Camilo Castelo Branco

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Camilo Castelo Branco

Camilo Castelo Branco (Lisbona, 16 marzo 1825São Miguel de Seide, 1º giugno 1890) è stato uno scrittore portoghese, autore di oltre 260 opere, tra novelle, commedie, saggi e romanzi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Camilo Castelo Branco rimase orfano dall'infanzia e trascorse i suoi primi anni presso un villaggio del Trás-os-Montes, dove venne educato dagli zii alla cultura classica. All'età di tredici anni fu posto in un seminario cattolico vicino a Vila Real, ove ricevette una formazione ecclesiastica d'impronta ultraconservatrice, la quale ne segnerà le idee per il resto dell'esistenza.

Durante la sua adolescenza si appassionò alla lettura delle opere di Luís de Camões, del preromantico Manuel Maria Barbosa de Bocage la cui opera e vita vivificarono in lui una naturale predisposizione all'avventura. Appena sedicenne, infatti, si sposò e mise al mondo una bambina, che però abbandonò. L'anno successivo si iscrisse ai corsi universitari di medicina e teologia a Porto e Coimbra, che interruppe, senza portarli a termine, tre anni dopo.

Nel 1848 decise di iniziare la sua attività letteraria, pubblicando le sue prime novelle sulle riviste, scrivendo le prime satire e le prime raccolte di poesie. Nella città di Porto redasse una serie di lavori a sfondo religioso e tradusse, più volte, le opere maggiori di François-René de Chateaubriand: polemizzò contro Renan e la sua "Vita di Gesù", introdotta a tambur battente nel 1864 in Portogallo dai circoli progressisti.

Contemporaneamente agli esordi letterari, Castelo Branco passò problemi giudiziari per l'abbandono della moglie e per adulterio. Durante la lunga incarcerazione ebbe modo di comporre Amor de Perdição ("Amore di perdizione") (1862), classico esempio di romanzo sentimentale ottocentesco, condotto sulla linea dei coevi capolavori francesi di genere, nel quale evidenzia al meglio la sua personalità artistica e umana spiccatamente romantica.

Durante il 1865-66, nel corso della "Questione di Coimbra" (cfr.:Antologia de Textos da Questão Coimbra, ed. por A. Ferreira e M.J. Marinho. Lisboa,1999) , prese le difese dell'anziano e cieco poeta Feliciano Castilho, invero assurto a dittatore delle lettere patrie dopo la scomparsa di Garrett, contro i motivati attacchi a lui portati dal giovane Antero de Quental, a favore del quale si schierarono invece quasi tutti i più giovani nomi della cultura portoghese avviando il rapido percorso di superamento del Romanticismo verso gli orizzonti realistici, ed ateistici, tipici dei decenni successivi di fine Secolo (v. "Generazione del 70" e "Conferenze del Casino" : cfr. Carlos Reis, As Conferencias do Casino .Lisboa, 1990 ). Contemporaneamente, con A Queda de um Anjo, Camilo, cattolico reazionario e monarchico,denunzia le forme di imbarbarimento edonistico cui darebbe luogo la politica liberale portoghese emergente nel proprio tempo. Artisticamente elaborato in forma ironica, qui il suo diniego del parlamentarismo, quale fautore di decadenza dell'ethos sociale,si pone sostanzialmente sulla linea del coevo pensiero fondamentalista iberico di metà Ottocento, auspice l'allora recente riflessione su "Cattolicesimo,liberalismo e socialismo" nell'omonimo Saggio, terminato di elaborare nel 1851,dello spagnolo Juan Donoso Cortés.

Durante gli anni '70, la pubblicazione della serie di racconti rusticani Novelas do Minho consolidò tuttavia una piccola svolta nello stile letterario di Castelo Branco, visto che l'autore abbandonò le tinte fantasiose e immaginifiche dei primi romanzi per abbracciare sempre più l'indagine approfondita dei costumi popolari, della vita sociale e famigliare, immersa in una struttura a metà strada tra il realismo e l'idealismo.[1]

Ma l'evoluzione letteraria di Castelo Branco non si fermò qui, e lentamente lo scrittore si accostò al nuovo gusto post-romantico, raggiungendo uno dei punti più alti in A Brasileira de Prazins (1882).

Castelo Branco si dedicò costantemente, fin dagli anni '60, alla stesura di trattati storici, biografie e volumi di gustosa critica letteraria, tra i quali si annoverarono Noites de Lamego, Cousas leves e pesadas, Cavar em ruínas, Memórias do Bispo do Grão Pará, Boémia do Espírito, Noites de Imsonia Offerecidas a quem não pôde dormir, Perfil do Marquez de Pombal .

Le liriche di Castelo Branco si caratterizzarono per l'uso di termini criptici e talvolta innovativi, mentre le sue commedie segnano il trionfo del grottesco, evidenziando l'influenza di Gil Vicente.

