Canis rufus

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Lupo rosso[1]
Adult Red Wolf.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 CR it.svg
Critico[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Canidae
Genere Canis
Specie C. rufus
Nomenclatura binomiale
Canis rufus
Audubon & Bachman, 1851
Areale
Red Wolf (Canis rufus) Recovery (2013) fig. 1.png

Il lupo rosso (Canis rufus[3]/Canis lupus rufus[1] Audubon & Bachman, 1851), detto anche lupo della Florida o lupo della valle del Mississippi[4] è un canide di tassonomia controversa indigeno degli Stati Uniti d'America orientali.[5][6] È morfologicamente intermedio tra il coyote e il lupo grigio, e di colore fulvo rossiccio.[7][8] È una specie protetta al livello federale,[9] ed è stato considerato una specie in pericolo critico dall'IUCN sin dal 1996.[2]

È probabile che la specie fosse il primo lupo del nuovo mondo ad essere incontrato dai coloni europei, ed era inizialmente distribuito in tutti gli stati orientali degli Stati Uniti, dall'oceano atlantico al Texas centrale, a nord dalla valle dell'Ohio, la Pennsylvania settentrionale e New York, e sud fino al Golfo del Messico.[6] Un campagna di persecuzione e distruzione ambientale durata fino al mezzo ventesimo secolo spinse il lupo rosso all'orlo dell'estinzione. Nei tardi anni sessanta, la popolazione fu ridotta a pochi esemplari nella Costa del Golfo di Louisiana e il Texas orientale. Quattordici esemplari furono scelti per un programma di allevamento innescato dal Point Defiance Zoo and Aquarium, durato dal 1974 fino al 1980. Dopo una rilocalizzazione sperimentale avvenuta con successo su Bulls Island presso la costa di Sud Carolina nel 1978, il lupo rosso fu formalmente dichiarato una specie estinta in natura per poter procedere con la reintroduzione. Nel 1987, degli esemplari furono introdotti nell'Alligator River National Wildlife Refuge nella Penisola di Albemarle-Pamlico della Carolina del Nord, con un ulteriore introduzione avvenuta due anni dopo nel Parco nazionale delle Great Smoky Mountains.[10] Dai 63 esemplari liberati dal 1987-1994,[11] la popolazione di lupi rossi incremento fino a 100-120 individui nel 2012, ma decrementò a 50-75 nel 2015.[12]

Inizialmente classificato come una specie distinta a base della sua morfologia, lo stato tassonomico della specie è diventata controversa con l'ascesa della biologia molecolare, con vari studiosi ritenendo che si tratti di una specie a parte, e altri che invece propongono che si tratti invece di un ibrido tra il lupo grigio e il coyote.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La specie fu prima descritta da William Bartram nel 1791, in cui lo descrisse come un animale indigeno della Florida, più piccolo e scuro dei lupi di Canada e Pennsylvania.[13][14] Nel 1851, John James Audubon lo descrisse in dettaglio per la prima volta, rappresentandolo come una sottospecie di lupo grigio (Canis lupus rufus) con tratti da volpe, ma mantenendo la disposizione "infida, codarda, ma feroce" degli altri lupi.[15] Fu classificato come una specie distinta da Edward Alphonso Goldman nel 1937 dopo un attento studio di numerosi teschi, notando che il cranio e la dentatura del lupo rosso fosse diversa da quella del lupo grigio, con tratti in comune col coyote.[16] A base delle differenze morfologiche nel cranio, la dentatura e il mantello, Goldman divise il lupo rosso in tre sottospecie:[17]

Sottospecie Autorità Descrizione Distribuzione
Lupo del Mississippi
C. r. gregoryi

The Wolves of North America (1944) C. r. gregoryi ♀.jpg

Goldman, 1937 Simile a C. r. rufus ma più grosso e meno rossiccio. Precedentemente presso il fiume Mississippi, nord almeno fino a Warsaw, Illinois e Wabash, e l'Indiana settentrionale. Probabilmente abitava anche il Kentucky e Tennessee occidentali, a ovest in tutto l'Altopiano d'Ozark nel Missouri meridionale e in tutto l'Arkansas tranne la regione nordoccidentale, all'Oklahoma sudorientale e dalle pianure di Louisiana e il Texas orientale.
Lupo rosso della Florida
C. r. niger

The Wolves of North America (1944) C. r. niger ♀.jpg

Bartram, 1791 Simile a C. r. gregoryi, ma più grosso e robusto, e a volte presentando un mantello nero. Precedentemente la Florida, Georgia e Alabama. I limiti della sua distribuzione erano poco conosciute, ma è probabile che viveva anche in Carolina del Sud.
Lupo rosso del Texas
C. r. rufus

The Wolves of North America (1944) C. r. rufus ♀.jpg

Audubon & Bachman, 1851 Più piccolo e di colore più fulvo delle altre due sottospecie. Precedentemente l'Arkansas nordoccidentale, tutta l'Oklahoma orientale tranne l'angolo sudorientale, e sud attraverso il Texas centrale fino alla Costa del Golfo.

