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Animali impuri

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Sow and five piglets.jpg

I seguaci di molte religioni pongono un tabù sul consumo o sulla manipolazione delle carni di determinati animali, tali animali sono denominati animali impuri. In alcune religioni, le persone che uccidono tali animali si devono purificare per eliminarne gli influssi negativi.

Ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Kasherut.

Secondo la religione ebraica, gli animali possono essere classificati come puri o impuri (dal punto di vista alimentare), in base a precise regole. Quasi nessuno degli animali puri (o impuri) è citato espressamente, ma ci si rifà appunto a regole generali. Ad esempio, il più noto animale impuro è il maiale, ma lo è anche il cavallo. Il primo perché non è un ruminante mentre il secondo per la mancanza di zoccolo spaccato[1].

Infatti i fessipedi, cioè animali con unghia fessa, comprendono i ruminanti e il maiale e sono tra l'altro i soli sensibili all'afta epizootica; il cavallo, il mulo e l'asino sono solipedi ed hanno un'unghia sola.

Islam[modifica | modifica wikitesto]

Anche nell'Islam certi animali possono ingenerare impurità rituale (hadath) in chi ne dovesse mangiare le carni

Sono pertanto considerate vietate e impure le carni di animali quali il maiale, il cinghiale, l'asino, il cavallo e il mulo. È riprovato (ma non vietato) mangiare le carni dei carnivori, dell'elefante e dell'orso, anche se esistono divergenze circa le carni degli animali "in grado di sbranare"[2] e che abbiano aggredito l'uomo, il consumo delle cui carni - secondo la scuola medinese che poi si cristallizzò nel Malikismo - sarebbe allora del tutto proibito.
Non esiste - islamicamente - nessuna avversione per i cani: qualsiasi atto di maltrattamento verso un cane o qualsiasi altra creatura vivente è assolutamente proibito, ed è considerato un peccato; se anche si tratta di necessità, come il difendersi da un animale pericoloso, bisogna evitare il più possibile di farlo soffrire. Una narrazione profetica ci informa che a una persona venne garantito il Paradiso solo per aver dato da bere - riempendo una sua scarpa con dell'acqua - a un cane che stava morendo di fame. E, al contrario, una donna fu condannata all'inferno per aver murato vivo un gatto finché non morì di fame e sete.

Alcune narrazioni profetiche che si trovano nelle raccolte tradizionali, che danno l'impressione di essere "contro" i cani, sono in realtà dirette a stabilire un rapporto più equilibrato con quegli animali: ai tempi dell'Arabia preislamica, le persone erano solite vivere a stretto contatto con i loro cani, al punto da arrivare a dormire con loro, mangiare negli stessi piatti, ecc. Per questo inizialmente il profeta Maometto diede delle indicazioni volte a por fine a questa eccessiva dimestichezza, ad esempio ingiungendo di lavare un certo numero di volte le stoviglie o i vestiti che fossero stati toccati da un cane. I sapienti delle quattro scuole giuridiche hanno opinioni diverse sull'impurità del cane: per alcuni è impura solo la saliva, per altri non è impuro né nel corpo né nella saliva, ma bisogna pulirsi perché il Messaggero di Allah così ha decretato.

Tuttavia, come si legge su un sito di regole islamico moderato, in un discreto italiano, a dimostrazione di una permanente ostilità antropologica di una parte del mondo islamico: "Il cane è uno degli animali più impuri. L'impurità del cane può essere pulita soltanto lavando il contenitore (leccato dal cane) per sette volte, una delle quali con la terra. Persino il porco, che Allah (*[3]) ha dichiarato illecito e impuro nel Sublime Corano, non è giunto allo stesso livello (di impurità del cane). Perciò, i cani sono impuri e sporchi. Nonostante ciò, vediamo molte persone Musulmane inventare inutili scuse per giustificare il fatto di seguire i modi di vita dei miscredenti, ai quali piacciono le cose haram (impure, illecite), e che prendono dei cani come se fossero giocattoli, senza alcuna necessità. Essi prendono dei cani e li lavano, nonostante essi non possano mai risultare “puliti”, anche se si usasse, per lavarli, tutta l'acqua del mare, poiché la loro impurità è un'impurità fisiologica. Inoltre, i proprietari dei cani spendono molto denaro per mantenerli, e questo è denaro sprecato. Il Profeta (*) ha proibito di sprecare i soldi."

Discorso analogo per il maiale: il fatto che sia proibito cibarsene non significa affatto che sia un animale "maledetto", o che possa venire maltrattato: la crudeltà, l'oppressione e la negazione dei diritti di ogni creatura è un peccato ed è proibita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Sacra Bibbia, Levitico 11 - La Sacra Bibbia - Levitico11 (C.E.I.)
  2. ^ Ḥayawān muftaris.
  3. ^ L'asterisco equivale alla consueta eulogia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Il "Mukhtaṣar" o Sommario del diritto malechita di Khalīl ibn Isḥāq, vol. I a cura di Ignazio Guidi, Milano, U. Hoepli, 1919.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sami A. Aldeeb Abu-Sahlieh, [1] I divieti alimentari presso gli ebrei, i cristiani e i musulmani (in francese)