Birrificio Angelo Poretti

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Birrificio Angelo Poretti
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StatoItalia Italia
Fondazione1877
Fondata daAngelo Poretti
Sede principaleInduno Olona
SettoreAlimentare
ProdottiBirra
Sito web

Il Birrificio Angelo Poretti è un birrificio italiano. In seguito a varie acquisizioni il nome è diventato un marchio appartenente a Carlsberg Italia S.p.a., società facente parte del gruppo Carlsberg.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Angelo Poretti

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda viene fondata da Angelo Poretti, originario di Vedano Olona, ma con tanti anni passati tra Austria, Germania e Boemia, dove aveva iniziato a lavorare come manovale nelle ferrovie imperial-rege, riuscendo poi ad arricchirsi, divenendo l'appaltatore di alcune linee ferroviarie[1]. Tornato in Italia in compagnia della moglie Franziska Peterzilka e del mastro birraio Emanuel Anger, nel 1876 acquista un'area industriale dismessa, in precedenza sede dell'Amideria del Dones e la trasforma in birrificio, facendo arrivare dall'estero i macchinari necessari[2]. Dall'estero provengono anche le materie prime utilizzate, in special modo il luppolo; l'acqua utilizzata proviene invece dalla fonte chiamata fontana degli ammalati situata a pochi metri dal birrificio ed acquistata dallo stesso Poretti[2].

Il 26 dicembre 1877 viene prodotta la prima birra, una lager bionda di stile Pilsner[1]. Nel febbraio 1878 inizia la produzione regolare della birra, che veniva poi servita nella birreria aperta per lo scopo da Poretti a Varese, ma anche in altre zone d'Italia[3]. Nel luglio dello stesso anno viene aperto un deposito nella città di Novara[4].

Nel 1881 la birra Poretti partecipa all'esposizione nazionale di Milano[5]. Il successo della birra porta Angelo Poretti a diventare, nel 1884, presidente del Comitato Permanente dell'associazione fra i birrai italiani[3].

I successori di Poretti[modifica | modifica wikitesto]

Angelo Poretti muore nel 1901 senza aver avuto figli; alla guida del birrificio gli subentrano i quattro nipoti: i fratelli Angelo e Tranquillo Magnani, Edoardo Chiesa e Francesco Bianchi, i quali procedono a far rinnovare il sito produttivo tra il 1905 e il 1912 ad opera dello studio di architetti tedesco Bihl e Woltz secondo i dettami dello Jugendstil[2]: nel 1906 viene costruita un'altra ala del complesso, denominata a pettine a causa del tetto. L'anno successivo viene terminata la realizzazione della seconda galleria di ferro, che poi crollerà nell'inverno 1912 a causa delle gelate. Nello stesso anno viene effettuato l'innalzamento della sede di lavorazione a cui si aggiunse la torre per le scale, che, inizialmente, non era stata prevista dai progettisti[6].

Nel 1922 l'impresa si trasformò in società per azioni[7] raccogliendo il capitale necessario a finanziare nuovi lavori al sito produttivo, poi portati a termine da Alfred e Richard Bihl, figli dell'architetto che si era occupato dei lavori precedenti[6]. La grande depressione, scoppiata nell'autunno del 1929, la prematura scomparsa di due dei nipoti succeduti ad Angelo Poretti e il tentativo fallito di espandersi in Tripolitania con la costituzione della società delle Ghiacciaie della Tripolitania[7], portano però lo storico birrificio sull'orlo della chiusura[2].

Il cambio di proprietà[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1939 la famiglia Bassetti, già proprietaria del birrificio Spluga di Chiavenna, acquista il birrificio rilanciandone l'attività[1]. Nel 1940 la sede amministrativa viene portata a Milano, mentre restano a Induno Olona la sede legale e lo stabilimento[4]. Sotto la guida di Giannino Bassetti e, poi, del figlio Aldo[1], a partire dal 1950, tutta la produzione del birrificio Spluga viene trasferita a Induno Olona[2]. Nel 1954 anche la sede sociale si sposta a Milano, in via Barozzi 5[4]. Nel 1969 viene lanciato il marchio “Splügen Bock” (protagonista tra l'altro di uno spot diretto da Ermanno Olmi) e le prime birre “dry”.

Nel 1973 l'azienda si espande ulteriormente acquistando la birreria Henmed di Ceccano, tuttavia la crisi economica scoppiata nello stesso anno pone di nuovo il birrificio sull'orlo del fallimento[2].

Il Gruppo Carlsberg[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975 le Industrie Poretti firmano un accordo con la multinazionale danese United Breweries A/S (che di lì a breve prenderà il nome di Carlsberg Breweries) che prevede la produzione e la commercializzazione dei marchi “Tuborg” e “Carlsberg” in Italia. Nel 1982, il gruppo Carlsberg acquista dalla famiglia Bassetti il 50% del pacchetto azionario dell'impresa, seguito nel 1998 da un ulteriore 25% del capitale arrivando così a detenerne il 75%. A seguito di questo passaggio di proprietà del pacchetto azionario le Industrie Poretti cambiano denominazione in Carlsberg Italia Spa[4]. Nel 2002 il gruppo danese acquista il restante 25% e ottiene così la piena proprietà dell'impresa di Induno Olona[8].