I reperti fossili indicano un'origine per la specie risalente a 1-2 milioni di anni, quando si diversificò dall'antenato comune del lupo grigio e il coyote apparso 4.9 milioni di anni fa.[18][19]

Controversia[modifica | modifica wikitesto]

La tassonomia del lupo rosso è stata dibattuta anche prima dei tentativi di salvarlo dall'estinzione nel 1973. Vari studi morfologici condotti nei tardi anni sessanta e gli anni settanta conclusero che il lupo rosso fosse una specie distinta.[20] Nel 1971, uno studio condotto sui cervelli dei canidi confermò che quello del lupo rosso fosse abbastanza distinto da classificarlo come specie a parte.[21] Questo fu rafforzato nel 1980 con la scoperta d'un allele distinto nella specie.[22] Nel 1992, la United States Fish and Wildlife Service, dopo una rivista di numerosi studi, concluse ambiguamente che il lupo rosso potrebbe darsi o d'una specie a parte o d'una sottospecie di lupo grigio.[23][24][25]

Il dibattito fu riacceso con l'avvento della biologia molecolare. Nel 2000, studi condotti sulle impronte genetiche nei microsatelliti dei lupi orientali presenti nel Parco Provinciale di Algonquin (classificati come Canis lupus lycaon) rivelarono somiglianze significanti tra i lupi orientali e il lupo rosso, giungendo alla conclusione che i due fossero della stessa specie. Fu proposto che i due si fossero evoluti indipendentemente dal lupo grigio, e che si divisero dal coyote 150,000-300,000 anni fa.[26] Questa conclusione non fu universalmente accettata,[25][27] e la MSW3[28] lo classificò entrambi come sottospecie di lupo grigio nel 2005.

Nel 2011, un'analisi di 48,000 polimorfismi a singolo nucleotide di cani e lupi nordamericani suggerì che entrambi il lupo rosso e il lupo orientale fossero ibridi tra lupi grigi e coyote, con il lupo rosso essendo predominantemente di origine coyote, con solo 20-24% del suo genoma risalente al lupo grigio.[29] Questa analisi fu criticata, siccome gli esemplari di lupo rosso usati nell'analisi furono confermati ad essere ibridi di recente ancestralità coyote,[30] e il fatto che i lupi grigi non si accoppiano volentieri con i coyote.[31] Un ulteriore studio sul cromosoma Y dei lupi rossi, grigi ed orientali un anno dopo mantenne la posizione che il lupo rosso e orientale fossero specie distinte, ma concese che i due si accoppiano volentieri con i coyote.[32] Fu proposto che i lupi rossi ed orientali con strutture sociali intatte sono meno disposti ad incrociarsi con i coyote.[33] Nel 2014, la controversia sullo stato tassonomico del lupo rosso fu assoggettato a una rivista comprensiva sugli studi condotti nel 2011 e 2012, che concluse che i lupi rossi ed orientali sono specie distinte dal lupo grigio.[34] Questa conclusione non fu accettata come definitiva dalla United States Fish & Wildlife Service.[35]

Nel 2016, lo sequenziamento dell'intero genoma del lupo grigio e il coyote rivelò che le due specie si sono diversificate solo 6,000-117,000 anni fa, e che tutti i lupi nordamericani possiedono geni risalenti ai coyote. Entrambi il lupo rosso e il lupo orientale furono trovati d'avere la quantità massima di geni di coyote fra i lupi nordamericani, soprattutto il primo.[36][37]

Descrizione e comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare melanico, fotografato nel 1935 in Louisiana, dove la specie è attualmente estinta

