Casalazzara

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Casalazzara
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Latina-Stemma.png Latina
Comune Aprilia-Stemma.png Aprilia
Territorio
Coordinate 41°37′47.05″N 12°35′33.73″E / 41.629737°N 12.592704°E41.629737; 12.592704 (Casalazzara)Coordinate: 41°37′47.05″N 12°35′33.73″E / 41.629737°N 12.592704°E41.629737; 12.592704 (Casalazzara)
Abitanti
Altre informazioni
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casalazzara
Casalazzara

La frazione di Casalazzara appartiene al comune di Aprilia, in provincia di Latina, ma è incastonata nella provincia di Roma fra Ardea e Campoleone, nel centro della regione Lazio. La frazione di Casalazzara dista 10 km dal centro di Aprilia e 29 km dal quartiere di Roma EUR e sorge all'incrocio fra la via Pontina e la via Ardeatina, lungo via dei Rutuli (sp Ardea-Fontana di Papa). Nell'adiacente Campo del Fico, sotto la antica acropoli di Ardea, si trova il celebre Colle Manzù dove lo scultore visse e nei pressi del quale si trova il museo a lui dedicato. La frazione di Casalazzara sorge a 52 metri sul livello del mare, ha attualmente circa 6.000 abitanti e rappresenta un'importante via di comunicazione fra i Colli Albani e il Litorale romano.

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Casalazzara è la frazione più antica del comune di Aprilia, abitata sin dal paleolitico, era in età storica appartenente al territorio latino dei Rutuli che andava dalla città di Ardea fino al territorio della avversaria Lanuvio lungo l'antica via delle comunità Albensi. Questa via che attraversava il Latium vetus collegava le città latine dei colli e quelle che sorgevano sul mare. Il celebre conflitto fra Ardea e Lanuvio (protagoniste poi della Lega latina) è riportato anche nell'Eneide di Virgilio a cui infatti sono intitolate le scuole medie di Ardea. Un antico insediamento ardeate rinvenuto sul pianoro di Casalazzara testimonia il periodo di massima espansione dei Rutuli nel V secolo a.C. e il legame originario che questa frazione ha con la cittadina di Ardea [1]. Ancora oggi sono visibili in Casalazzara i bastioni di fortificazione della città rutula ed è presente un bellissimo bosco di querce alle spalle della Chiesa di S. Giuseppe, che ospita diverse specie protette ed è attraversato da un piccolo affluente del fiume Incastro, emissario del "lago di Manzolini". In passato sono state rinvenute tracce di una necropoli risalente all'VIII secolo a.C. legata a società pre-romane. I primi ritrovamenti ebbero luogo a fine ‘800, ad opera di alcuni archeologi inglesi che riportarono alla luce materiale ceramico ornamentale, attualmente esposto al museo di Londra. Molti i ritrovamenti successivi di tombe e materiali appartenuti a Rutuli, Etruschi e Romani esposti al vicino Museo nazionale preistorico etnografico Luigi Pigorini e ai musei di Genzano e Nemi. In questa zona si accampò il re Tarquinio il Superbo per porre assedio ad Ardea mentre a Roma una rivolta popolare lo spodestava e dichiarava la repubblica. Nel IV secolo a.C. sempre in questa zona si svolse una battaglia fra i romani guidati da Furio Camillo e i Galli senoni che avevano occupato Roma. I romani successivamente inglobarono Ardea e il suo circondario, compresa quindi la futura Casalazzara, a Roma nel cui territorio restò fino al 1936 quando venne fondata Aprilia.

Medioevo e modernità[modifica | modifica wikitesto]

Lo strano nome di Casa Lazzara deriva dal fatto che in età medioevale la zona, situata ai margini delle paludi pontine, caduta in forte decadenza e annessa al territorio stesso di Roma (ager) sin dall'antichità, ospitava un lazzaretto in cui venivano confinati i lebbrosi e altri malati espulsi dall'Urbe. I resti di tale torre del X secolo adibita a Lazzaretto di Roma sono ancora visibili in via Casalazzara.

In età medioevale la frazione, nel 903, ospitò Papa Leone V nato nella stessa Ardea, quando questo territorio afferiva ai monaci benedettini della Abbazia di San Paolo fuori le mura che qui possedevano un casale e il lazzaretto: fra i compiti dei benedettini infatti c'era quello dell'assistenza ai malati. Il casale di Casalazzara poi passò ai Colonna nel 1421, successivamente ai Caffarelli nel 1461 che la tenevano ancora nel 1803 quando il Catasto Annonario la descriveva confinante con il territorio di Ardea con una estensione di 512 rubbia pari a circa 947 ettari[2] e infine fu annesso ad Aprilia all'atto della sua fondazione nel 1936 [3]. Ancora oggi in Casalazzara si venera una Madonna degli ammalati.