Nel 1885 ricevette titoli e onorificenze per il suo contributo alla letteratura e nel 1890 a causa di una crisi depressiva, motivata dalla cecità sopraggiunta a causa della sifilide, Castelo Branco si suicidò.[2]

Un noto storico della civiltà portoghese, Giuseppe Carlo Rossi, ha così sintetizzato, singolarmente sottolineando un livello di veridica continuità fra l'opera narrativa di Camilo e quella di autori dell'età del realismo , l'apporto di Castelo Branco ai valori letterari portoghesi nel corso della seconda metà del secolo Decimonono: "Clamorosa e folgorante,l'arte narrativa di Camilo Castelo Branco,così come era stata silenziosa e operante in profondità quella di Julio Dinis, si accomuna idealmente a quest'ultima per consegnare con essa,alla corrente del romanzo realista nazionale -che si avvia a dare,con Eça de Queirós, uno scrittore di orizzonti e di capacità universali-, una 'documentazione' umana ed artistica di ampio valore e tutta raccolta, allo stesso tempo, in visuali strettamente e tipicamente locali".

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Anátema (1851)
  • Mistérios de Lisboa (1854)
  • A Filha do Arcediago (1854)
  • Livro Negro de Padre Dinis (1855)
  • A Neta do Arcediago (1856)
  • Onde Está a Felicidade? (1856)
  • Um Homem de Brios (1856)
  • Lágrimas Abençoadas (1857)
  • Cenas da Foz (1857)
  • Carlota Ângela (1858)
  • Vingança (1858)
  • O Que Fazem Mulheres (1858). Ed. italiana a cura di Ugo Serani, col titolo "Cosa fanno le donne : romanzo filosofico" (Roma, Voland, 2000).
  • Doze Casamentos Felizes (1861)
  • O Romance de um Homem Rico (1861). Ed. italina "Il romanzo di un uomo ricco" (Milano, Cogliati, 1902).
  • O romance d'um homem pobre (1861)
  • Amor de Perdição - Amor di perdizione - (1862) (ISBN 0-85051-509-2). Ed. italiana a cura di Armando Maggi (Palermo, Sellerio)
  • Coisas Espantosas (1862)
  • O Irônico (1862)
  • Coração, Cabeça e Estômago (1862)
  • Estrelas Funestas (1862)
  • Um homem de brios (1862)
  • Anos de Prosa (1858)
  • Aventuras de Basílio Fernandes Enxertado (1863)
  • O Bem e o Mal (1863)
  • Estrelas Propícias (1863)
  • Memórias de Guilherme do Amaral (1863)
  • Agulha em Palheiro (1863)
  • Amor de Salvação (1864). Ed. italiana col titolo "Ballata Lusitana", Cava de' Tirreni , Marlin, 2008.
  • A Filha do Doutor Negro (1864)
  • Vinte Horas de Liteira (1864)
  • O Esqueleto (1865)
  • A Sereia (1865)
  • A Enjeitada (1866)
  • O Judeu (1866)
  • O Olho de Vidro (1866)
  • A Queda de um Anjo - Caduta di un angelo (1866)
  • O Santo da Montanha (1866)
  • A Bruxa do Monte Córdova (1867)
  • Os Mistérios de Fafe (1868)
  • A Caveira da Mártir (1876)
  • Novelas do Minho (1875-1877)
  • Eusébio Macário (1879)
  • A Corja (1880)
  • Luiz de Camões: Notas Biographicas (1880)
  • A Brasileira de Prazins (1882)
  • D. Luiz de Portugal: Neto do Prior do Crato 1601-1660 (1883)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol.III, pag.147-148
  2. ^ (EN) Voce biografica, in Encyclopædia Britannica. URL consultato il 5 novembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • H.Lacape, Contribution à une bibliographie de Camilo Castelo Branco, Paris, Maurice Lavegne, 1941.
  • Giuseppe Carlo Rossi - La Civiltà Portoghese. Milano, Mursia, 1975.
  • Alexandre Cabral, Dicionario de Camilo Castelo Branco. Lisboa, Caminho Editora, 1989.
  • Alexandre Cabral, Camilo Castelo Branco. Lisboa, Terra Livre, 1980.
  • J. do Prado Coelho, Introd. ao estudo da novela Camiliana. Lisboa, Casa da Moeda, 2ed., 1982.
  • AA. VV. - Proceedings of the Camilo Castelo Branco International colloquium [ed. : João Camilo dos Santos]. Santa Barbara, University of California, 1995.
  • A. Campos Matos - A guerrilha literária: Eça de Queiroz, Camilo Castelo Branco. Lisboa, Parceira A. M. Pereira, 2008.
  • Conceição Jacinto e Gabriela Lança - Amor de perdição de Camilo Castelo Branco: análise da Obra. Porto Editora, 2011.
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