Antoinette Fouque

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Antoinette Fouque (Marsiglia, 1º ottobre 1936Parigi, 20 febbraio 2014) è stata una psicanalista e politica francese, decorata con la Legion d'onore e fondatrice della “Editions de Femmes” nel 1973[1].

Pensatrice della differenza sessuale, il suo pensiero si caratterizza per il tentativo di definire il pensiero femminile, all'interno del pensiero della differenza di genere[2]. In Italia è stato pubblicato il suo libro I sessi sono due (Milano, Pratiche, 1999).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Antoinette Fouque nacque a Marsiglia nel 1936. Suo padre Alexis Grugnardi, era un sindacalista corso; sua madre, di origine italiana, emigrò dalla Calabria in Francia per motivi economici e si stabilì in un quartiere popolare di Marsiglia.[3] Dopo gli studi di letteratura ad Aix-en-Provence, divenne insegnante, sposò René Fouque ed ebbe una figlia, Vincente, nel 1964. Si trasferì poi a Parigi per studiare letteratura alla Sorbona. Questa situazione la rese consapevole delle difficoltà che le donne incontrano quando sono madri e sposate, specialmente nell'ambiente intellettuale,[4][5] e la convinse dell'irriducibile differenza tra i generi e della specifica competenza delle donne nella gestazione.[6]

Negli anni 1960 si iscrisse all'EPHE per una tesi sulle avanguardie letterarie, lavoro che non terminò mai secondo quanto lei stessa affermava, preferendo l'impegno militante per le donne, ma ottenendo un diploma di studi superiori con Roland Barthes.[7] Fu durante un seminario di Barthes, nel gennaio 1968, che incontrò Monique Wittig.[7] Inorridita dal sessismo che circondava gli ambienti intellettuali e attivisti durante il maggio 1968[4], decise di impegnarsi nel movimento femminista partecipando assieme a Monique Witting in uno dei vari gruppi che alla fine si riunirono a formare il Mouvement de libération des femmes (MLF), i cui primi eventi pubblici risalgono al 1970.[8] All'interno di FML Antoinette Fouque conduce il gruppo "Psicoanalisi e politica", un luogo di incontro e di dibattito a favore della liberazione delle donne in una prospettiva sia psicoanalitica che rivoluzionaria. Nell'aprile 1971 firmò il Manifesto delle 343 per il diritto all'aborto.[9] Nel 1974 ha contribuì a fondare "Éditions des femmes", finanziato da Sylvina Boissonnas, "un'erede della famiglia Schlumberger", che ha stampato opere per il movimento femminista.[3] Nell'ottobre 1979 registrò il nome MLF come marchio di proprietà del suo gruppo[10], suscitando polemiche: Simone de Beauvoir scrisse contro questa appropriazione del nome da parte di un singolo gruppo.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Theodore Zeldin. 1999; Oriana Palusci, Tangram Ediz. Scientifiche
  2. ^ ricercaitaliana.it
  3. ^ a b (FR) Élisabeth Roudinesco, La bataille de cent ans: 1925-1985, Éditions du Seuil, 1986.
  4. ^ a b (FR) Antoinette Fouque (2/5), in France Culture. URL consultato il 22 gennaio 2017.
  5. ^ (FR) Sylvie Chaperon, La radicalisation des mouvements féminins Français de 1960 à 1970, in Vingtième Siècle. Revue d'histoire, vol. 48, nº 1, Persée, 1995, pp. 61-74, DOI:10.2307/3770213. URL consultato il 13 gennaio 2019.
  6. ^ (FR) Antoinette Fouque, Génération MLF, Éditions des femmes, 2008, p. 16, ISBN 272100557X.
  7. ^ a b (FR) Christophe Bourseiller, Entretiens avec Christophe Bourseiller, Bourin éditeur, 2009.
  8. ^ (FR) Laure Daussy, Michelle Perrot: «Antoinette a un petit côté sectaire», in Le Figaro, 9 ottobre 2008.
  9. ^ (FR) La liste des 343 Françaises qui ont le courage de signer le manifeste "Je me suis fait avorter", su L'OBS. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  10. ^ Claire Duchen, Feminism in France, From May 68 to Mitterrand, Routledge and Kegan Paul, London, 1986
  11. ^ Chroniques d'une imposture, du MLF à une marque commerciale, Introduction by Simone de Beauvoir, Voix Off, Paris, 1981.

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