Arcidiocesi di Melitene

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Melitene
Sede arcivescovile titolare
Archidioecesis Melitenaea
Patriarcato di Costantinopoli
Sede titolare di Melitene
Mappa della diocesi civile del Ponto (V secolo)
Arcivescovo titolare sede vacante
Istituita XVIII secolo
Stato Turchia
Arcidiocesi soppressa di Melitene
Diocesi suffraganee Arca, Cucuso, Arabisso, Ariaratia, Comana
Eretta ?
Soppressa ?
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

L'arcidiocesi di Melitene (in latino: Archidioecesis Melitenaea) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Melitene, corrispondente alla città di Malatya nell'odierna Turchia, è l'antica sede metropolitana della provincia romana dell'Armenia Seconda nella diocesi civile del Ponto e nel patriarcato di Costantinopoli.

Il Vetus Martyrologium Romanum ricorda il martire Polieucto (15 febbraio), che subì la persecuzione all'epoca dell'imperatore Decio; i martiri Ermogene, Caio, Espedito, Aristonico, Rufo e Galata (19 aprile); i soldati martiri Eudossio, Zenone, Macario e soci (5 settembre) e i santi Gerone, Nicandro, Esichio e altri (7 novembre), che morirono tutti per le persecuzioni ordinate da Diocleziano.

Nella Notitia Episcopatuum dello pseudo-Epifanio, composta durante il regno dell'imperatore Eraclio I (circa 640), la sede di Melitene è elencata al 13º posto nell'ordine gerarchico delle metropolie del patriarcato di Costantinopoli[1]; e le sono attribuite cinque diocesi suffraganee: Arca, Cucuso, Arabisso, Ariaratia e Comana.[2]

Nella Notitia Episcopatuum attribuita all'imperatore Leone VI (inizio X secolo) la metropolia di Melitene con le sue suffraganee sono assenti, a causa dell'occupazione araba della regione. Ciò è confermato dalle cronotassi, dove nessun vescovo dell'Armenia Seconda è noto dopo il VII secolo. La sede di Melitene fu ricostituita quando la città venne liberata dagli arabi nel 934; la metropolia ricompare nella Notitia attribuita a Giovanni Zimisce verso la fine del X secolo[3].

Melitene divenne una importante sede della Chiesa ortodossa siriaca, i cui vescovi sono attestati dal VII al XII secolo nella Cronaca di Michele il Siro.[4] Nel vicino monastero di Mar Barsauma ebbero la loro sede i patriarchi giacobiti dal 1034 al 1293.

Oggi Melitene sopravvive come sede arcivescovile titolare; la sede è vacante dal 13 aprile 1967.

Cronotassi degli arcivescovi greci[modifica | modifica wikitesto]

  • Sant'Eupsichio † (circa 238 - circa 244)
  • Sant'Acacio I † (menzionato nel 250 circa)
  • Uranio † (menzionato nel 363)
  • Otreio I † (prima del 366 - dopo il 382)
  • Letoio † (menzionato nel 390 circa)
  • Sant'Acacio II † (prima del 431 - dopo il 438)
  • Sinodio †
  • Costantino † (prima del 448 - dopo il 451)
  • Otreio II † (menzionato nel 457 circa)
  • Zaccaria † (menzionato nel 518 circa)
  • Eulogio † (menzionato nel 520 circa)
  • Mama † (menzionato nel 536)
  • Palladio † (menzionato nel 553)
  • San Domiziano † (? - 11 gennaio 601 deceduto)
  • Teodoro I † (menzionato nel 680)
  • Teodoro II † (menzionato nel 998)
  • Giovanni † (menzionato nel 1027)
  • Niceforo † (menzionato nel 1028)

Cronotassi degli arcivescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gelzer, op. cit., p. 534, nº 20.
  2. ^ Gelzer, op. cit., p. 538, nnº 206-212.
  3. ^ Gelzer, op. cit., p. 569, nº 24.
  4. ^ Chronique de Michel le Syrien, ed. Jean-Baptiste Chabot, vol. III, 1905, p. 494. Revue de l'Orient Chrétien, 1901, p. 201.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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