Nel 2015 la birra Poretti viene scelta come birra ufficiale del Padiglione Italia all'Expo[5].

Le birre[modifica | modifica wikitesto]

Treluppoli (3 Luppoli)[modifica | modifica wikitesto]

Angelo Poretti Treluppoli

Treluppoli (3 Luppoli) è una birra Lager

Grado Alcolico: 4.8% VOL[9]

4 Luppoli Originale[modifica | modifica wikitesto]

La Poretti chiara Originale (4 Luppoli) è una birra Lager a bassa fermentazione.
Grado Alcolico: 5,5% VOL[10]

5 Luppoli Bock Chiara[modifica | modifica wikitesto]

La 5 Luppoli Bock Chiara è una birra doppio malto.
Grado Alcolico: 6,5% VOL[11]

6 Luppoli Bock Rossa[modifica | modifica wikitesto]

La 6 Luppoli Bock Rossa è una birra doppio malto.
Grado Alcolico: 6,5% VOL[12]

7 Luppoli Non Filtrata[modifica | modifica wikitesto]

Birra stagionale, una birra per ogni stagione prodotta con la raccolta del luppolo nella corrispettiva stagione: "Ricetta Invernale", "L'estiva", "La Fiorita" primaverile e "La Mielizia" autunnale.
Grado Alcolico rispettivamente di : 7,0 - 5,6 - 5,3 - 6,3% VOL[13]

8 Luppoli Saison Chiara[modifica | modifica wikitesto]

La Saison chiara numerata 8 Luppoli è una birra in stile saison commercializzata in bottiglie da 75 cl e con una gradazione alcoolica del 6,0%[14]

9 Luppoli Witbier, Porter, India Pale Ale[modifica | modifica wikitesto]

Tre varianti denominate "9 Luppoli" , commercializzate in lattine da 33 cl e con una gradazione alcoolica rispettivamente di 5,2, 5,5 e 5,9% Vol[15]

10 Luppoli Le Bollicine[modifica | modifica wikitesto]

Commercializzata in bottiglie da 75 cl e con una gradazione alcoolica del 6,0%

10 Luppoli Le Bollicine Rosé[modifica | modifica wikitesto]

Commercializzata in bottiglie da 75 cl e con una gradazione alcoolica del 6,0%

Angelo Pale Ale[modifica | modifica wikitesto]

Birra ambrata in stile Pale Ale

Grado Alcolico: 6,5% VOL[16]

Angelo Brown Ale[modifica | modifica wikitesto]

Birra scura in stile Brown Ale

Grado Alcolico: 6,5% VOL[17]

Angelo Blanche[modifica | modifica wikitesto]

Birra chiara in stile Blanche

Grado Alcolico: 6,0% VOL[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d G. Lonardi, Poretti e il segreto del luppolo “La nostra birra come 150 anni fa”, la Repubblica, 2 novembre 2015
  2. ^ a b c d e f Birra Poretti: la storia fermentobirra.com
  3. ^ a b Torna il marchio della Birra Poretti univa.va.it
  4. ^ a b c d Carlsberg Italia spa (numero REA: 165113 Va) (1963 -) lombardiabeniculturali.it
  5. ^ a b La storia di Angelo Poretti birrificioangeloporetti.it
  6. ^ a b Il libery e la birreria Poretti indunoolona.gov.it
  7. ^ a b E. Mannucci, Induno Olona. L’impresa di far andare gli italiani a tutta birra, Sette
  8. ^ Birrificio Angelo Poretti carlsbergitalia.it
  9. ^ Pagina ufficiale 3 Luppoli
  10. ^ Pagina ufficiale 4 Luppoli Originale Archiviato il 25 dicembre 2014 in Internet Archive.
  11. ^ Pagina ufficiale 5 Luppoli Bock Chiara
  12. ^ Pagina ufficiale 6 Luppoli Bock Rossa Archiviato il 17 ottobre 2013 in Internet Archive.
  13. ^ Pagina ufficiale Non Filtrata ai 7 luppoli
  14. ^ Pagina Ufficiale 8 Luppoli Saison Chiara, su birrificioangeloporetti.it. URL consultato il 26 settembre 2016.
  15. ^ Pagina Ufficiale 9 Luppoli India Pale Ale, su birrificioangeloporetti.it. URL consultato il 26 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2016).
  16. ^ Pagina Ufficiale Angelo Pale Ale, su birrificioangeloporetti.it. URL consultato il 26 settembre 2016.
  17. ^ Pagina Ufficiale Angelo Brown Ale, su birrificioangeloporetti.it. URL consultato il 26 settembre 2016.
  18. ^ Pagina Ufficiale Angelo Blanche, su birrificioangeloporetti.it. URL consultato il 26 settembre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]