Casa del Suono

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Casa del Suono
Sant'Elisabetta - Parma.jpg
Facciata
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàParma
IndirizzoPiazzale Salvo D'Acquisto
Caratteristiche
TipoMusica
Apertura2007
Sito web

Coordinate: 44°48′16.5″N 10°19′58.4″E / 44.804583°N 10.332889°E44.804583; 10.332889

La Casa del Suono è un museo di Parma, dedicato alla storia e alla evoluzione degli strumenti per riprodurre e trasmettere suoni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Casa del Suono fu aperta al pubblico il 24 maggio del 2007 all'interno della seicentesca chiesa sconsacrata di Santa Elisabetta, al termine dei lavori di ristrutturazione dell'edificio.[1]

L'inaugurazione ufficiale avvenne il 20 dicembre del 2008, alla presenza del sindaco Pietro Vignali, del rettore magnifico dell'Università degli Studi di Parma Gino Ferretti, del membro del Consiglio generale della Fondazione Cariparma don Alfredo Bianchi e del presidente e responsabile scientifico dell'istituzione Marco Capra.[2]

Percorso espositivo[modifica | modifica wikitesto]

Il museo espone una raccolta storica di strumenti che permettono la riproduzione e la trasmissione del suono.

Sono circa 400 pezzi che vanno dai primi esemplari di fonografi e di radio a galena, tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del secolo successivo, passando per le radio a transistor, i dischi a 33 e 45 giri, i mangiadischi e i registratori a cassetta della metà del novecento, fino ai lettori di Compact Disc e ai riproduttori digitali della nostra epoca.[3]

Gran parte dell'esposizione è composta da apparecchi della Collezione Patanè fino alla metà del Novecento e da apparecchi di proprietà della Casa della Musica o provenienti da donazioni e depositi per i decenni successivi. Giovanni Patanè nasce a Giarre in provincia di Catania nel 1924 e muore a Parma nel 2000. Per vent'anni parroco a Gaione in provincia di Parma, Patanè, negli anni Sessanta, comincia a raccogliere radio e strumenti di riproduzione sonora creando così una collezione fondamentale.[4]

Il lampadario sonoro[modifica | modifica wikitesto]

Lampadario sonoro

Un'installazione a 4 metri d'altezza che, con i suoi 224 speakers raggruppati in 64 canali audio, permette all'ascoltatore di ascoltare piogge sonore che si spostano nello spazio dedicato.

La Sala bianca[modifica | modifica wikitesto]

Ospita un sistema surround avanzato, basato sulla Wave Field Synthesis (WFS) con un'Installazione audio composta da 189 altoparlanti, disposti in tutto il perimetro a un metro e cinquanta d'altezza, che permettono di creare sorgenti sonore virtuali che si muovono tridimensionalmente intorno l'ascoltatore.

Ogni nicchia della chiesa rappresenta un periodo storico e un'evoluzione ben precisa suddivisa in temi:

Dal fonografo al grammofono (il suono riprodotto)[modifica | modifica wikitesto]

Edison e il suo fonografo
Grammofono Pathè, Diamond. Francia,1922 esposto alla casa della musica

Nel 1878 Thomas A. Edison inventa il fonografo. Inizia così la storia della riproduzione del suono. Pochi anni più' tardi, negli stati uniti, Emile Berliner inventa il grammofono. Queste due scoperte iniziano una nuova percezione del suono e della musica.

Le registrazioni storiche che puoi ascoltare in questa sezione:

1903
Gioachino Rossini, Petite Messe Solenelle: “Crucifixus” Alessandro Moreschi (contraltista)
Giuseppe Verdi, Otello: “Niun mi tema”, Francesco Tamagno (tenore)
Giuseppe Verdi, La traviata: “Ah! fors'è lui”, Gemma Bellincioni (soprano)

1904
Ruggero Leoncavallo, Mattinata, Enrico Caruso (tenore), Ruggero Leoncavallo (pianoforte)
Giuseppe Verdi, Otello: “Era la notte”, Victor Maurel (baritono)

1905
Charles Gounod, Faust: Aria dei gioielli, Adelina Patti (soprano)
Vincenzo Bellini, I puritani: “A te o cara”, Alessandro Bonci (tenore)

