Cappella Salviati

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Coordinate: 43°46′42.62″N 11°15′31.81″E / 43.778506°N 11.258836°E43.778506; 11.258836

La Cappella Salviati

La cappella Salviati o di Sant'Antonino si trova nella chiesa di San Marco a Firenze. Fu realizzata su commissione della famiglia Salviati per ospitare degnamente le spoglie di sant'Antonino Pierozzi, arcivescovo di Firenze.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La cappella, alla quale si accede dal lato sinistro della navata, fu progettata alla fine del XVI secolo come ambiente a parte, dotato di un accesso privato dall'esterno e diversa dalla chiesa sia in pianta che in alzato.

Venne iniziata dalla cripta, dove sono sepolti i membri della famiglia Salviati, presumibilmente nel 1580, come riporta un cartiglio sulla parete.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La cappella superiore, con le spoglie del santo sotto l'altare, fu progettata dal Giambologna e decorata in larga parte da Alessandro Allori. A quest'ultimo si devono glia ffreschi della cupola, la decorazione a grisaille (completati nel 1588) e la pala d'altare con la Discesa al Limbo (commissionata prima del 1584). Le tavole alle pareti laterali sono coeve e rappresentano Gesù che guarisce il lebbroso (a sinistra, del Poppi) e la Vocazione di san Matteo (a destra, di Giovan Battista Naldini).

Le statue a tutto tondo ai fianchi della pala d'altare sono del Giambologna e raffigurano san Filippo e san Giovanni Battista (1579-1589); i bassorilievi bronzei sono pure del Giambologna e collaboratori (Antonio Susini, Domenico Portigiani e altri) e raffigurano episodi della vita di sant'Antonino (1581-1587). Gli affreschi della cupola sono opera di Bernardino Poccetti.

Nel vestibolo della cappella due grandi affreschi del Passignano decorano le pareti: la Traslazione e la Ricognizione del corpo di sant'Antonino.

Nella cripta si trova un affresco con la Resurrezione di Lazzaro e un paliotto con la Visione di Ezechiele, entrambi opera Giovan Battista Naldini, mentre le altre figure sono opera di Giovanni Balducci.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guida d'Italia, Firenze e Provincia ("Guida Rossa"), Edizioni Touring Club Italiano, Milano 2007.
  • Vedi anche la bibliografia su Firenze.

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