La forma del lupo rosso è tipica delle specie appartenenti al genere Canis, ed è generalmente intermedio tra il coyote e il lupo grigio in grandezza, sebbene certi esemplari possono raggiungere la taglia d'un lupo grigio piccolo. Gli adulti misurano 136-60 cm in lunghezza e pesano 19-41 chili. Il suo mantello è più rossiccio e grossolano di quello del coyote e del lupo grigio, ma esistono anche esemplari melanici.[7] Il suo pelo è generalmente d'un colore fulvo-grigio, con segni chiari intorno gli occhi e le labbra.[8] Simile al lupo orientale,[38] certi autori hanno paragonato la corporatura del lupo rosso a quella d'un levriero, siccome gli arti sono lunghi e snelli. Le orecchie sono proporzionalmente più grandi di quelli del coyote e del lupo grigio. Il suo cranio è tipicamente snello, con un rostro lungo, un neurocranio piccolo e una cresta sagittale ben sviluppata.[7]

Il lupo rosso è più socievole del coyote, ma meno del lupo grigio. Si accoppia in gennaio-febbraio, partorendo circa 6-7 cuccioli in marzo, aprile e maggio. È una specie monogama, con entrambi i genitori assistendo nella cura della prole.[39][40] Le tane sono costruite nei tronchi cavi, lungo le rive dei fiumi e le tane abbandonate da altri animali. All'età di sei settimane, i cuccioli si allontanano dalla tana,[39] e ottengono le dimensioni adulte dopo un anno, arrivando alla maturità sessuale all'età di due anni.[8]

Prima della sua estinzione in natura, la dieta del lupo rosso consisteva in nutria, conigli e roditori.[41] In contrasto, i lupi rossi nelle popolazioni restaurate si cibano di cervi della Virginia, procioni, nutria e conigli.[42][43] La sua voce è stata descritta ripetutamente come un miscuglio di ululati lupini e latrati da coyote. Il lupo rosso è più aggressivo del lupo grigio e il coyote quando intrappolato, spesso attaccando, ringhiando e ululando. I coyote in circostanze simili tendono a limitarsi a ululare, mentre i lupi grigi sono più sottomessi. Il suo linguaggio del corpo aggressivo ricorda più quello del lupo grigio che del coyote, mostrando i denti a bocca chiusa ed alzando i peli del collo e la schiena, mentre i coyote spalancano le fauci e inarcano la schiena.[44]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Areale storico del lupo rosso

La distribuzione originale riconosciuta del lupo rosso si estendeva in tutti gli Stati Uniti orientali, dalle coste atlantiche e del Golfo, a nord fino alla valle dell'Ohio e la Pennsylvania, e ovest fino al Texas centrale e il Missouri sudorientale.[45] Ricerche condotte su esemplari fossili indicano che si estendeva anche a sud del fiume San Lorenzo in Canada, lungo la costa orientale, e ovest fino a Missouri ed Illinois, terminando nelle latitudini meridionali del Texas centrale.[46]

Dato il suo vasto areale storico, il lupo rosso probabilmente non era limitato ad un solo habitat. L'ultima popolazione in stato naturale abitava nelle praterie acquitrine costali, le paludi, e i campi assegnati alla coltivazione di riso e cotone, sebbene è probabile che questo ambiente non rappresenti l'habitat ideale della specie. Ci sono prove che la specie si trovava numerosa nelle zone degli Stati Uniti orientali una volta caratterizzati da pianure alluvionali lungo le foreste e le paludi. Gli esemplari reintrodotti nella Carolina del Nord hanno utilizzato vari habitat, da terre agricole ad ambienti forestali/alluvionali misti. Ciò indica che il lupo rosso è un generalista ambientale che può prosperare in vari habitat se non perseguitato dagli umani.[14]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Un membro dello United States Fish and Wildlife Service (USFWS) con due cuccioli di lupo rosso

Il lupo rosso fu dichiarata una specie a rischio nel 1967, e un programma per la conservazione della specie fu stabilita nel 1973 col passaggio della Endangered Species Act del 1973. Un censimento eseguito nel Texas e Louisiana confermò la rarità della specie, e il rischio di inquinamento genetico con i coyote, che erano molto più comuni. Un progetto di allevamento in cattività fu stabilito al Point Defiance Zoological Gardens in Tacoma, Washington. Tra il 1973 e il 1980, la United States Fish and Wildlife Service (USFWS) catturò 400 canidi in quelle zone, mandando quarantatré identificati come lupi rossi all'impianto di allevamento. Di questi quarantatré, solo quattordici furono scelti come eligibili per il progetto di allevamento, siccome gli altri furono determinati ad essere incroci con coyote.[14]

Esemplare maschio della popolazione usata nel progetto scartato di reintrodurre la specie al Parco nazionale delle Great Smoky Mountains

