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Animali impuri

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Sow and five piglets.jpg

I seguaci di molte religioni pongono un tabù sul consumo o sulla manipolazione delle carni di determinati animali, tali animali sono denominati animali impuri. In alcune religioni, le persone che uccidono tali animali si devono purificare per eliminarne gli influssi negativi.

Ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Kasherut.

Secondo la religione ebraica, gli animali possono essere classificati come puri o impuri (dal punto di vista alimentare), in base a precise regole. Quasi nessuno degli animali puri (o impuri) è citato espressamente, ma ci si rifà appunto a regole generali. Ad esempio, il più noto animale impuro è il maiale, ma lo è anche il cavallo. Il primo perché non è un ruminante mentre il secondo per la mancanza di zoccolo spaccato[1].

Infatti i fessipedi, cioè animali con unghia fessa, comprendono i ruminanti e il maiale e sono tra l'altro i soli sensibili all'afta epizootica; il cavallo, il mulo e l'asino sono solipedi ed hanno un'unghia sola.

La Bibbia fa una lunga lista degli animali che possono essere mangiati nel Leitico....

LEVITICO 11 -

"Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: Riferite agli Israeliti. Questi sono gli animali che potrete mangiare fra tutte le bestie che sono sulla terra. Potrete mangiare d'ogni quadrupede che ha l'unghia bipartita, divisa da una fessura, e che rumina. Ma fra i ruminanti e gli animali che hanno l'unghia divisa, non mangerete i seguenti: il cammello, perché rumina, ma non ha l'unghia divisa, lo considererete immondo; l'ìrace, perché rumina, ma non ha l'unghia divisa, lo considererete immondo; la lepre, perché rumina, ma non ha l'unghia divisa, la considererete immonda; il porco, perché ha l'unghia bipartita da una fessura, ma non rumina, lo considererete immondo. Non mangerete la loro carne e non toccherete i loro cadaveri; li considererete immondi. Questi sono gli animali che potrete mangiare fra tutti quelli acquatici. Potrete mangiare quanti hanno pinne e squame, sia nei mari, sia nei fiumi. Ma di tutti gli animali, che si muovono o vivono nelle acque, nei mari e nei fiumi, quanti non hanno né pinne né squame, li terrete in abominio. Essi saranno per voi in abominio; non mangerete la loro carne e terrete in abominio i loro cadaveri. Tutto ciò che non ha né pinne né squame nelle acque sarà per voi in abominio. Fra i volatili terrete in abominio questi, che non dovrete mangiare, perché ripugnanti: l'aquila, l'ossìfraga e l'aquila di mare, il nibbio e ogni specie di falco, ogni specie di corvo, lo struzzo, la civetta, il gabbiano e ogni specie di sparviere, il gufo, l'alcione, l'ibis, il cigno, il pellicano, la fòlaga, la cicogna, ogni specie di airone, l'ùpupa e il pipistrello. Sarà per voi in abominio anche ogni insetto alato, che cammina su quattro piedi. Però fra tutti gli insetti alati che camminano su quattro piedi, potrete mangiare quelli che hanno due zampe sopra i piedi, per saltare sulla terra. Perciò potrete mangiare i seguenti: ogni specie di cavalletta, ogni specie di locusta, ogni specie di acrìdi e ogni specie di grillo. Ogni altro insetto alato che ha quattro piedi lo terrete in abominio! Per i seguenti animali diventerete immondi: chiunque toccherà il loro cadavere sarà immondo fino alla sera e chiunque trasporterà i loro cadaveri si dovrà lavare le vesti e sarà immondo fino alla sera. Riterrete immondo ogni animale che ha l'unghia, ma non divisa da fessura, e non rumina: chiunque li toccherà sarà immondo. Considererete immondi tutti i quadrupedi che camminano sulla pianta dei piedi; chiunque ne toccherà il cadavere sarà immondo fino alla sera. E chiunque trasporterà i loro cadaveri si dovrà lavare le vesti e sarà immondo fino alla sera. Tali animali riterrete immondi. Fra gli animali che strisciano per terra riterrete immondi: la talpa, il topo e ogni specie di sauri, il toporagno, la lucertola, il geco, il ramarro, il camaleonte. Questi animali, fra quanti strisciano, saranno immondi per voi; chiunque li toccherà morti, sarà immondo fino alla sera. Ogni oggetto sul quale cadrà morto qualcuno di essi, sarà immondo: si tratti di utensili di legno o di veste o pelle o sacco o qualunque altro oggetto di cui si faccia uso; si immergerà nell'acqua e sarà immondo fino alla sera; poi sarà mondo. Se ne cade qualcuno in un vaso di terra, quanto vi si troverà dentro sarà immondo e spezzerete il vaso. Ogni cibo che serve di nutrimento, sul quale cada quell'acqua, sarà immondo; ogni bevanda di cui si fa uso, qualunque sia il vaso che la contiene, sarà immonda. Ogni oggetto sul quale cadrà qualche parte del loro cadavere, sarà immondo; il forno o il fornello sarà spezzato: sono immondi e li dovete ritenere tali. Però, una fonte o una cisterna, cioè una raccolta di acqua, sarà monda; ma chi toccherà i loro cadaveri sarà immondo. Se qualcosa dei loro cadaveri cade su qualche seme che deve essere seminato, questo sarà mondo; ma se è stata versata acqua sul seme e vi cade qualche cosa dei loro cadaveri, lo riterrai immondo. Se muore un animale, di cui vi potete cibare, colui che ne toccherà il cadavere sarà immondo fino alla sera. Colui che mangerà di quel cadavere si laverà le vesti e sarà immondo fino alla sera; anche colui che trasporterà quel cadavere si laverà le vesti e sarà immondo fino alla sera. Ogni essere che striscia sulla terra è un abominio; non se ne mangerà. Di tutti gli animali che strisciano sulla terra non ne mangerete alcuno che cammini sul ventre o cammini con quattro piedi o con molti piedi, poiché sono un abominio. Non rendete le vostre persone abominevoli con alcuno di questi animali che strisciano; non vi rendete immondi per causa loro, in modo da rimaner così contaminati. Poiché io sono il Signore, il Dio vostro. Santificatevi dunque e siate santi, perché io sono santo; non contaminate le vostre persone con alcuno di questi animali che strisciano per terra. Poiché io sono il Signore, che vi ho fatti uscire dal paese d'Egitto, per essere il vostro Dio; siate dunque santi, perché io ssono santo. Questa è la legge che riguarda i quadrupedi, gli uccelli, ogni essere vivente che si muove nelle acque e ogni essere che striscia per terra, perché sappiate distinguere ciò che è immondo da ciò che è mondo, l'animale che si può mangiare da quello che non si deve mangiare."

