Basilica di San Nicolò (Pietra Ligure)

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Basilica di San Nicolò
Pietra Ligure-basilica san nicolò.jpg
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Località Pietra Ligure
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare San Nicola di Bari
Diocesi Albenga-Imperia
Consacrazione 1791-1891
Architetto Giovanni Battista Montaldo
Stile architettonico Barocco
Inizio costruzione 1750
Completamento 1791-1891
Sito web Sito ufficiale

Coordinate: 44°08′57.06″N 8°17′03.92″E / 44.149183°N 8.284422°E44.149183; 8.284422

La basilica di San Nicolò è un edificio religioso situato in piazza San Nicolò nel centro storico di Pietra Ligure, in provincia di Savona. La chiesa è sede della parrocchia omonima della zona pastorale di Pietra Ligure della diocesi di Albenga-Imperia ed è dedicata a San Nicola di Bari.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'interno della basilica

La costruzione della chiesa parrocchiale venne decisa per voto dalla comunità pietrese in seguito al miracolo della liberazione dalla peste operata, secondo la leggenda popolare, da san Nicola di Bari l'8 luglio 1525. Secondo la tradizione, in quel lontano giorno, i Pietresi, sfollati in una località denominata ancor oggi "Baracchini", terrorizzati dalla virulenza dell'epidemia, sentirono suonare le campane della parrocchiale di allora e, scendendo a valle, videro un vecchio vescovo sul campanile che suonava le campane e che scomparve al loro arrivo: da quel momento la peste cessò. A comprova del tramandato prodigio, l'impronta di una mano è tuttora visibile su una delle campane della vecchia chiesa (Chiesa madre), ed è detta la "mano di san Nicolò". I Pietresi, colpiti dal fatto fecero solenne voto di erigere una grande chiesa e di dedicarla al santo di Bari. Ogni anno la popolazione scende per le strade in processione l'8 di luglio per ringraziare il miracolo operato dal Santo. Tuttavia, le discussioni sul luogo dell'edificazione si protrassero fino alla prima metà del XVIII secolo.

Grazie all'intervento del colonnello e cartografo Matteo Vinzoni, inviato dalla Repubblica di Genova, venne deciso di costruire l'opera nell'ampio arenile fronteggiante il borgo.

Tra i diversi progetti presentati vinse quello dell'architetto genovese Giovanni Battista Montaldo, che disegnò la chiesa ad unica ampia navata, coperta da volta a padiglione con sei cappelle laterali (intitolate ai santi Francesco d'Assisi, Giuseppe, Addolorata, Isidoro, Assunta e Crocefissione) che vennero completate da nobili famiglie pietresi e due ampie cappelle emisferiche ai lati dell'altare maggiore dedicate al Sacro Cuore di Gesù e a sant'Antonio abate, innalzate dalle due omonime Compagnie.

I lavori iniziarono nel 1752 e si protrassero per 41 anni e la chiesa benché incompiuta, e con un solo campanile, venne benedetta il 25 novembre del 1791. La lunghezza interna è di 56 m, la larghezza di 27,50 m e la navata centrale è alta 25 m, la volta a padiglione (mt. 23.50 x 27.50) è una delle maggiori in Europa.

Nel 1794 nella chiesa viene installato un pregevole coro in noce scuro, proveniente dall'antica cattedrale di Marsiglia salvato dal rogo nel corso degli eventi rivoluzionari francesi ed acquistato dal comandante di un bastimento pietrese. Di identica fattura e provenienza è il pulpito in noce nera proveniente anche esso dalla cattedrale marsigliese. Con la caduta della repubblica genovese, e la successiva invasione francese, i lavori verranno sospesi.

La statua di san Nicolò

Nel 1814, al termine della dominazione napoleonica, inizieranno i lavori di completamento: nel 1858 l'altare maggiore in marmo dei marmorari Vallebona di Genova, nel 1866 verranno completati gli affreschi e le decorazioni interne del figurinista Luigi Sacco e di Antonio Novaro, le statue in plastico della facciata e dell'interno oltre ai gruppi statuari processionali lignei della Madonna Assunta (1858) e di San Nicolò (1877) tutti del savonese Antonio Brilla.

