Breakout (videogioco)

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Breakout
Breakout.png
Versione di Breakout per Atari 2600
Sviluppo Atari
Pubblicazione Atari
Ideazione Nolan Bushnell
Data di pubblicazione 13 maggio 1976
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Piattaforma Arcade, Atari 2600, Atari 5200, Apple II, PlayStation, Microsoft Windows

Breakout è un videogioco arcade, realizzato da Atari e pubblicato il 13 maggio 1976; in seguito è stato convertito per la maggior parte delle piattaforme domestiche, come Super Breakout. Il gioco, realizzato tramite porte logiche e senza l'uso di microprocessori, è stato fonte di ispirazione per un romanzo (Pilgrim in the Microworld, di David Sudnow) e dell'home computer Apple II.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

In Breakout lo scopo del giocatore è abbattere un muro di mattoni. Questo è posto nella parte superiore dello schermo, mentre in quella inferiore c'è solamente una piccola barra che può essere mossa a destra e sinistra: con questa bisogna colpire una palla che rimbalza, in modo che distrugga tutti i mattoni che compongono il muro. Se il giocatore non riesce a colpire la palla con la propria barra, questa esce dalla schermata e si perde una delle vite a disposizione: una volta esaurite, la partita termina con un game over. I mattoni sono disposti su 8 file ed ogni coppia di file è disegnata con un colore diverso: dal basso in alto, giallo, verde, arancio e rosso. In realtà il video è in bianco e nero: i colori vengono simulati apponendo sullo schermo una pellicola trasparente con delle strisce colorate posizionate in modo da corrispondere alle file di mattoni. Ogni mattone colpito assegna un punteggio: 1 punto per i mattoni gialli; 3 punti per i mattoni verdi; 5 punti per i mattoni arancio e 7 punti per quelli rossi. La velocità della barra comandata dal giocatore aumenta dopo 4 colpi, poi dopo altri 12 colpi ed infine quando la pallina raggiunge le file di mattoni arancio e rossi. Quando poi sfonda l'ultima fila di mattoni rossi e colpisce il muro superiore la barra dimezza la sua larghezza.[1]

Realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Breakout è stato ideato da Nolan Bushnell e Steve Bristow (rientrato in Atari dopo la sua permanenza nella controllata Kee Games). Bushnell, dopo il successo di Pong (1972), voleva realizzare un gioco simile ma utilizzabile da un solo giocatore. Al Alcorn, messo a capo del progetto, cominciò lo sviluppo nel 1975 insieme alla Cyan Engineering. Nello stesso tempo Bushnell chiese a Steve Jobs, all'epoca un dipendente Atari, di migliorare il prototipo dell'hardware: tempo prima, infatti, Jobs aveva mostrasto a Bushnell una versione più compatta della scheda del gioco Pong, realizzata da Wosniak, contenente solo 30 integrati.[2] Bushnell offrì a Jobs 750$ per il lavoro di riduzione degli integrati con la promessa di elargire un bonus di 100$ per ogni chip utilizzato in meno rispetto agli schemi originali.[3]

Jobs chiese al suo amico Steve Wozniak, all'epoca impiegato alla Hewlett-Packard, di aiutarlo con il compito promettendogli metà del compenso a lavoro finito. Wozniak non aveva nessuno schema in mano e progettò il suo prototipo basandosi solo sulle informazioni fornite da Jobs. Anche se Atari non aveva dato nessuna scadenza, Jobs disse a Wosniak che il progetto doveva essere consegnato in 4 giorni: per rispettare l'impegno, Wosniak fu costretto a lavorare ininterrottamente giorno e notte, senza neanche dormire. Il risultato fu una scheda composta da più di 50 integrati in meno rispetto alla scheda progettata da Atari: questo risultato fruttò a Jobs un compenso extra di 5.000$. Tuttavia Jobs divise solamente la cifra iniziale con l'amico, non facendo menzione del bonus ricevuto. A Wosniak, infatti, Jobs aveva detto che avrebbero ricevuto 700$ per una scheda con meno di 50 integrati e 1000$ per una scheda con meno di 40 integrati.[2][4][5][6][7][1]</ref>[8]

Il prototipo di Wozniak non venne comunque utilizzato per la produzione in serie. Questi, nel suo processo di riduzione degli integrati, aveva utilizzato solo 44 chip TTL (anche se uno dei primi ne impiegava solo 42).[2] Secondo lo stesso Wozniak, gli ingegneri di Atari non usarono la sua scheda perché troppo complessa da modificare e produrre, per cui rielaborarono in proprio il circuito, semplificandolo: il risultato fu una scheda con poco meno di 100 integrati TTL ma più semplice da produrre, mantenendo comunque inalterato il gioco in sé.[5][6][7][1][9][10]

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Breakout è stato convertito per diverse piattaforme domestiche, a partire dall'Atari 2600 e dall'Atari 5200, oltre che nel sistema dedicato Video Pinball.

Nel 1978 Ed Logg programma Super Breakout, versione piuttosto simile a quella originale ma realizzata su un sistema dotato di un microprocessore MOS 6502.[11]

Cloni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Clone di Breakout.

Data la popolarità ottenuta dal gioco sono susseguiti nel corso degli anni numerosi cloni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Breakout, Arcade-history.com. URL consultato il 24/08/2016.
  2. ^ a b c Gregg Williams, Rob Moore, The Apple History - Part 1: Early History, in Byte, vol. 9, nº 10, dicembre 1984, pp. A67.
  3. ^ Walter Isaacson, Steve Jobs, Simon & Schuster, 2011, p. 166, ISBN 145164857ISBN non valido (aiuto).
  4. ^ Letters – General Questions Answered, Woz.org
  5. ^ a b Wozniak, Steven: "iWoz", a: pp. 147–148, b: p. 180. W. W. Norton, 2006. ISBN 978-0-393-06143-7
  6. ^ a b Kent, Steven: The Ultimate History of Video Games, pp. 71-73. Three Rivers Press, 2001. ISBN 0-7615-3643-4.
  7. ^ a b Player 2 Stage 1: The Coin Eaters
  8. ^ Classic Gaming: A Complete History of Breakout
  9. ^ Phosphor-Dot Fossils: Breakout
  10. ^ Gamasutra.com Features - Woz Was Here - Steve Wozniak On His Gaming Past
  11. ^ Atari Arcade: Classic Games Reimagined in HTML5, su www.atari.com. URL consultato il 24 ottobre 2015.

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