Carlo Savio

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Carlo Savio
vescovo della Chiesa cattolica
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Omnis sapientia a Domino Deo
Incarichi ricoperti Vescovo di Asti
Nato 24 giugno 1811
Ordinato presbitero 22 febbraio 1834
Consacrato vescovo 26 maggio 1867
da Pio IX
Deceduto 1º luglio 1881

Carlo Luigi Savio (Cuneo, 24 giugno 18111º luglio 1881) è stato un vescovo cattolico italiano, principe della Chiesa di Asti e vescovo di Asti tra il 1867 ed il 1881.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Savio nacque a Cuneo da una famiglia originaria di Piasco nella diocesi di Saluzzo.

Il padre, medico condotto, specialista in pediatria, si trasferì a Torino con tutta la famiglia. Qui Carlo intraprese gli studi al seminario e venne ordinato sacerdote il 22 febbraio 1834.

Durante la sua formazione torinese frequentò l'Accademia Solariana di Torino, in quel periodo frequentata da personaggi di spicco: Luigi Nazari di Calabiana (futuro vescovo di Casale e in seguito arcivescovo di Milano), Alessandro Ottaviano Riccardi di Netro e Lorenzo Gastaldi (futuri arcivescovi di Torino)

Il 21 aprile 1836 venne nominato cappellano della Regia Università di Torino e fu chiamato per fare da precettore dell'erede Umberto I di Savoia.

In questo periodo divenne canonico della SS.Trinità, direttore del periodico La Buona Settimana ed insegnante di storia ecclesiastica nel seminario di Torino.

Nel 1845 venne nominato alla cattedra di teologia fondamentale, cattedra che mantenne per ventidue anni.

Il 27 marzo 1867 fu eletto vescovo di Asti su presentazione di Giovanni Bosco e ricevette la consacrazione il 26 maggio dello stesso anno.

Il vescovo Savio, con il suo segretario Giuseppe Marello partecipò al Concilio Ecumenico Vaticano I (1868 - 1870) in cui si affermò il dogma dell'infallibilità del magistero del Papa in materia di fede e di morale nel rispetto di alcune condizioni.

Il vescovo Savio aderì a questo concetto il 15 febbraio 1870.

Morì il 1º luglio 1881.

L'operato[modifica | modifica wikitesto]

Il Savio secondo molti studiosi appare come la figura più eminente tra i vescovi astigiani dell'Ottocento[1].

Cercò di unire in un'unica figura la contrapposizione, molto forte in quel periodo tra sacerdozio culturale detto "del sacramento" e quello impegnato nel sociale o "del movimento".

Votato al miglioramento dell'istruzione clericale e all'assistenza principalmente della popolazione rurale dell'astigiano, pose le basi spirituali e culturali per lo sviluppo della politica sociale che caratterizzò la Chiesa di Asti nel XIX secolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G.Visconti, La Diocesi di Asti tra '800 e '900, Asti 1995, p. 137

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. Monsignor Filippo Artico vescovo d'Asti, accusato e difeso dai giornali piemontesi. Torino 1850
  • G. Assandria, Il libro verde della Chiesa di Asti
  • Pietro Giovanni Boatteri, Serie cronologica-storica de' Vescovi della Chiesa d'Asti, Asti 1807
  • A. Bianco, Asti ai tempi della Rivoluzione e dell'Impero, Asti 1964
  • Gaspare Bosio, Storia della Chiesa di Asti, Asti 1894
  • Giuseppe Crosa, Asti nel Sette - Ottocento, Cavallermaggiore 1993
  • Lorenzo Gentile, Storia della Chiesa di Asti, Asti 1934
  • Vanna Mazzaroli, Paolo Maurizio Caissotti Vescovo di Asti, Asti 1974
  • Ughelli, in Italia Sacra, Astenses Episcopi, Venezia 1719
  • Guglielmo Visconti, Diocesi di Asti e Istituti di vita religiosi, Asti 2006
    • G.Visconti, La Diocesi di Asti tra '800 e '900, Asti 1995

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) David M. Cheney, Bishop Carlo Savio, in catholic-hierarchy.org. URL consultato il 13 agosto 2011.
Predecessore Vescovo di Asti Successore Capitolo di Asti.PNG
Filippo Artico 1860-1881 Giuseppe Ronco
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