Castello di Chaumont

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Castello di Chaumont
Il castello di Chaumont
Il castello di Chaumont
Ubicazione
Stato attuale Francia Francia
Regione Centro Centro
Città Chaumont-sur-Loire
Informazioni generali
Tipo Castello
Stile Medievale
Inizio costruzione XV secolo
Condizione attuale Aperto al pubblico
Sito web http://www.chaumont-jardin.com

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Il castello di Chaumont-sur-Loire /ʃo'mõ syʁ lwaʁ/, detto anche castello di Langon /lɑ̃gõ/, è situato a Chaumont-sur-Loire, dipartimento Loir-et-Cher, Francia. A partire dal 2000 il castello è diventato insieme all'intera Val de Loire patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Fondazione, Medioevo e Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruito nell'XI secolo da Oddone I († 995), Conte di Blois, Reims, Tours, Chartres, Châteaudun e Provins (982-995), figlio di Tebaldo I di Blois e sposo Berta di Borgogna, figlia del re di Arles Corrado III di Borgogna e futura regina consorte di Francia.

Passato poi nel 1037 al cavaliere milites normanno Hilduin (o Gelduin, Guelduin, Ilduino), I signore di Maillé (Vienne) (detta Luynes dal XVII secolo), signore visconte di Chaumont, Chartres, e Vexin, fratello di Hardouin[1], e di Tichildis sposa di Geoffroy le Fort, singore di Treves (a ovest di Saumur), questi lo fece ampliare e fece consolidare le fortificazioni. Viene documentato che Hilduin I di Maillé, permettera al nipote Hardouin Treves di dare una importante donazione all'Abbazia di Saint Nicolas d'Angers e avrà sei figli, Hilduin II suo sucessore ed erede, Garnier ancora vivo nel 1075, Gosbert, Hugues, Achard, menzionato con il figlio Aldrade nei carteggi del 1077 e Foucher. Seguiranno a detenere la proprietà del castello i discendenti di Hilduin I, Hilduin II (+ ca. 1080), sposo di Agnès per cui ottiene la signoria di Lisle en Vendômois che appartenevano alla famiglia des Fulcherides, da cui avrà sei figli, il sue erede Hardouin I, Hervé, Hildéric, Geoffroy, Foulques, che partecipa alla pria crociata del 1096 e Pierre che ebbe in figlio Odone ancora vivo nel 1108. Hardouin I nel 1085 donò le due chiede di Maillé (Luynes), Saint Venant e Saint Solenne, alla Abbazia di Marmoutier e sposò Beatrice, sorella di Odon, il decano dell'Abazia di Saint Martin de Tours, da cui ebbe sei figli: Jacquelin, Hardouin in vita nel 1106, Gilbert (morto nel 1124) che divenne arcivescovo di Tours nel 1117 dopo suo zio materno Raoul II, e presenziò al consiglio di Reims nel 1119, Raquel, Hugues che sposerà Alix qui épouse Alix du Vendômois, Richard e Bernard. Jacquelin nato verso il 1085, sposò Adelaide che gli porta in dote la signoria di Rillé nel Nord Est di Touraine, fu sul campo di battaglia nelle guerre dei conti d'Angiò contro Enrico I Beauclerc, duca di Normandia e re d'Inghilterra, ebbe tre figli Hardouin II, Geoffroy vivo nel 1138 e Jacquelin, che divenne Cavaliere Templare e combatte nelle crociate in Terra Santa morendo nella battaglia di Tiberiade nel 1187. Hardouin II, Signore di Maillé e di Rillé, ebbe due figli: Hardouin III e Richard che vive nel 1216. Hardouin III parte per la terra santa nel 1201, e ha tre figli, Hardouin IV, Hérard vivo nel 1243 e Pierre sposo di Jeanne de Marsay. Hardouin IV, barone di Maillé, e signore di Rillé nel 1233 viene nominato Sénéchal di Poitou, sposa Jeanne de Thouars, dama di de La Roche sur Yon e de Lucon, figlia d'Aimery VIII de Thouars et di Béatrix de Machecoul, da cui avrà quattro figli: Hardouin V, Jacquelin, Jean Payen e Josbert vivo nel 1285. Hardouin V (+1285), signore di Rillé e Chancay, farà parte dell'armata reale di Luigi IX di Francia che partì per la terra santa nel 1248, sposò Jeanne de Beaucay, figlia di Hugues IV de Beaucay signore di La Mothe e di Alix de Chatillon, da cui avrà sei figli: Hardouin VI, Payen (Péan), che prendendo il posto della moglie Jeanne de Lestang nel 1318, diverrà signore di Brézé creando il ceppo dei Maillé-Brézé. Péan che diverrà Sénéchal di Périgord e muorirà nel 1347, Jean signore di Chancay e di Clairvaux, Isabeau sposa di Pierre de la Brosse, Catherine Dame de Chaveignes e N che si spoò con Guillaume de Maulévrier.