Nel 1976-1977, per determinare se gli esemplari catturati potessero sopravvivere allo stato selvatico, la USFWS liberò due gruppi di lupo rosso su Bulls Island, un componente della Cape Romain National Wildlife Refuge nella Carolina del Sud, grande 5000 acri. Il successo di questo esperimento incoraggiò la USFWS a scegliere come luogo della reintroduzione permanente il Alligator River National Wildlife Refuge (ARNWR) nella Carolina del Nord nordoccidentale, siccome la zona era fornita di habitat ideale, prede in abbondanza, e pochi umani e coyote. Prima di proseguire, la USFWS convinse il Congresso a modificare la Endangered Species Act in modo che i lupi reintrodotti fossero designati come "sperimentali/non-essenziali", così permettendo più flessibilità al progetto e incoraggiando i proprietari privati nelle zone di reintroduzione a cooperare di più, permettendoli di continuare a cacciare nel luogo e di abbattere lupi in autodifesa.[14]

Il trasferimento dei lupi rossi nell'ARNWR cominciò nell'ottobre del 1987, concludendosi nel dicembre del 1994. Furono rilasciati sessantatré esemplari in settantasei occasioni in questo periodo. Nel 1989, un ulteriore trasferimento ebbe luogo nel Parco nazionale delle Great Smoky Mountains (GSMNP). In entrambi i luoghi, la popolazione di lupi rossi incrementò, e nel 1992 ci fu un'altra introduzione nel Pocosin Lakes National Wildlife Refuge, non lontano da ARNWR. Nel 1998 però, il progetto nel GSMNP fu scartato, a causa dell'incapacità dei lupi di stabilire territori entro i confini del parco e l'elevata mortalità delle cucciolate. Nel frattempo, l'ARNWR fu infiltrata da coyote, spingendo la USFWS a cominciare una campagna di sterilizazione dei coyote nella zona nel 1999.[10] Nel 2007, fu determinato che la popolazione intera di lupi rossi consisteva in 300 esemplari, con 207 di essi ancora in cattività.[47]

Nel 2012, la Southern Environmental Law Center fece causa al North Carolina Wildlife Resources Commission (NCWRC) per aver minacciato l'esistenza del lupo rosso nel suo legalizzare la caccia notturna di coyote (di cui i lupi rossi sono facilmente scambiabili nel buio) nella zona di recupero. Nel 2014, la caccia notturna nella zona fu proibita, e fu reso obbligatorio avere una patente per cacciare i coyote e di fare rapporto su ogni abbattimento.[48] In risposta, la NCWRC adottò una risoluzione chiedendo al USFWS di togliere tutti i lupi dalle terre private, terminare il progetto di recupero, e dichiarare la specie estinta allo stato naturale, affermando che, fra altri motivi, l'inquinamento genetico con i coyote e la preponderanza di terreni privati usati nella zona di recupero rendevano il progetto inconsistente con gli scopi della Endangered Species Act.[49] Ciò avvenne dopo un resoconto del progetto pubblicato nel 2014 dal Wildlife Management Institute affermando che, nonostante i suoi successi, il programma di recupero del lupo rosso doveva aggiornare la sua strategia nell'impedire gli incroci con i coyote e migliorare le sue relazioni pubbliche.[50] Successivamente, la USFWS cessò il suo progetto di sterilizzazione di coyote e smise di liberare lupi nati in cattività nella zona di recupero.[51] Un anno dopo, la popolazione selvatica decrementò da 100-115 esemplari a 50-65.[52]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  51. ^ Service Halts Red Wolf Reintroductions Pending Examination of Recovery Program, su www.fws.gov. URL consultato il 26 dicembre 2015.
  52. ^ 2015 Brings No Conclusions On Red Wolf Recovery Program In Eastern NC, su wfae.org. URL consultato il 26 dicembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Kelly et al. 2004, Canis rufus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2016.3, IUCN, 2016. Database entry includes justification for why this species is critically endangered.
  • R.K. Wayne; S.M. Jenks, Nature, in Mitochondrial DNA analysis implying extensive hybridization of the endangered red wolf Canis rufus, 1991, pp. 565-568.
  • Robert K. Wayne; Niles Lehman; Marc W. Allard; Rodney L. Honeycutt, 6,Conservation Biology, in Mitochondrial DNA variability of the grey wolf - genetic consequences of population decline and habitat fragmentation, Wiley, 1992, pp. 559-569.
  • R. Nowak, 6,Conservation Biology, in The red wolf is not a hybrid, 1992, pp. 593-595.

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