Cappello del prete

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Cappello del prete, Cappel da pret
Cappello del prete, Cappel da pret
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Emilia-Romagna
Zona di produzione Provincia di Piacenza, Provincia di Parma
Dettagli
Categoria secondo piatto
Riconoscimento P.A.T.
Settore Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione
 

Il cappello del prete (denominato alle volte tricorno) è un insaccato di forma triangolare che ricorda, per l'appunto, il cappello usato dai preti. Riconosciuto come Prodotto agroalimentare tradizionale.[1] È tipico della della bassa piacentina e della Bassa parmense.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il cappello del prete è un prodotto di antica origine, la sua preparazione era già diffusa nella tradizione della norcineria del Cinquecento, quando in Emilia veniva preparato per essere consumato durante le festività pasquali o durante il Carnevale.[3]

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

La carne utilizzata per la preparazione del cappello del prete è quella della spalla di maiale. Questa viene prima disossata, quindi si toglie si procede a togliere i muscoli del fiocco della spalla e della scapola dalla cotenna che viene accuratamente preservata poiché dovrà fungere la rivestimento esterno.[2]

La carne così ottenuta viene quindi salata e speziata con pepe in grani ed erbe aromatiche[2] quindi viene inserita nella cotenna e lasciata a riposo un paio di giorni affinché la concia penetri interamente nei muscoli. Terminata la fase di salatura la cotenna viene cucita all'estremità ed infine si procede ad inserire il prete all'interno di due assi di legno serrate molto strettamente lungo l'asse longitudinale del cappello.[3]

Normalmente si lascia asciugare e stagionare da un minimo di due settimane ad un massimo di sei prima del consumo.[2]

Consumo[modifica | modifica wikitesto]

Il cappello del prete si consuma solo previa cottura che avviene attraverso una bollitura lenta di almeno quattro ore. Terminata la cottura il cappello del prete viene tagliato a fette di medio spessore e servito caldo accompagnato con puré di patate o lenticchie. Prima della cottura è di buona norma è consigliabile lasciarlo una decina di ore in acqua fredda priva di sale per renderne morbida la cotenna.[2]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di cappello del prete deriva non soltanto dal fatto che così si chiama il taglio di carne della spalla utilizzato, ma anche dalla particolare forma triangolare con una bombatura nella parte centrale che ricorda vagamente i cappelli a tre punti utilizzati in passato dai preti.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero delle politiche agricole, Mipaaf - Tredicesima revisione dell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali, su www.politicheagricole.it. URL consultato il 03 marzo 2016.
  2. ^ a b c d e architettando in cucina: Il prete ed il cappello del prete, su architettandoincucina.blogspot.it. URL consultato il 03 marzo 2016.
  3. ^ a b c Andrea Tibaldi, Cappello del prete, su www.cibo360.it. URL consultato il 03 marzo 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]