Beppe Niccolai

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Giuseppe "Beppe" Niccolai
Beppeniccolai.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature V, VI
Gruppo
parlamentare
MSI-DN
Circoscrizione Pisa
Incarichi parlamentari
Componente - VII Commissione (Difesa);
Componente - Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione giornalista, impiegato

Giuseppe Niccolai (Pisa, 26 novembre 1920Pisa, 31 ottobre 1989) è stato un politico italiano.

« Se n'andò in Africa, leticando con Buffarini Guidi, abbandonando il Corso Allievi Ufficiali e lasciando quella Divisione Folgore in formazione a Tarquinia, nei cui ranghi era corso primo fra i volontari universitari italiani, insieme a Luigi Bertini e Luciano Ciucci. Anche l'andare in guerra era ritenuto bisogno primario della Nazione, sacrificio di sé, quindi, in pro d'Altro. »

(Vito Errico, da "Tabularasa", anno IV, n° 4)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in giurisprudenza [1]. Militò nelle organizzazioni giovanili fasciste, e fu volontario di guerra nella seconda guerra mondiale in Africa Settentrionale[2].

Catturato dagli inglesi, venne tenuto prigioniero nel Fascist's criminal camp di Hereford, nel Texas, fino al 1946, quando fu liberato a seguito dell'amnistia Togliatti.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Eletto alla Camera dei Deputati nel collegio di Pisa nelle file del Movimento Sociale Italiano, fu proclamato deputato della V Legislatura il 28 maggio 1968.

Fu consigliere per il MSI al Consiglio Provinciale di Pisa dal 6 novembre 1960 al 27 gennaio 1969 e dal 7 giugno 1970 al 20 dicembre 1972. Fu anche Consigliere per il MSI al Consiglio Comunale di Pisa ininterrottamente dal 1951 al 1980.

Iscritto al gruppo parlamentare del Movimento Sociale Italiano dal 18 giugno 1968 al 24 maggio 1972. Come anima di sinistra nazionale del partito, ne criticò aspramente la svolta filoatlantica e filomonarchica, lottando per la realizzazione di un programma socialista nazionale. Fu componente della VII Commissione (Difesa) dal 12 ottobre 1970 al 24 maggio 1972 e della X Commissione (Lavori Pubblici) dal 10 luglio 1968 al 12 ottobre 1970.

Rieletto nella VIª Legislatura, fu componente della Commissione (Difesa) dal 25 maggio 1972 al 4 luglio e della Commissione parlamentare Antimafia dal 28 luglio 1972 al 23 gennaio 1973 e dal 22 febbraio 1973 al 4 luglio 1976 [3]. Leonardo Sciascia, intervistato dalla Tv francese, dichiarò che la relazione di minoranza presentata in Commissione Antimafia da Beppe Niccolai "era una cosa seria". Non si volle ricandidare alla Camera nel 1976.

Fu eletto membro della Direzione del MSI-DN nel novembre 1970 (IX Congresso - Roma), gennaio 1973 (X Congresso - Roma), gennaio 1977 (XI Congresso - Roma), ottobre 1979 (XII Congresso - Napoli), febbraio 1982 (XIII Congresso - Roma), dicembre 1984 (XIV Congresso - Roma), dicembre 1987 (XV Congresso - Sorrento). Dagli anni ottanta fu un avversario interno di Almirante, e promotore di una componente interna socialista nazionale del Msi denominata "Segnali di Vita", che nel 1987 divenne, insieme a Domenico Mennitti," Proposta Italia".

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mafia ed istituzioni: una questione nazionale (testo integrale della conferenza tenuta all'Hotel President di Palermo il 26 maggio 1986), Palermo, Tip. Kefa lo Giudice, 1986
  • Vito Orlando (a cura di), "Beppe Niccolai, Scritti e discorsi", Milano, Società Editrice Barbarossa, 2009, ISBN 978-88-904463-1-3
  • Alessandro Amorese, "Beppe Niccolai. Il missino e l'eretico", Eclettica Edizioni, 2010

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN129442755 · ISNI (EN0000 0001 0659 8822 · LCCN (ENno2010169518 · GND (DE142835420