Arturo Dell'Oro

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Arturo Dell'Oro
Arturo Dell'Oro MDM.png
7 settembre 1896 – 1º settembre 1917
Nato a Vallenar, (Cile)
Morto a Cielo di Belluno
Cause della morte caduto in combattimento
Luogo di sepoltura Cimitero di Belluno
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Regio Esercito
Arma Aeronautica
Corpo Corpo Aeronautico
Specialità caccia
Reparto 83ª Squadriglia
Anni di servizio 1915-1917
Grado Sergente pilota
Guerre Prima guerra mondiale
Decorazioni qui
Dati tratti da Piccola galleria di grandi aviatori italiani[1]
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Arturo Dell'Oro (Vallenar, 7 settembre 1896Cielo di Belluno, 1º settembre 1917) è stato un aviatore italiano, pilota da caccia dell'83ª Squadriglia durante la prima guerra mondiale, fu decorato con Medaglia d'oro al valor militare alla memoria per il coraggio dimostrato in combattimento.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Vallenar (Cile)[2] il 7 settembre 1896, da una famiglia emigrata in America del Sud per cercare fortuna. Il padre era nato a Vagna, mentre la madre era di Pallanza. Dopo aver frequentato le scuole elementari, giovanissimo iniziò a collaborare con i genitori nella gestione della piccola vigna che suo padre aveva impiantato, con grande fatica, nella fertilissima valle del Rio Huasco. Nei primi giorni del mese di maggio del 1915, avuto notizia dell'imminente ingresso in guerra dell'Italia, si recò a Valparaíso, dove nel frattempo era stato costituito un Comitato per il reclutamento dei giovani destinati al fronte europeo. Arruolatosi subito si imbarcò quello stesso giorno su un piroscafo che fece rotta verso Genova. Arrivato in Italia si arruolò tra i volontari del Corpo Aeronautico,[1] una nuova specialità allora inquadrata nell'Arma del Genio del Regio Esercito. Dopo aver completato il corso di pilotaggio e conseguito il relativo brevetto di pilota aviatore, venne destinato a prestare servizio nella 2ª Sezione dell'83ª Squadriglia Caccia. Presso questo reparto si distinse subito eseguendo rischiosissime missioni di contrasto alle frequenti, e numerose, incursioni nemiche. Nel novembre 1915 gli fu assegnata una Medaglia d’argento al valor militare per un'azione eseguita nel cielo della Val Clusa (Bellunese), e qualche tempo dopo ricevette anche una promozione per merito di guerra al grado di Sergente. Il 1º settembre 1917[2] nei cieli di Belluno, per conseguire l'abbattimento di un Hansa-Brandenburg C.I[3] austriaco, non esitò a gettarsi con il proprio velivolo contro quello nemico dopo che la mitragliatrice gli si era inceppata,[1] sacrificando la sua vita.[1] La sua salma, e quelle dei due aviatori austriaci da lui abbattuti, al termine delle esequie a cui prese parte una folta rappresentanza popolare, furono solennemente traslate nel cimitero di Belluno. Per questa azione gli venne assegnata la Medaglia d'oro al valor militare[2] alla memoria, massima decorazione militare italiana.

Alla sua memoria, il 19 giugno 1921, gli fu intitolato il Campo d'Aviazione di Pisa San Giusto, mentre qualche tempo dopo avvenne lo stesso per l'Aeroporto di Belluno. Molte sono le strade a lui intitolate sia in Italia che in Cile. Nel paese sudamericano gli fu intitolata anche la Scuola Italiana di Valparaiso, ubicata in Avenida Pedro Montt.[4]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«Audacissimo pilota da caccia, infaticabilmente sorvolando le alte vette del Cadore, ardito fra gli arditi, piuttosto che rinunciare alla vittoria, si slanciava contro un velivolo nemico e lo abbatteva coll'urto, precipitando insieme col vinto; esempio altissimo di coraggio e di mirabile abnegazione. Cielo di Belluno, 1º settembre 1917[5]»
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Ardito e ottimo pilota d'aeroplano, nonostante le pessime condizioni atmosferiche, compì una lunga ricognizione sul nemico. Con il motore funzionante irregolarmente, impossibilitato ad orientarsi a causa della bussola gelata, dovè scendere a bassa quota in territorio nemico. Benché fatto segno dal violento fuoco degli antiaerei, con mirabile calma rintracciò la via del ritorno, riuscendo ad atterrare, per quanto fuori campo, in territorio nostro. Nonostante il vivo fuoco degli antiaerei che colpirono il suo velivolo, eseguì una riuscita ricognizione, offendendo contemporaneamente, con frecce, una colonna nemica. Durante un'altra ricognizione, scorto un aeroplano avversario, lo attaccò arditamente, costringendolo ad atterrare fuori campo, probabilmente danneggiato dal suo fuoco. Klause-Valle del Vippacco, 12-25 novembre 1915.»
avanzamento per merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria avanzamento per merito di guerra

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Petrarulo 1961, p. 36
  2. ^ a b c Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare 1969, p. 14
  3. ^ Si trattava dell'esemplare matricola 69.29 appartenente alla Flik 45/D, il cui equipaggio era composto dal pilota Korp. Franz Stanislav, e dall'osservatore Lt. I.d.R. Leopold Müller.
  4. ^ Il 1º febbraio 2007, data in cui è stato pubblicato nel Diario Oficial il decreto n. 385 del Ministero dell'Educazione cileno, la sede della gloriosa Istituzione Culturale è stata proclamata “monumento nazionale”.
  5. ^ Conferitagli il 3 gennaio 1918.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Gentili, Paolo Varriale, I reparti dell'Aviazione italiana nella Grande Guerra, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1999.
  • Alessandro Fraschetti, La prima organizzazione dell'Aeronautica Militare in Italia 1884-1925, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1986.
  • Michele Petrarulo, Piccola galleria di grandi aviatori italiani, Roma, Editrice Cielo, 1961.
  • Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, Testi delle motivazioni di concessione delle Medaglie d'Oro al Valor Militare, Roma, Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, 1969.
  • Paolo Varriale, I caduti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 2014.