Nel 1863 venne completata la facciata con il frontone ed il secondo campanile (a mare), la cui edificazione venne affidata a Leonardo Giobellini. La chiesa fu solennemente consacrata l'8 luglio del 1891, nel suo primo centenario. Nel 1845 fu posto l'organo corale sopra al coro e nel 1907 venne inaugurato l'organo a due tastiere della ditta Cavalli di Lodi sull'orchestra.

Dal 1986 al 1995 si procedette alla realizzazione dei portali in bronzo, dal portone centrale (1986), alle due porte minori della facciata, alla porta laterale (1992) opera dello scultore Andrea Monfredini. Nel 1986-1987 sul campanile a mare vengono installate otto campane in Sol maggiore.

In occasione dei festeggiamenti per il secondo centenario di vita, nel 1992, viene elevata alla dignità di basilica minore da papa Giovanni Paolo II.[1] Nel 2000 il vescovo di Albenga - monsignor Mario Oliveri - ha donato alla basilica l'altare maggiore della cattedrale, opera del 1720 dei fratelli Stalla, smontato nel 1964 per adeguamenti liturgici. Dopo il rifacimento del tetto e del restauro dell'abside e dell'area presbiteriale, nel corso del 2012 la basilica è sottoposta ad un restauro che interessa la navata centrale e la facciata compresa di frontone e torri campanarie.

Tra le opere pittoriche sono conservate l'icona su legno di San Nicolò, dipinta da Giovanni Barbagelata (pittore genovese) nel 1496 (restaurata nel 2010) e installata nell'abside; un Sant'Antonio e San Paolo di Domenico Piola, del 1661; La fuga in Egitto, del 1637, di Giovanni Battista Merano; la Madonna del Buon Consiglio (XVI secolo); la Madonna della Salute; le Stigmate di san Francesco d'Assisi, attribuito a Castellino Castello; il Sacro Cuore dipinto da Stefano Casabona, nel 1791.

Tra le sculture un crocefisso processionale (già della Confraternita di Santa Caterina) attribuito ad Anton Maria Maragliano di Genova; cinque statue di legno, tra cui N. S. Assunta 1858 di A. Brilla - N. S. Addolorata 1861 di A. Brilla (già della Confraternita dei Disciplinanti) - S. Nicolò 1877 di A. Brilla - e otto "in stucco" (quattro evangelisti e i dottori della Chiesa) sempre del Brilla.

Organi a canne[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente la Basilica è dotata di 2 organi a canne. Il primo organo con 37 registri fu realizzato dal Bossetti di Rivoli e installato nel 1791 sopra il portale, utilizzando i registri del vecchio organo. Nel 1845 venne modificato e ingrandito dall'organaro Ciurlo; nel 1872 in alto nell'abside, in contemporanea con la costruzione di una nuova orchestra sopra al coro fu installato un piccolo organo corale. Nel 1907 la ditta organara Cavalli di Lodi realizzò un nuovo strumento meccanico installato sull'orchestra sopra il portale maggiore, dotato di 2 tastiere e pedaliera, conta 37 registri (pneumatici) per un totale di 1.960 canne. Nel 2013 nel presbiterio dietro l'Altare Maggiore è stato installato un organo a canne realizzato dall'organaro Erich Bertot dotato di una tastiera con pedaliera e consta di 16 registri.

Le campane[modifica | modifica wikitesto]

Particolare della decorazione affrescata del soffitto

L'attuale complesso campanario è composto di 14 campane suddivise nelle 4 celle campanarie dei due campanili. Nella cella inferiore del campanile a monte sono installate a sistema controbilanciato le 4 campane con le quali viene dato l'annuncio del culto:

  • Campana dell'agonia o di San Giuseppe (fusione fonderia Boero di Genova), del 1878, nota Si3; con i suoi lenti rintocchi (5-7-8 per le donne e 5-7-9 per gli uomini) viene annunciato il decesso dei parrocchiani;
  • Campana della Messa (fusione fonderia f.lli Bozzoli di Genova), del 1814, nota La3;
  • Campana di mezzogiorno (fusione fonderia f.lli Bozzoli di Genova), del 1814, nota Sol3;
  • Campanassa (fusione fonderia f.lli Boero fu Benedetto di Genova), del 1891, nota Fa3.

Nella cella superiore si trova la campana maggiore che suona nelle maggiori festività:

  • Campanone dedicato a San Nicolò (fusione fonderia f.lli Boero di Genova), del 1878, nota Mi3.