1906
Giuseppe Verdi, Ernani: “Vieni meco, sol di rose”, Mattia Battistini (baritono)
Giacomo Puccini, La bohème: Entrata di Schaunard, Antonio Magini-Coletti (baritono)

1910
Giuseppe Verdi, Otello: “Ave Maria, piena di grazia”, Nellie Melba (soprano)
Pietro Mascagni, Cavalleria rusticana: Siciliana, Enrico Caruso (tenore)

1911
Giacomo Puccini, La bohème: “Sì, mi chiamano Mimì”, Claudia Muzio (soprano)
Giuseppe Verdi, I vespri siciliani: Siciliana, Ester Mazzoleni (soprano)

1913
Johann Sebastian Bach, Partita n. 1 in si min. BWV 1002: Tempo di Borea, Maud Powell (violino)
Anonimo, Fenesta ca lucive, Enrico Caruso (tenore)

1914
Giuseppe Verdi, Nabucco: “Chi mi toglie il regio scettro”, Carlo Galeffi (baritono)

La nascita della Radio (il suono trasmesso)[modifica | modifica wikitesto]

ricevitore a plato a quattro valvole 1919

Guglielmo Marconi intuisce che con le onde elettromagnetiche si possono trasmettere messaggi a distanza e senza fili. Da questa intuizione nasce l'idea delle prime radio, per poi evolversi negli anni attraverso la galena e le valvole che furono il fulcro di ogni apparecchio radio sino agli anni cinquanta.

Le registrazioni storiche che puoi ascoltare in questa sezione:

1916
Giuseppe Verdi, Rigoletto: “Pari siamo”, Giuseppe Danise (baritono)

1917
Giacomo Puccini, La bohème: Potpourri, Maud Powell (violino), Josef Pasternack (dir.)

1919
Pietro Mascagni, Cavalleria rusticana: “Voi lo sapete o mamma”, Rosa Ponselle (soprano)

1920
Umberto Giordano, Andrea Chenier: “Son sessant'anni”, Titta Ruffo (baritono)

1921
Francesco Cilea, Adriana Lecouvreur: “Io son l'umile ancella”, Claudia Muzio (soprano)
Giuseppe Verdi, La traviata: “Di Provenza”, Giuseppe Danise (baritono)

1923
Joe OliverLouis Armstrong, Canal street blues, King Oliver's Creole Jazz Band

1924
Gustav Mahler, Sinfonia in do min. “Resurrection”, Berliner Staatskapelle, Oskar Fried (dir.), Emmi Leisner (soprano)

1925
Jules Massenet, Werther: “Pourquoi me réveiller”, Tito Schipa (tenore)
Adolf Henselt, Etude caracteristique, op. 2 n. 6: “Si Oiseau j'etais”, Benno Moiseiwitch (pianoforte)
Johann Sebastian Bach, Partita n. 1 in si min. per violino solo BWV 1002: Bourrée, Ossip Gabrilowitsch (violino)

1926
Gioachino Rossini, Il barbiere di Siviglia: “Largo al factotum”, Carlo Galeffi (baritono)
Modest P. Musorgskij, Boris Godunov: Morte di Boris, Fjodor Chaliapine (basso)
Gioachino Rossini, Il barbiere di Siviglia: “Se il mio nome”, Tito Schipa (tenore)
Ludwig van Beethoven, Concerto per violino in re magg. op. 61: Allegro ma non troppo, Berlin State Opera Orchestra, Leo Blech (dir.), Fritz Kreisler (violino)

Un nuovo elettrodomestico (il suono in casa)[modifica | modifica wikitesto]

Grammofono fonovaligia Columbia Grafonola, modello 161. USA,1935 esposto alla Casa del suono

La radio, fin dal secondo decennio del novecento, viene considerata come un prodotto di comunicazione di massa e cominciano trasmissioni radiofoniche pubbliche.

Le registrazioni storiche che puoi ascoltare in questa sezione:

1926
Osman Pérez Freire, Ay, ay, ay, Tito Schipa (tenore)
Johann Sebastian Bach, Sonata n. 1 in sol magg. BWV 1001: Adagio, Berlin State Opera Orchestra, Leo Blech (dir.), Fritz Kreisler (violino).

