Antonio Fradeletto

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Antonio Fradeletto
Antonio Fradeletto.jpg

Ministro per le terre liberate dal nemico
Durata mandato 19 gennaio 1919 –
23 giugno 1919
Monarca Vittorio Emanuele III di Savoia
Capo del governo Vittorio Emanuele Orlando
Predecessore nessuno
Successore Cesare Nava
Legislature XXIV

Senatore del Regno d'Italia
Legislature dalla XXV
Sito istituzionale

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXI, XXII, XXIII, XXIV
Gruppo
parlamentare
Radicali (XXI-XXIII), Moderati (XXIV)
Collegio Venezia III
Sito istituzionale

Dati generali
Titolo di studio Laurea in lettere e filosofia
Università Marco Foscarini (An. Convitto) e Università degli Studi di Padova
Professione Docente universitario

Antonio Fradeletto (Venezia, 4 marzo 1858Roma, 5 marzo 1930) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da Regina Fradeletto e da padre ignoto, passò l'infanzia presso la nonna materna. A undici anni entrò nel collegio "Marco Foscarini" grazie a un sussidio per merito che gli garantì di studiare sino alla laurea in lettere e filosofia, conseguita brillantemente all'università degli Studi di Padova (1880). Nel periodo trascorso all'ateneo pubblicò diversi articoli di cultura nel quotidiano Il giornale di Padova.

Dopo pochi giorni dalla laurea ottenne la cattedra di lettere italiane presso la Scuola superiore di economia e commercio di Venezia. Durante gli anni ottanta continuò a occuparsi di cultura, collaborando con il quotidiano moderato La Venezia. Il 1885 segnò la sua entrata in politica, con la candidatura alle elezioni amministrative; ma il Fradeletto non fu eletto. Ci riprovò nel 1889 e riuscì a entrare nel Consiglio comunale della città lagunare negli anni della giunta guidata da Lorenzo Tiepolo.

Poco dopo Fradeletto entrò in contatto con Riccardo Selvatico, eletto sindaco nel 1890 a capo di una giunta molto varia, costituita da liberali di sinistra, conservatori e radicali. Pur non essendo investito di nessun preciso incarico amministrativo, il Fradeletto divenne uno degli animatori della vita culturale veneziana. Con Giovanni Bordiga, assessore alla pubblica istruzione, nel 1887 riuscì a organizzare la prima Esposizione nazionale di pittura e scultura (la futura Biennale), approvata ufficialmente dalla giunta nel 1893 e inaugurata nel 1895 alla presenza di Umberto I e Margherita di Savoia. Manterrà la carica fino al 1919. Nel 1900 fu eletto deputato con i radicali. Anticlericale, era massone secondo Antonio Gramsci (Quaderno 23, par. 48), ma il suo nome non risulta nelle liste del Grande Oriente d'Italia[1].

Fu ministro per le terre liberate dal nemico nel governo Orlando.

Fu sempre avverso a Giolitti: questi nel 1909 gli offrì il ministero della Pubblica istruzione, ma il Fradeletto lo rifiutò. Fu fatto senatore nel 1920.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 20 agosto 1903
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 30 giugno 1907

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Massoneria nella Grande Guerra, a cura di Aldo A. Mola, Roma, Bastogi, 2016, p. 262, nota 38.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN37130569 · ISNI (EN0000 0001 2278 4182 · SBN IT\ICCU\RAVV\078399 · LCCN (ENn88106371 · GND (DE118854100 · BNF (FRcb14409841c (data) · BAV (EN495/74377 · WorldCat Identities (ENlccn-n88106371