Battaglia di Corinto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Battaglia di Corinto
La Guerra Acaica en 146 aC.jpg

Data 146 a.C.
Luogo Corinto
Esito Vittoria dei Romani
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
23 000 fanti
3 500 cavalieri
14 000 fanti
600 cavalieri
Voci di battaglie presenti su Wikipedia


La Battaglia di Corinto fu l'episodio bellico che, nel 146 a.C., oppose la Repubblica romana alla polis corinzia e ai suoi alleati della Lega Achea. L'assedio si risolse nella completa distruzione della città, precedentemente famosa per le sue enormi ricchezze.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Nel decennio 140 a.C. Roma dimostrò la sua superiorità militare sulle nazioni vicine. Nel 146 a.C. i Romani distrussero e bruciarono la città di Cartagine e passarono la primavera a provocare i Greci per scatenare una battaglia. Infatti, in inverno un gruppo di greci si ritorse contro Roma, guidando una guerra che avrebbe finito per distruggere Corinto.[1]

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Il console Romano Lucio Mummio (che riceverà in seguito il cognomen Acaicus), con 23.000 fanti e 3.500 cavalieri (probabilmente due legioni insieme agli alleati Italici) avanzò nel Peloponneso insieme agli alleati di Creta e Pergamo, contro il governo rivoluzionario della Lega Achea. Il generale acheo Dieo si accampò a Corinto con 14.000 fanti e 600 cavalieri (più probabilmente i prigionieri catturati in una precedente battaglia). Gli Achei effettuarono con successo un attacco notturno all'accampamento avanzato dei romani, infliggendo loro pesanti perdite.

Il giorno dopo, galvanizzati dal successo, gli Achei attaccarono battaglia, ma la loro cavalleria, in pesante inferiorità numerica, si diede alla fuga di fronte a quella Romana. Comunque la fanteria Achea bloccò le legioni romane finché un'unità di 1.000 soldati Romani caricò il fianco acheo, rompendo il loro schieramento.

Alcuni Achei trovarono rifugio nella città di Corinto, ma non fu organizzata alcuna difesa poiché Dieo fuggì in Arcadia. Corinto fu totalmente distrutta dall'esercito romano e tutti i tesori e le opere d'arte furono depredate.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

L'annientamento di Corinto segnò un nuovo indirizzo nella politica estera Romana. Infatti la guerra contro la città greca fu la prima combattuta da Roma non per difendersi da un pericolo, ma per attaccare.

Sebbene siano state trovate dagli archeologi tracce di modesti insediamenti negli anni seguenti fu Giulio Cesare a rifondare la città nel 44 a.C. chiamandola Colonia Laus Iulia Corinthiensis, poco prima del suo assassinio.

Con la Grecia sotto il controllo romano si apre una nuova epoca nella storia di Roma antica, chiamata epoca Greco-Romana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rubicon, Tom Holland, 2003

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]