1927
Richard Wagner, Lohengrin: “Mercè, cigno gentil”, Aureliano Pertile (tenore)
Giuseppe Verdi, Luisa Miller: “Quando le sere al placido”, Aureliano Pertile (tenore)
Giacomo Puccini, Manon Lescaut: “Ah! non v'avvicinate!”, Aureliano Pertile (tenore)
C. Arona – G. Drovetti, La campana di San Giusto, Giuseppe Danise (baritono)
Henry Myers – Charles Schwab, Slow River, Jean Goldkette & his orchestra, Bix Beiderbecke (tromba)
Domenico Scarlatti, Pastorale in mi min. – Capriccio in mi magg., Benno Moiseiwitch (pianoforte)
George Gershwin, Rhapsody in Blue, George Gershwin (pianoforte), Paul Whiteman & his Orchestra
Arrigo Boito, Mefistofele: “Giunto sul passo estremo”, Beniamino Gigli (tenore)
Felix Mendelssohn, Song without words n. 3 in la, op. 19 n. 3, Benno Moiseiwitch (pianoforte)
Henry Creamer – J.T. Layton, Way down yonder in New Orleans, Frankie Trumbauer & his Orchestra, Bix Beiderbecke (tromba)

1928
Vincenzo Bellini, I puritani: “A te o cara”, Giacomo Lauri Volpi (tenore)
Richard Wagner, La Walkiria: “Canto della Primavera”, Giuseppe Borgatti (tenore)
Louis Alter, Manhattan Serenade, Victor Salon Orchestra, Nathaniel Shilkret (dir.)

Dal mobile al portatile (il suono in tasca)[modifica | modifica wikitesto]

Philips modello 930A del 1931

Con la tecnologia si comincia a pensare al portatile e quindi inizialmente a riproduttori di dischi, fonovaligie e grammofoni, primi esempi di miniaturizzazione nel campo della riproduzione sonora.

Le registrazioni storiche che puoi ascoltare in questa sezione:

1929
Vincenzo Bellini, Norma: “Ah! del Tebro al giogo indegno”, Ezio Pinza (basso)
Giuseppe Verdi, La traviata: Preludio atto I, New York Philharmonic, Arturo Toscanini (dir.)

1930
Wolfgang A. Mozart, Don Giovanni: “Deh! vieni alla finestra”, Ezio Pinza (basso)
Gioachino Rossini, Mosè: Invocazione, Nazzareno De Angelis (basso)
Johannes Brahms, Sinfonia n. 1 in do min. op. 68, Concertgebouw Orchestra of Amsterdam, Wilhelm Mengelberg (dir.)

Anni 30
Franz Lehár, Le pays du sourire: “Je t'ai donné mon coeur”, Georges Thill (tenore)
Reynaldo Hahn, La Barchetta, chanson vénitienne, Georges Thill (tenore)

1931
Richard Wagner, Die Meistersinger von Nürnberg: “Das schöne Fest”, Alexander Kipnis (basso) Bing Crosby, Sweet and Lovely, Studio Orchestra, Bing Crosby (voce) William Gilbert – Arthur Sullivan, The Gondoliers highlight: “Buon giorno signorine”, Columbia Light Opera Company, Joseph Batten

1932
Ludwig van Beethoven, Sonata per pianoforte n. 27 in mi min. op. 90, Artur Schnabel (pianoforte)
Frederic Chopin, Scherzo n. 2 in si min. op. 31, Artur Rubinstein (pianoforte)

1933
Franz Schubert, Ständchen, Richard Tauber (tenore)

1934
Wolfgang A. Mozart, Sinfonia n. 39 in mi bem. magg.: Adagio-Allegro, BBC Symphony Orchestra, Bruno Walter (dir.)

Un nuovo bene di consumo (il suono per tutti)[modifica | modifica wikitesto]

Vintage Emerson 838 con 2 transistor,Made In USA, Circa 1955

Nella seconda metà del novecento il pubblico è sempre più' vasto e la riproduzione sempre migliore e a basso costo grazie all'invenzione del transistor che sostituisce la valvola e permette di produrre apparecchi più' piccoli e più' economici.

