Carlos Paredes

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Paredes ritratto dal pittore portoghese Bottelho

Carlos Paredes (Coimbra, 16 febbraio 1925Lisbona, 23 luglio 2004) è stato un musicista e compositore portoghese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Autentico simbolo della cultura portoghese, Paredes fu virtuoso musicista e grande divulgatore della chitarra portoghese ed uno dei massimi rappresentanti del fado[1][2][3].

Rappresentante di una famiglia di importanti musicisti - dal bisnonno António al nonno Gonçalo, fino al padre Artur (1899-1980), essi stessi grandi rappresentanti del fado portoghese -, Carlos Paredes inizia a studiare la chitarra portoghese all'età di 4 anni.[4] Il padre è impiegato di banca, la madre, Alice Candeias Rosas Paredes, professoressa di secondaria: dal primo eredita passione e tecnica della chitarra portoghese, mentre la seconda è determinante per la sua formazione culturale[5].

Paredes lavora per diversi anni all'Hospital de São José di Lisbona e si iscrive al Partito Comunista Portoghese: nel 1958 viene arrestato dalla Polícia Internacional e de Defesa do Estado (PIDE) e resta in carcere per un anno e mezzo. Nel marzo del 1960 viene anche espulso dall'incarico pubblico ed è così che inizia la sua carriera musicale: lo stesso anno compone la colonna sonora del cortometraggio Rendas de Metais Preciosos di Cândido da Costa Pinto, accompagnato da Fernando Alvim alla chitarra classica, con il quale prende avvio una collaborazione decennale. Tra le composizioni c'è la celebre Verdes Anos.[5] Diverse saranno le colonne sonore originali da lui composte: da Os Verdes Anos di Paulo Rocha (1963) a Fado Corrido di Jorge Brum do Canto (1964) e Mudar de Vida, sempre di Rocha (1966).[4]

Il suo primo 33 giri è Guitarra Portuguesa, del 1967, in cui è ancora accompagnato da Alvim[4].

Nell'ottobre del 1974 viene reintegrato all'Hospital de São José e a questo impiego non rinuncerà per dedicarsi al professionismo musicale, affermando di amare troppo la musica per poter vivere di essa.[5]

Nel 1990, Pedro Santana Lopes, segretario di Stato alla cultura del Portogallo, attribuisce a Paredes un sussidio per meriti artistici, mentre nel 1992 il presidente della repubblica Mário Soares lo insignisce dell'Ordine di San Giacomo della Spada[5].

Nel 1992 Paredes partecipa a Lisboa, doppio album dal vivo del gruppo portoghese Madredeus.

Muore a 79 anni in un ospedale di Lisbona, dopo che per dieci anni una mielopatia gli aveva impedito di suonare[6].

Fortuna[modifica | modifica wikitesto]

Charlie Haden, che con lui suonò, ha paragonato il suo approccio allo strumento, capace di condurre la tradizione verso ardite sperimentazioni, all'estro di Ornette Coleman[7].

José Saramago lo ha chiamato "l'uomo dalle dita geniali"[8][9].

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Portogallo, Touring Editore, 2007, p. 40.
  2. ^ (FR) Agnès Pellerin, Le fado, Chandeigne, 2009, p. 123.
  3. ^ (ES) Sofia Sousa Vieira, Estudio de la actividad musical compositiva y crítica de Francine Benoit, Universidad de Salamanca, 2012, pp. 72-73.
  4. ^ a b c (FR) Scheda biografica su Encyclopædia Universalis, universalis.fr.
  5. ^ a b c d (PT) Scheda biografica su tributoacarlosparedes.net.
  6. ^ (ES) Carlos Paredes, el mejor guitarrista portugués, El Mundo, 24 luglio 2004.
  7. ^ (EN) Scheda biografica su allmusic.com.
  8. ^ L'ultimo quaderno, Feltrinelli, 2010, p. 160.
  9. ^ (IT) Scheda biografica su knowknow.it.

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