Anno 2000 - La corsa della morte

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Anno 2000 - La corsa della morte
Death Race 2000.JPG
Una scena del film
Titolo originale Death Race 2000
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1975
Durata 80 min
Rapporto 1.85 : 1
Genere azione, commedia, fantascienza
Regia Paul Bartel
Soggetto Ib Melchior
Sceneggiatura Robert Thom, Charles Griffith
Produttore Roger Corman
Fotografia Tak Fujimoto
Montaggio Tina Hirsch Dreville
Effetti speciali Richard MacLean
Musiche Paul Chihara
Scenografia Robin Royce, Beala Neel Kohout
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Anno 2000 - La corsa della morte (Death Race 2000) è un film del 1975 diretto da Paul Bartel e prodotto da Roger Corman.

Ha ispirato i videogiochi Death Race e Carmageddon. Nel 1978 fu girato un sequel del film, diretto da Allan Arksun, intitolato I gladiatori dell'anno 3000. Bartel girò sempre nel 1975 un film simile, intitolato Cannonball. Nel 2008 è uscito il remake, intitolato Death Race, diretto da Paul W. S. Anderson. Nel 2017 è uscito il sequel Death Race 2050 diretto da G. J. Echternkamp e prodotto da Roger Corman.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 gli Stati Uniti d'America non esistono più, distrutti da una grave crisi finanziaria e da un colpo di stato nazista. Al loro posto ci sono le Province Unite d'America, governate da un Presidente che si crede Dio.

Dato che le guerre non esistono più, per dar sfogo alla naturale violenza insita nel genere umano il potere organizza annualmente una cruenta corsa automobilistica transcontinentale, la Transcontinental Road Race, in cui vince chi travolge e uccide i passanti, meglio se anziani e bambini.

Nel 2000 la corsa giunge alla ventesima edizione, e vi partecipano i cinque migliori piloti del mondo: il misterioso e plurincidentato Frankenstein, il rozzo e violento "Machine Gun" Joe Viterbo, la bella Calamity Jane, la nazista Matilda e Nero the Hero. I piloti vengono presentati al pubblico da un esaltato telecronista e la gara ha inizio.

Un gruppo di ribelli, facenti parte della Resistenza, ha intenzione di sabotare la gara e di rapire Frankenstein, grande amico del Presidente. A capo del gruppo c'è Thomasina Paine, una donna anziana che è riuscita a far infiltrare la nipote Annie in veste di navigatrice di Frankenstein. Annie ha il delicato compito di rapire il pilota e di portarlo di fronte al Presidente per chiedere l'abolizione della corsa.

Ma Frankenstein nasconde un segreto: vuole anch'esso distruggere il Presidente e liberare il mondo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

La regia del film fu affidata da Roger Corman a Paul Bartel, dopo che questi aveva diretto la seconda unità di un film d'azione intitolato FBI e la banda degli angeli. Bartel si occupò in particolare delle scene con gli stuntman e delle scene d'azione riguardanti le automobili. Contento del suo lavoro, Corman propose a Bartel la regia di Anno 2000: La corsa della morte, e Bartel accettò.[1]

Sylvester Stallone scrisse alcuni dei dialoghi del suo personaggio[2].

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Durante le riprese del film ci furono dei disaccordi tra Bartel e Corman: il primo voleva realizzare infatti una commedia nera senza sequenze violente. Il secondo voleva un film d'azione violento con poca ironia.[1] Per questo, le sequenze in cui i pedoni vengono investiti dalle macchine furono girate da una seconda unità.[1]

Sia David Carradine che Sylvester Stallone hanno girato tutte le proprie scene di guida nel film[3].

Censura[modifica | modifica wikitesto]

Il film ottenne l'X-Rated dalla MPAA e Corman dovette tagliare e ammorbidire molte sequenze splatter[1]. In Italia invece fu distribuito col divieto ai minori di anni 18.

Sequel e remake[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha avuto due seguiti: I gladiatori dell'anno 3000 (1978) e Death Race 2050 (2017). Inoltre, del film è stato realizzato un remake Death Race (2008), il quale a sua volta ha avuto due prequel, Death Race 2 (2011) e Death Race 3 - Inferno (2012).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Autori vari, Intervista a Paul Bartel presente in Dossier Nocturno n.34 A morte Hollywood! Il cinema di Russ Meyer, Paul Bartel John Waters, Milano, Nocturno, 2005.
  2. ^ (EN) Dialoghi Stallone, Imdb Official Site. URL consultato il 9 maggio 2013.
  3. ^ (EN) Scene di guida, Imdb Official Site. URL consultato il 9 maggio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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