Archivio di Stato di Ravenna

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Archivio di Stato di Ravenna
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
CittàRavenna
Indirizzopiazzetta dell'Esarcato, 1 - 48121, Ravenna
Sedeex complesso benedettino di San Vitale
Dati generali
Tipologia giuridica conservatorepubblico
Tipologia funzionaleArchivio di Stato
SANscheda SAN
Sito web ufficiale e Sito web ufficiale

Coordinate: 44°25′13.86″N 12°11′43.05″E / 44.420516°N 12.195293°E44.420516; 12.195293

L'Archivio di Stato di Ravenna è l'ufficio periferico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che per legge[1] conserva la documentazione storica prodotta dagli enti pubblici della provincia di Ravenna e per deposito volontario, custodia temporanea, donazione o acquisto ogni altro archivio o raccolta documentaria di importanza storica.

Dal 2008 l'Archivio ha sede in un corpo di fabbrica dell’ex complesso benedettino di San Vitale, anticamente adibito a magazzino, inserito all'interno di una vasta area definita "Cittadella della cultura", dove trovano ospitalità diversi altri istituti culturali.

Dal 1965 ha alle sue dipendenze la Sezione di Archivio di Stato di Faenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Archivio di Stato di Ravenna, istituito come sezione di Archivio di Stato con decreto ministeriale 15 maggio 1941, divenne Archivio di Stato a seguito del D.P.R.. 30 settembre 1963, n. 1409. Riunì inizialmente i fondi archivistici conservati sino a quel momento presso la Biblioteca comunale Classense: corporazioni religiose, parte degli antichi archivi giudiziari, legazioni di Romagna e di Ravenna, insieme con l'archivio storico comunale. Il deposito di quest'ultimo fu però ritirato dal Comune di Ravenna nel 1956, in occasione del trasferimento della sezione nell'edificio dei chiostri già facenti parte del Convento di San Francesco.

Con il trasferimento in una sede più ampia nel 1966, l'Archivio è stato messo in condizione di raccogliere e riunire un considerevole numero di archivi di uffici ed enti pubblici, insieme a qualche archivio privato, della città e del distretto di Ravenna (con Alfonsine e Cervia), nonché dei territori dell'antica Romagna estense (Bagnacavallo, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda, Sant'Agata sul Santerno) che dal 1598 (anno della devoluzione di Ferrara) al 1859 avevano fatto parte della Legazione di Ferrara.

Si segnala inoltre la presenza di fondi di epoca post unitaria fondamentali per la ricostruzione delle vicende della storia della provincia quali la Prefettura e la Questura, oltre all'archivio del Genio civile di Ravenna, che conserva anche il materiale dell'ingegnere in capo d'acque e strade del Dipartimento del Rubicone e dell'ingegnere della Legazione apostolica di Ravenna. E' conservata anche la documentazione catastale proveniente dall'Ufficio tecnico erariale di Ravenna e dagli Uffici distrettuali delle imposte dirette di Ravenna e Lugo di Romagna, insieme con gli archivi notarili. L'Archivio di Stato ha in deposito, tra gli altri, l'archivio della Provincia di Ravenna, l'archivio dell'Ospedale di Santa Maria delle croci, istituti uniti e altre opere pie e l'archivio della Camera di commercio, industria, artigianato, agricoltura di Ravenna.[2][3]

Patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

La documentazione è strettamente complementare non solo con quella dell'archivio storico comunale, ma anche con quella del ricco archivio storico diocesano: con quest'ultimo, per il periodo più antico e fino alla fine del sec. XVIII, essa condivide la sfera d'influenza, che, al di là dei confini dell'attuale provincia, si estende a tutta la Romagna e a parte del Ferrarese e delle Marche.

Per la ricostruzione delle vicende della storia della provincia a partire dall'Unità si segnalano gli archivi della Prefettura e della Questura, oltre all'archivio del Genio civile di Ravenna, che conserva anche il materiale dell'ingegnere in capo d'acque e strade del Dipartimento del Rubicone e dell'ingegnere della Legazione apostolica di Ravenna. E' conservata anche la documentazione catastale proveniente dall'Ufficio tecnico erariale di Ravenna e dagli Uffici distrettuali delle imposte dirette di Ravenna e Lugo di Romagna, insieme con gli archivi notarili. L'Archivio di Stato ha in deposito, tra gli altri, l'archivio della Provincia di Ravenna, l'archivio dell'Ospedale di Santa Maria delle croci, istituti uniti e altre opere pie e l'archivio della Camera di commercio, industria, artigianato, agricoltura di Ravenna.[2][3]

Non sono più patrimonio dell'Archivio di Stato l'archivio del Comune di Sant'Agata sul Santerno (1527-1905), già conservato in deposito e ritirato dal Comune stesso nel 2001, e gli stemmi dei governi di Ravenna e di Romagna (1845-1955), restituiti alla Prefettura di Ravenna nel 2004 e di cui nel 1971 era stata curata l'intera riproduzione su diapositive a colori.[2][3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ DPR 1409/1963 e Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio
  2. ^ a b c Archivio di Stato di Ravenna, su SIAS - Sistema informativo degli Archivi di Stato.
  3. ^ a b c Archivio di Stato di Ravenna, su Sistema Guida generale degli archivi di Stato italiani.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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