Château de Chaumont rimase per generazioni dei discendenti del nobile cavaliere Hilduin, fin quando una sua pronipote, Denise deFougère, lo recò in dote a suo marito Sulpice d'Amboise ed il castello passò nelle mani degli Amboise rimanendovi per cinque secoli.

Nel 1455 il castello fu fatto incendiare e radere al suolo da Luigi XI, quale punizione a Pietro d'Amboise (14081473) per la sua partecipazione alla Lega del bene pubblico. Perdonati gli Amboise dal re, questi contribuì finanziariamente alla ricostruzione del castello, operata fra il 1465 ed il 1475 dal figlio di Pietro d'Amboise, Carlo I d'Amboise (14301481), che vi fece anche aggiungere un'ala a nord (oggi non più esistente).

Nel 1560, la proprietà del castello passò a Caterina de Medici la quale vi ospitò numerosi astrologi, incluso Nostradamus. Alla morte del marito, Enrico II di Francia, Caterina usò il suo potere per costringere Diana di Poitiers, amante del marito, ad accettare il castello di Chaumont in cambio del più ambito castello di Chenonceau. Diana di Poitiers visse a Chaumont per un breve periodo dopo il quale il castello fu rivenduto.

Illuminismo, Romanticismo e Belle Epoque[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal secolo dei lumi il castello tornò ad essere dimora di personaggi illustri, tra i quali si annoverano:

  • Jacques-Donatien Le Ray, sovrintendente agli Invalides sotto Luigi XVI e attivo sostenitore della guerra di indipendenza americana;
  • Madame de Staël, letterata e scrittrice francese;
  • Henry-Amedée de Broglie, al quale si deve la modernizzazione del castello (introduzione di elettricità e acqua corrente) e un'imponente opera di restauro.

Il Novecento e l'età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia De Broglie, alla morte di Henry-Amedée, incappò in una serie di investimenti sbagliati e spese folli che la portarono inevitabilmente alla rovina economica. La tenuta di Chaumont fu a tutti gli effetti smembrata e venduta un pezzo alla volta: dapprima i possedimenti terrieri, poi una parte del parco, infine centinaia di opere d'arte.

Nel 1937 lo Stato francese espropria il castello per motivi di pubblica utilità e il 1° agosto dell'anno successivo il governo entra in pieno possesso della tenuta e anche degli arredi superstiti: arazzi e mobili antichi.

Nel 2000 il castello viene dichiarato dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità in quanto parte della Valle della Loira e nel 2007 diventa monumento Regionale.

Ritrovamenti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno 11 gennaio 1613, dei muratori scavando in un campo nei pressi delle rovine del castello di Chaumont, in un'area che per tradizione era chiamata il "campo del gigante", nel Delfinato , ritrovarono insieme a diverse antiche monete una enorme tomba, coperta da una sasso su cui erano incise le parole "Theutobochus Rex" (attribuite a Teutoboco Re dei Teutoni e dei Cimbri dello Jutland), all'interno furono ritrovati i resti di un corpo umano dalle forme di un gigante (venticinque piedi e mezzo largo dieci alle spalle)[2][3][4]. Le monete ritrovate con la pietra di Teutoboco erano d'argento e recavano da un lato l'immagine di Gaio Mario e dall'altra una M e una A intrecciate. Questi resti erano simili a quelli ritrovati nel 1515 a Mazzarino in Sicilia (trenta piedi) e nel 1548 (trenta piedi) e 1550 (trentatré piedi) ritrovati nella Val di Mazzara nei pressi di Palermo, e poi ancora nei pressi di Trapani[5]. Anche presso la "Nostra Signora di Parigi" si vedeva una tomba enorme e si narra contenesse un gigante di trenta piedi, Nel XVII Nicola Habicot, antomico e chirurgo del S.Cosmo di Parigi, afferma nei suoi scritti di aver visto presso il Signore di Nemours un uomo gigante di quindici piedi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le Chateau de Chaumont dans l'historie et les arts", di Louis Auguste Bosseboeuf, Ed. A. Mame, 1906
  2. ^ autopsia e numerazione delle ossa, tratto dall'opuscolo distribuito da Pietro Masuyer chirurgo di Beaurepaire, con i certificati dei medici di Montepellier e di Greboble, scritto dal gesuita di Torunon, stampato a Lione
  3. ^ "Gigantosteologia", di Nicola Habicot, anatomico e chirurgo di S.Cosmo in Parigi, 1613
  4. ^ "Gigantomachia" di Giovanni Riolan, medico ed anatomico dell'Università di medicina di Parigi, 1613, "Impostura scoperta delle ossa attribuite al re Teutoboco", 1614, "Gigantologia", 1618
  5. ^ Frusta letteraria di Aristarco Scannabue: 3

Biliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Frusta letteraria di Aristarco Scannabue opera di Giuseppe Baretti, 1832
  • Il tesoro delle antichità sacre e profane tratto da' comenti ..., 1741
  • Angelo Mazzoldi, Delle origini Italiche e della diffusione dell' inciviliments ..., Volume 2, 1846
  • La Sacra Bibbia di Vence: Dissertazioni vol. 1, Volume 1, 1830

Voci Correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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