Nel campanile a mare sono installate 8 campane in sol3, così suddivise: le 4 campane maggiori dotate di inceppatura controbilanciata (Sol3-La3-Si3-Do4) nella cella inferiore e le 4 minori fisse (Re4-Mi4-Fa#4-Sol4) nella cella superiore (le prime 6 realizzate dalla fonderia Capanni di Castelnuovo Monti, le ultime 2 nel 1987 dalla fonderia Mazzola).

Terminata l'epopea napoleonica, il 28 novembre del 1814 giunsero le prime 3 campane della fonderia fratelli Bozzoli di Genova (Fa3 - Sol3 - La3). Nel 1877 la campana maggiore si incrinò, venne inviata alla fonderia fratelli Boero fu Benedetto di Genova, per essere rifusa. Giunse nuovamente a Pietra Ligure per la fine dell'anno e fu installata sulla torre a monte, ma mentre suonava per la festa dell'Epifania, si staccò dal ceppo sfracellandosi sul sagrato.

Il prevosto don Giovanni Bado ricevette l'offerta da due famiglie nobili pietresi che si accollarono di rifondere una nuova campana maggiore di dimensioni maggiori (1040 kg) ed unitamente la campana minore. Queste 2 nuove campane giunsero a Pietra Ligure nel 1878, dopo la benedizione (28 febbraio) la campana minore - detta "dell'agonia - fu installata nel campanile a monte, mentre il nuovo campanone sulla nuova torre a mare. Narra una tradizione orale che per sollevare il campanone con corde e paranchi, sulla cella della nuova torre, si offrirono 12 marinai pietresi. Quando ebbero terminata la loro fatica il parroco don Bado chiese cosa volessero e questi chiesero di poter avere il suono del nuovo campanone al loro funerale. Così avvenne per tutti e 12, e anche l'ultimo Dondo Pedro, (classe 1847) deceduto il 13 gennaio del 1929, ebbe il privilegio del suono del campanone.

Nel 1891 in occasione del primo centenario dalla benedizione della nuova chiesa parrocchiale venne benedetta la nuova campana maggiore realizzata dalla fonderia f.lli Boero di Genova, che sostituiva la precedente caduta nel 1877. Nel 1964 il campanone veniva spostato dalla cella inferiore della torre a mare a quella superiore della torre a monte, veniva rifatto il nuovo castello metallico e anche le campane minori venivano spostate dalla loro posizione. In tale occasione il complesso veniva elettrificato.

Nel 1986 con l'approssimarsi del secondo centenario la ditta Trebino di Uscio fornì un complesso di 8 campane in sol3 che presero posto nel campanile a mare.

Il 28 novembre 2014 è stato ricordato il bicentenario della installazione delle prime 3 campane nel campanile a monte, ad opera di don Pio Bonorino, OFM, allora prevosto. Per l'occasione, nel corso della Celebrazione Eucaristica di ringraziamento domenica 30 novembre, monsignor Ennio Bezzone, attuale prevosto, ha benedetto e dedicato a Nostra Signora di Guadalupe, una nuova campana in Si4, opera e dono del mastro campanaro Erich Bertot, di Forno Canavese (TO). La campana è stata installata nella cella superiore della torre a mare e viene suonata manualmente a distesa per segnalare l'inizio delle funzioni.

l' 8 luglio 2015 il Cardinale Jean louis Tauran, Camerlengo di SRC e Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha solennemente aperto il Decennale in Preparazione al Quinto Centenario del Miracolo di San Nicolò che si celebrerà nel 2025.

Il 4 luglio 2016, su desiderio dell'attuale prevosto, è stato riportato in basilica il corpo di don Giovanni Bado il parroco che detiene il primato di ministero nella parrocchia.

Il prevosto Bado (1822-1896) era denominato già in vita dai pietresi il "santo prevosto" a motivo della sua santità di vita, del suo zelo sacerdotale, della sua bontà e della sua carità verso i poveri; fu prevosto di San Nicolò dal 1 gennaio 1850 alla morte, avvenuta il 2 marzo 1896, ed è stato il maggiore artefice del completamento della basilica mediante tutti gli affreschi, le statue e l'erezione del primo altare maggiore, distrutto negli anni sessanta del secolo scorso e sostituito con l'attuale nel 2010.

La sua tomba si trova, dal 5 luglio 2016, presso l'Altare del Sacramento alla sinistra dell'altare maggiore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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