi che ne fanno la più unitaria opera barocca di Assisi: sulla porta d'ingresso si trova un Sacrificio di Elia di Giovanni Andrea Carlone, autore anche dei dipinti su tela (da destra Agar nel deserto, David in preghiera, Elia e l'angelo, Natività, Cena in Emmaus, Resurrezione, Tobia e l'angelo, Davide riceve i panni da Alchimelech e Sacrificio di Isacco Gli affreschi sul catino absidale e sulla volta sono suoi, di Giacomo Giorgetti (1663) e di Giovanni Antonio Grecolini (XVIII secolo). In controfacciata della cappella si trova un'Ultima cena di fra' Emanuele da Como, mentre l'organo sulla cantoria in legno dorato e intagliato è del XVII secolo. Sulla controfacciata si trovano due statue accanto al portale centrale: San Francesco di Giovanni Dupré (1882) e Santa Chiara di Amalia Dupré (1888).

La porticina accanto alla cappella porta a un portale romanico sul lato destro, coevo a quelli della facciata. Seguono l'altare dell'Addolorata, con statua policroma del 1672, l'altare di San Francesco, con stucchi della Virtù cardinali di Agostino Silva e una tavola con Cristo in gloria e santi di Dono Doni (1550).

L'altro lato della navata ospita l'altare di San Gaetano di Thiene, con una tela di Francesco Refini, l'altare del Crocifisso, con stucchi del Silva, l'altare di Sant'Emidio, disegnato da Giacomo Giorgetti e con la tela della Trinità, Madonna e santi che intercedono per Assisi di Francesco Appiani (1752), e l'altare di Santa Maria della Consolazione, con una Madonna col Bambino e santi del XVIII secolo.

All'inizio della navata destra si trova l'antico fonte battesimale, dove furono battezzati san Francesco, santa Chiara, san Gabriele dell'Addolorata e forse, nel 1197, Federico II di Svevia. Il fondo fu decorato nel 1882.

Presbiterio e abside

Il braccio destro del transetto ospita l'altare di San Vitale, con la Deposizione dalla Croce di Dono Doni (1563). Nel braccio sinistro l'altare di San Rufino d'Arce, con una Crocefissione sempre del Doni.

Nell'abside si trova un coro ligneo cinquecentesco con intagli di Piergiacomo da Sanseverino (1520), con al centro il grande organo del XIX secolo. Sotto l'altare si trovano le spoglie di san Rufino di Assisi.

In precedenza queste erano sistemate in un sarcofago romano scolpito, ancora visibile nella cripta. Quest'ultima era stata ottenuta con le modifiche apportate alla costruzione precedente dal vescovo Ugone nell'XI secolo e corrisponde al presbiterio dell'antica basilica preesistente, reso visibile nelle fondazioni dai restauri eseguiti dopo il sisma del 1997. È accessibile da una scala, adiacente al battistero, attraverso il nuovo Museo diocesano.

La sagrestia, alla quale si accede dalla destra dell'abside, ospita alcune opere d'arte: San Francesco che benedice Assisi, tela di Cesare Sermei e altri dipinti, opera dello stesso Sermei, di Girolamo Marinelli, di Giacomo Giorgetti, di Martin Knoeller e di Baldassarre Orsini.

Dalla sagrestia si accede tramite una porticina a sinistra a un oratorio sotterraneo detto di San Francesco.

Organi a canne[modifica | modifica wikitesto]

Organo della cappella del Santissimo Sacramento

Nella cattedrale si trovano tre organi a canne:

  • l'organo maggiore è situato sopraelevato al centro dell'abside, e venne costruito nel 1848-51 dai fratelli Martinelli di Umbertide. integro nelle sue caratteristiche originarie, dispone di 33 registri (dei quali numerosi spezzati) su due manuali e pedale; il materiale fonico è racchiuso entro una cassa lignea dipinta a finto marmo, con consolle a finestra, al di sotto delle canne di facciata.[3]
  • L'organo del coro, proveniente dalla chiesa di Santa Maria Maggiore per la quale fu costruito nel 1971, è della ditta Chichi; a trasmissione meccanica, ha 8 registri su unico manuale e pedale.[4]
  • Nella cappella del Santissimo Sacramento, sulla cantoria soprastante l'ingresso, si trova un ulteriore strumento, risalente al 1645 e probabilmente opera di Tommaso Campana; dotato di una cassa lignea in stile barocco decorata con rilievi e dorature, ha 10 registri su unico manuale e pedale.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Cattedrale di San Rufino, Assisi, Perugia, Italy, su gcatholic.org. URL consultato il 26 dicembre 2017.
  2. ^ Agostino Silva, in Dizionario storico della Svizzera.
  3. ^ Assisi - Cattedrale di San Rufino, marcovalentini.it. URL consultato il 25 dicembre 2017.
  4. ^ Assisi - Cattedrale di San Rufino, marcovalentini.it. URL consultato il 25 dicembre 2017.
  5. ^ Assisi - Cappella del SS. Sacramento in Cattedrale, marcovalentini.it. URL consultato il 25 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Costantino Troiano e Alfonso Pompei, Terni, Casa Editrice Francescana, ISBN non esistente.
  • Marco Valentini, L'organo maggiore di S. Rufino in Assisi, Assisi, Accademia Properziana del Subasio, 1998, ISBN non esistente.
  • Loretta Santini, Assisi: guida con pianta della città, in Città d'Italia, Firenze, Plurigraf, 2003, ISBN 88-7280-218-0.
  • Umbria, in Guida d'Italia, 7ª ed., Milano, Touring Club Italiano, 2009, ISBN 978-88-365-3894-2.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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