Anton Maria Zanetti (1706-1778)

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Riproduzione dell'autoritratto della lapide funeraria di A.M. Zanetti il Giovane (1706-1778)

Anton Maria Zanetti il Giovane (Venezia, 1706Venezia, 1778) è stato un bibliotecario e critico d'arte italiano, erudito e storiografo veneziano, cultore di lingue antiche e di arti pittoriche.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Alessandro Zanetti nobile veneziano e della milanese Antonia Limonti, Anton Maria nasce nel 1706 e si forma a bottega come pittore e incisore, abbinando studi scientifici ed umanistici presso i Gesuiti. Nel 1733 dà alle stampe la sua Descrizione delle pubbliche pitture di Venezia ed isole circonvicine ossia rinnovazione delle Ricche Miniere di M. B. coll'aggiunta di tutte le opere che vi sono dal 1674 al 1733 attraverso la quale lo Zanetti integra il compendio di Marco Boschini.

Dopo questa prima impresa storiografica, viene nominato nel 1737 custode della Biblioteca Marciana, condotta allora da Lorenzo Tiepolo, con l'incarico di compilare il catalogo dei manoscritti greci e latini. Con l'aiuto dell'ellenista vicentino Antonio Bongiovanni, lo Zanetti completa l'inventario dei manoscritti greci nel settembre 1738 e procede poi da solo alla compilazione di quelli latini fino al giugno del 1740. Il Senato della Repubblica pubblicherà il catalogo dei ms greci nel 1740 e quello dei ms latini nel 1741[1], ottenendo un immediato successo editoriale messo a profitto promuovendo in cambio del catalogo, la consegna di altri libri per accrescere i fondi della biblioteca, che in quel frangente metteva a disposizione degli eruditi, l'inventario delle opere greche del lascito del cardinal Bessarione[2].

Incoraggiato dall'Algarotti a realizzare per Venezia quello che il Bartoli ed il Bellori avevano fatto per Roma, pubblicando già nel 1680 Le pitture antiche del sepolcro de Nasonii nella Via Flaminia, disegnate, ed intagliate alla similtudine degli antichi originali, lo Zanetti, nel 1744 forma il propositio di raccogliere un catalogo degli affreschi veneziani nell'idea di preservarne la memoria stando il precoce decadimento a cui la pittura murale è soggetta. È così che nel 1760 pubblica le Varie pitture a fresco de'principali maestri veneziani corredate da illustrazioni di propria mano e di annotazioni precise circa l'ubicazione e lo stato di conservazione.

Nel 1773 viene incaricato dal Consiglio dei Dieci di stendere una lista di tutte le opere pittoriche custodite nella città e nelle isole della Laguna, prevedendo anche la creazione di elenchi da consegnarsi agli amministratori di tali beni.

Nel 1771 si dedica ad un altro importante inventario sulle smisurate bellezze di Venezia, Della Pittura Veneziana libri cinque concepito in senso cronologico a partire dal XIV secolo.

Nel 1740 la giovane Maria Teresa d'Asburgo permette a Trieste di diventare uno dei principali porti d'Europa e, sull'onda di una rinnovata vitalità, apre nel 1748 la prima bottega del caffè nella vicina Venezia. Il caffè penetra rapidamente nella società, divenendo una bevanda di culto. Lo stesso Carlo Goldoni dedicò una delle sue commedie più celebri "Il ricco insidiato" ad Anton Maria Zanetti e sempre a lui dedica anche la simpatica caricatura del personaggio principale della commedia "La Bottega del Caffè".

Le sue raccolte sono preziose testimonianze di opere oggi perdute, come gli affreschi di Giorgione e Tiziano al Fondaco dei Tedeschi.

Rimase custode della Biblioteca nazionale Marciana fino alla sua morte; suo successore fu Iacopo Morelli.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giannantonio Moschini, Della letteratura veneziana del secolo XVIII fino a' nostri giorni, Tomo secondo, Venezia, 1806, pag. 8. Si veda pure la scheda del sito della Marciana citato tra i Collegamenti esterni
  2. ^ Borroni, cit., pag. 11

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabia Borroni, I due Anton Maria Zanetti, Biblioteca degli eruditi e dei bibliofili, XVII, Firenze, Sansoni, 1956
  • Alessandra Fregolent, Giorgione, Electa, Milano 2001. ISBN 88-8310-184-7
  • Chiara Piva, Anton Maria Zanetti e la tradizione della tutela delle opere d'arte a Venezia: dalla critica d'arte all'attività sul campo, in: "Quaderni di Venezia Arti", nº 1, Il restauro come atto critico. Venezia e il suo territorio. Atti della giornata di studi (Venezia, Ca' Foscari, 27 marzo 2012), Venezia, Edizioni Ca' Foscari-Digital Publishing, 2014 ISBN 978-88-97735-73-1

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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