Le registrazioni storiche che puoi ascoltare in questa sezione:

1935
Antonin Dvorak, Legend op. 59 n. 3, London Philharmonic Orchestra, Thomas Beecham (dir.)
Louis Armstong – Zilner Randolph, Old man mose, Louis Armstrong & his Orchestra, Louis Armstrong (voce)

1936
Camille Sant-Saëns, Sansone e Dalila: “S'apre per te il mio cor”, Ebe Stignani (mezzosoprano)
Duke Ellington – Irving Mills, Mood Indigo, Duke Ellington (pianoforte)

1939
E.Y. Harburg – H. Arlen, Over the rainbow, The MGM Studio Orchestra, Judy Garland (voce)
Giuseppe Verdi, Il Trovatore: “Il balen del tuo sorriso", Carlo Tagliabue (baritono)
Glenn Miller, Moonlight Serenade, Glenn Miller (clarinetto) & his orchestra

1940
Richard Wagner, Siegfried: “Hoho! Schmiede, mein Hammer”, Lauritz Melchior (tenore)
Francesco Cilea, Adriana Lecouvreur: “Io son l'umile ancella”, Magda Olivero (soprano)

1943
Pëtr Il'ič Čajkovskij, Concerto per pianoforte n. 1 in si min. op. 23: Allegro non troppo, NBC Symphony Orchestra, Vladimir Horowitz (pianoforte), Arturo Toscanini (dir.)

1945
Dizzy Gillespie, Be-Bop, Howard McGhee Quintet

1946
Igor Stravinskij, Ebony Concerto, Woody Herman (clarinet) & The Nerd, Walter Hendl (dir.)

1947
Franz Liszt, Sonetto di Petrarca n. 104, Sonetto di Petrarca n. 104

1949
Vincenzo Bellini, Norma: “Casta Diva… Ah! Bello a me ritorna”, Orch. Sinf. di Torino della Radio Italiana, Arturo Basile (dir.), Maria Callas (soprano)

1950
Alfredo Catalani, Wally: “Ebben, ne andrò lontana”, Renata Tebaldi (soprano)

1952
Gustav Mahler, Sinfonia n. 10, Orchester der Wiener Staatsoper, Hermann Scherchen (dir.)

Dall'analogico al digitale (il suono nuovo)[modifica | modifica wikitesto]

Compact Disc

Dopo un secolo il disco viene sostituito dal Compact Disc che utilizza un metodo di registrazione digitale e non p[iu' analogica.

Le registrazioni che puoi ascoltare in questa sezione:

1954
Bill Monroe, Blue Moon of Kentucky, Elvis Presley (voce)

1955
Claude Debussy, Poisson d'or, Arturo Benedetti Michelangeli (pianoforte)

1959
Miles Davis, So What, Miles Davis (tromba) (Adderley, Kelly, Coltrane, Evans, Chambers, Cobb)

1965
Alban Berg, Streich Quartet, op. 3, Langsam, Weller Quartet

1966
Gioachino Rossini, Semiramide: “Bel raggio lusinghier”, Marylin Horne (mezzosoprano)

1967
György Ligeti, Chamber Concerto: Movimento preciso e meccanico, London Sinfonietta, David Atherton (dir.)

1969
Cathy Berberian, Stripsody, Cathy Berberian (mezzosoprano)
Kurt Weil, Surabaya Johnny, Cathy Berberian (mezzosoprano), Bruno Canino (pianoforte)

1970
Luciano Berio, Laborintus 2, prima parte, Ensemble Musique Vivante, Luciano Berio (dir.)

1971
Jimmy Page – Robert Plant, Stairway to heaven, Led Zeppelin

1973
Roger Waters, Money, Pink Floyd

1975
Keith Jarrett, The Koln Concert: part I, Keith Jarrett

1977
Edgard Varèse, Octandre: Très vif et nerveux, Ensemble InterContemporain, Pierre Boulez (dir.)

1981
Johann Sebastian Bach, Goldberg Variation BWV 988: Aria, Glenn Gould

1990
Emmett (arr. Aaron Copland), The boatsmen's dance, Samuel Ramey (basso), Warren Jones (pianoforte)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Isabella Spagnoli, Il suono trova casa a Parma, in Gazzetta di Parma, 1º maggio 2007.
  2. ^ Chiesa di Santa Elisabetta: il suono abita qui, in www.gazzettadiparma.it, 18 dicembre 2008. URL consultato il 26 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2017).
  3. ^ Testo tratto dal progetto Wikivoyage: https://it.wikivoyage.org/wiki/Parma
  4. ^ Citato nel sito ufficiale della Casa del Suono

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Rigolli, Paolo Russo Il suono riprodotto: storia, tecnica e cultura di una rivoluzione del Novecento edizione EDT 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]