Camilo Castelo Branco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Camilo Castelo Branco

Camilo Castelo Branco (Lisbona, 16 marzo 1825São Miguel de Seide, 1º luglio 1890) è stato uno scrittore portoghese, autore di oltre 260 opere, tra novelle, commedie, saggi e romanzi. I suoi scritti sono ritenuti originali, in quanto combinano lo spirito romantico con una forte mescolanza di sarcasmo e di umorismo, in contrasto con il gusto realistico di Eça de Queiroz ormai in leggero declino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Castelo Branco rimase orfano sin dall'infanzia e trascorse i suoi primi anni presso il villaggio di Trás-os-Montes, dove venne educato dagli zii alla cultura classica. All'età di tredici anni entrò in un seminario cattolico vicino a Vila Real, dove ricevette una formazione ecclesiastica.

Durante la sua adolescenza si appassionò per la letteratura prodotta da Luís de Camões e Manuel Maria Barbosa de Bocage.

Appena sedicenne si sposò e mise al mondo una bambina, che però abbandonò. L'anno successivo si iscrisse ai corsi universitari di medicina e teologia a Porto e Coimbra, che interruppe, senza portarli a termine, tre anni dopo.

Nel 1848 decise di iniziare la sua attività letteraria, pubblicando le sue prime novelle sulle riviste, scrivendo le prime satire e le prime raccolte di poesie. Nella città di Porto redasse una serie di lavori a sfondo religioso e tradusse, più volte, le opere maggiori di François-René de Chateaubriand: polemizzò contro Renan e la sua "Vita di Gesù", introdotta a tambur battente nel 1864 in Portogallo dai circoli progressisti.

Contemporaneamente agli esordi letterari, Castelo Branco passò problemi giudiziari per l'abbandono della moglie e per adulterio. Durante la lunga incarcerazione ebbe modo di comporre Amor de Perdição ("Amore di perdizione") (1862), classico esempio di romanzo sentimentale ottocentesco, condotto sulla linea dei coevi capolavori francesi di genere, nel quale evidenzia al meglio la sua personalità artistica e umana spiccatamente romantica.

Durante il 1865-66, nel corso della "Questione di Coimbra" (cfr.:Antologia de Textos da Questao Coimbra, ed. por A. Ferreira e M.J. Marinho. Lisboa,1999) , prese le difese dell' anziano e cieco poeta Feliciano Castilho, invero assurto a dittatore delle lettere patrie dopo la scomparsa di Garrett, contro i motivati attacchi a lui portati dal giovane Antero de Quental, a favore del quale si schierarono invece quasi tutti i più giovani nomi della cultura portoghese avviando il rapido percorso di superamento del Romanticismo verso gli orizzonti realistici, ed ateistici, tipici dei decenni successivi di fine Secolo (v. "Generazione del 70" e "Conferenze del Casino" : cfr. Carlos Reis, As Conferencias do Casino .Lisboa, 1990 ).

Se in una delle opere seguenti, intitolata A Queda de um Anjo ("Caduta di un angelo") (1866), l'autore rappresentò i conflitti e le difficoltà incontrati da un professionista provinciale nell'ambito cittadino, la raccolta di novelle Novelas do Minho invece consolidò una piccola svolta nello stile letterario di Castelo Branco, visto che l'autore abbandonò le tinte fantasiose e immaginifiche dei primi romanzi per abbracciare sempre più l'indagine approfondita dei costumi popolari, della vita sociale e famigliare, immersa in una struttura a metà strada tra il realismo e l'idealismo.[1]

Ma l'evoluzione letteraria di Castelo Branco non si fermò qui, e lentamente lo scrittore si accostò al nuovo gusto romantico, raggiungendo uno dei punti più alti in A Brasileira de Prazins (1882).

In una ulteriore fase creativa, Castelo Branco si dedicò alla stesura di trattati storici, biografie e critica letteraria, tra i quali si annoverarono Noites de Lamego, Cousas leves e pesadas, Cavar em ruínas, Memórias do Bispo do Grão Pará e Boémia do Espírito.