Nel 1564 la rocca di Ardea, spopolata e in abbandono, passò nel dominio feudale degli Sforza Cesarini mentre Casalazzara restò ai Caffarelli. Nel 1816, con la Restaurazione e la fine della feudalità, a causa dell'esiguo numero di abitanti Ardea e Casalazzara divennero frazioni di Genzano di Roma che a sua volta era entrato sotto le dipendenze dirette della Santa Sede che lo elesse a città. Iniziò così un lento recupero della zona di cui sono testimonianza dei terrazzamenti visibili in via Pasubio. Come già detto, solo con la bonifica pontina Casalazzara fu ripopolata e annessa ad Aprilia nel 1936.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo della bonifica molti abitanti di origine trentina furono chiamati a coltivare le terre di Casalazzara da una colonia che essi avevano fondato in Bosnia a Banja Luka. Furono questi coloni a costruire la chiesa e a gettare le basi dell'insediamento attuale del borgo. Nel 1944 dopo lo Sbarco di Anzio la zona è stata investita e distrutta - come la stessa Aprilia - da una feroce battaglia fra le truppe americane e quelle tedesche per la conquista di Roma, i cui caduti riposano nel vicino cimitero militare germanico di Pomezia. I nazisti prima di ritirarsi fecero saltare in aria l'antica torre adibita a lazzaretto per non dare punti di appoggio agli alleati che avanzavano verso la Capitale. Negli anni '50 la riforma agraria della Democrazia Cristiana assegnò i poderi presenti sin dalla bonifica ad alcune famiglie locali e poi ne permise la lottizzazione avviandone la svolta residenziale. Attualmente vi sorge la chiesa di S. Giuseppe in Casalazzara (1960), l'Istituto Niccolò Copernico e alcuni servizi commerciali, impianti sportivi, oratorio con centro sociale anziani e ludoteca, diverse piccole fabbriche, impianti produttivi e negozi, case cantoniere e dell'ONC, mentre la fabbrica della Yale che rese noto il centro dagli anni '70 al 2000, ha chiuso e delocalizzato gli impianti e oggi ospita il Grenn Park dove dovrebbe sorgere il nuovo depuratore, anche se nei paraggi vi è una sorgente d'acque minerale citata sin nei testi antichi. Alcuni hanno ipotizzato recentemente la riunificazione di Casalazzara e Ardea che permetterebbe alla prima l'ingresso nella provincia di Roma e quindi nella Città Metropolitana oltre all'uscita da una provincia con cui non ha legami reali e che puntualmente la ignora, per la seconda il riconoscimento del ruolo di città mediante la ricostruzione dell'unità territoriale e della sua identità culturale sulla terra che fu dei Rutuli. Questo piccolo centro abitato si sviluppa attorno a uno slargo, da poco riconosciuto dal comune come "borgo storico" in previsione della costruzione di una piazza attorno alla chiesa di S. Giuseppe con area abitativa e servizi, di cui esistono i progetti, ed è e servito da una piccola stazione COTRAL che lo collega a Roma e Latina.

La scuola Copernico[modifica | modifica wikitesto]

La principale istituzione di Casalazzara è l'istituto comprensivo Niccolò Copernico. Inizialmente, negli anni '40, a causa dei pochi alunni la scuola elementare era, insieme a un presidio di altre istituzioni, nella casa cantoniera accanto alla Chiesa di san Giuseppe. Sulle mura di questa costruzione si vedono ancora i colpi di arma da fuoco dei combattimenti fra tedeschi e americani ivi avvenuti durante la seconda guerra mondiale. In seguito le scuole elementari furono spostate nei locali più spaziosi posti sull'altro lato della strada dove oggi si trovano alcune attività commerciali. Lì restarono fino al 1985, anno in cui (a causa della crescita esponenziale della popolazione) le scuole si spostarono nei locali dell'attuale bar Bastione II, di fronte al forno e al presidio medico. Infine il nuovo istituto fu inaugurato nel 1998 e rappresenta una struttura di eccellenza e di riferimento per tutta la zona essendo anche seggio elettorale.

La chiesa di San Giuseppe in Casalazzara[modifica | modifica wikitesto]

Come già detto, nel medioevo esisteva un casale che afferiva all'abbazia di san Paolo di Roma e che fungeva da lazzaretto. A Casalazzara esiste ancora oggi un antico sistema di edicole per il culto della madonna. Negli anni 1940 invece, fu fondata la attuale parrocchia in una costruzione di fortuna. Nel 1960 è stata costruita la attuale chiesa di San Giuseppe in Casalazzara che rappresenta ancora oggi il principale edificio religioso della zona la quale include la canonica, una ludoteca per bimbi, una biblioteca con sala studio, uno spazio anziani e i campi sportivi.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

La geologia della zona di Casalazzara è principalmente caratterizzata da colline di tufo e pozzalana formatesi in età preistorica dal Vulcano Laziale che oggi costituisce i colli albani e le cui eruzioni modellarono la geologia del Lazio.

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Casalazzara è attraversata da un corso d'acqua e da bosco di querce da sughero tipico della geografia della zona. Il bosco è abitato da diverse specie preziose come volpi, civette e aironi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stefania Quilici Gigli, "Roma fuori le mura", Newton Compton, 1980, p. 67
  2. ^ Catasto Annonario dell'Agro Romano a cura di Nicola Maria Nicolai
  3. ^ B. Tofani, Aprilia e il suo territorio