Le liriche di Castelo Branco si caratterizzarono per l'uso di termini criptici e talvolta innovativi, mentre le sue commedie segnarono il trionfo del grottesco, evidenziando l'influenza di Gil Vicente.

Nel 1885 ricevette titoli e onorificenze per il suo contributo alla letteratura e nel 1890 a causa di una crisi depressiva, motivata dalla cecità sopraggiunta a causa della sifilide, Castelo Branco si suicidò.[2]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Anátema (1851)
  • Mistérios de Lisboa (1854)
  • A Filha do Arcediago (1854)
  • Livro Negro de Padre Dinis (1855)
  • A Neta do Arcediago (1856)
  • Onde Está a Felicidade? (1856)
  • Um Homem de Brios (1856)
  • Lágrimas Abençoadas (1857)
  • Cenas da Foz (1857)
  • Carlota Ângela (1858)
  • Vingança (1858)
  • O Que Fazem Mulheres (1858). Ed. italiana a cura di Ugo Serani, col titolo "Cosa fanno le donne : romanzo filosofico" (Roma, Voland, 2000).
  • Doze Casamentos Felizes (1861)
  • O Romance de um Homem Rico (1861). Ed. italina "Il romanzo di un uomo ricco" (Milano, Cogliati, 1902).
  • O romance d'um homem pobre (1861)
  • Amor de Perdição - Amor di perdizione - (1862) (ISBN 0-85051-509-2). Ed. italiana a cura di Armando Maggi (Palermo, Sellerio)
  • Coisas Espantosas (1862)
  • O Irônico (1862)
  • Coração, Cabeça e Estômago (1862)
  • Estrelas Funestas (1862)
  • Um homem de brios (1862)
  • Anos de Prosa (1858)
  • Aventuras de Basílio Fernandes Enxertado (1863)
  • O Bem e o Mal (1863)
  • Estrelas Propícias (1863)
  • Memórias de Guilherme do Amaral (1863)
  • Agulha em Palheiro (1863)
  • Amor de Salvação (1864). Ed. italiana col titolo "Ballata Lusitana", Cava de' Tirreni , Marlin, 2008.
  • A Filha do Doutor Negro (1864)
  • Vinte Horas de Liteira (1864)
  • O Esqueleto (1865)
  • A Sereia (1865)
  • A Enjeitada (1866)
  • O Judeu (1866)
  • O Olho de Vidro (1866)
  • A Queda de um Anjo - Caduta di un angelo (1866)
  • O Santo da Montanha (1866)
  • A Bruxa do Monte Córdova (1867)
  • Os Mistérios de Fafe (1868)
  • A Caveira da Mártir (1876)
  • Novelas do Minho (1875-1877)
  • Eusébio Macário (1879)
  • A Corja (1880)
  • Luiz de Camões: Notas Biographicas (1880)
  • A Brasileira de Prazins (1882)
  • D. Luiz de Portugal: Neto do Prior do Crato 1601-1660 (1883)

Saggi e critica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol.III, pag.147-148
  2. ^ (EN) Voce biografica, in Encyclopædia Britannica. URL consultato il 5 novembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • H.Lacape, Contribution à une bibliographie de Camilo Castelo Branco, Parigi, 1941
  • Alexandre Cabral, Dicionario de Camilo Castelo Branco. Lisboa, Caminho Editora, 1989.
  • Alexandre Cabral, Camilo Castelo Branco. Lisboa, 1980.
  • J. do Prado Coelho, Introd. ao estudo da novela Camiliana. Lisboa, Casa da Moeda, 2ed., 1982.
Controllo di autoritàVIAF: (EN7399630 · ISNI: (EN0000 0001 2095 5267 · SBN: IT\ICCU\CUBV\036992 · LCCN: (ENn81033217 · GND: (DE118668757 · BNF: (FRcb11986921d (data) · NLA: (EN36165346 · BAV: ADV10228390 · CERL: cnp00584266