Islam[modifica | modifica wikitesto]

Anche nell'Islam certi animali possono ingenerare impurità rituale (hadath) in chi ne dovesse mangiare le carni

Sono pertanto considerate vietate e impure le carni di animali quali il maiale, il cinghiale, l'asino, il cavallo e il mulo. È riprovato (ma non vietato) mangiare le carni dei carnivori, dell'elefante e dell'orso, anche se esistono divergenze circa le carni degli animali "in grado di sbranare"[2] e che abbiano aggredito l'uomo, il consumo delle cui carni - secondo la scuola medinese che poi si cristallizzò nel Malikismo - sarebbe allora del tutto proibito.
Non esiste - islamicamente - nessuna avversione per i cani: qualsiasi atto di maltrattamento verso un cane o qualsiasi altra creatura vivente è assolutamente proibito, ed è considerato un peccato; se anche si tratta di necessità, come il difendersi da un animale pericoloso, bisogna evitare il più possibile di farlo soffrire. Una narrazione profetica ci informa che a una persona venne garantito il Paradiso solo per aver dato da bere - riempendo una sua scarpa con dell'acqua - a un cane che stava morendo di fame. E, al contrario, una donna fu condannata all'inferno per aver murato vivo un gatto finché non morì di fame e sete.

Alcune narrazioni profetiche che si trovano nelle raccolte tradizionali, che danno l'impressione di essere "contro" i cani, sono in realtà dirette a stabilire un rapporto più equilibrato con quegli animali: ai tempi dell'Arabia preislamica, le persone erano solite vivere a stretto contatto con i loro cani, al punto da arrivare a dormire con loro, mangiare negli stessi piatti, ecc. Per questo inizialmente il profeta Maometto diede delle indicazioni volte a por fine a questa eccessiva dimestichezza, ad esempio ingiungendo di lavare un certo numero di volte le stoviglie o i vestiti che fossero stati toccati da un cane. I sapienti delle quattro scuole giuridiche hanno opinioni diverse sull'impurità del cane: per alcuni è impura solo la saliva, per altri non è impuro né nel corpo né nella saliva, ma bisogna pulirsi perché il Messaggero di Allah così ha decretato.

Tuttavia, come si legge su un sito di regole islamico moderato, in un discreto italiano, a dimostrazione di una permanente ostilità antropologica di una parte del mondo islamico: "Il cane è uno degli animali più impuri. L'impurità del cane può essere pulita soltanto lavando il contenitore (leccato dal cane) per sette volte, una delle quali con la terra. Persino il porco, che Allah (*[3]) ha dichiarato illecito e impuro nel Sublime Corano, non è giunto allo stesso livello (di impurità del cane). Perciò, i cani sono impuri e sporchi. Nonostante ciò, vediamo molte persone Musulmane inventare inutili scuse per giustificare il fatto di seguire i modi di vita dei miscredenti, ai quali piacciono le cose haram (impure, illecite), e che prendono dei cani come se fossero giocattoli, senza alcuna necessità. Essi prendono dei cani e li lavano, nonostante essi non possano mai risultare “puliti”, anche se si usasse, per lavarli, tutta l'acqua del mare, poiché la loro impurità è un'impurità fisiologica. Inoltre, i proprietari dei cani spendono molto denaro per mantenerli, e questo è denaro sprecato. Il Profeta (*) ha proibito di sprecare i soldi."

Discorso analogo per il maiale: il fatto che sia proibito cibarsene non significa affatto che sia un animale "maledetto", o che possa venire maltrattato: la crudeltà, l'oppressione e la negazione dei diritti di ogni creatura è un peccato ed è proibita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Sacra Bibbia, Levitico 11 - La Sacra Bibbia - Levitico11 (C.E.I.)
  2. ^ Ḥayawān muftaris.
  3. ^ L'asterisco equivale alla consueta eulogia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Il "Mukhtaṣar" o Sommario del diritto malechita di Khalīl ibn Isḥāq, vol. I a cura di Ignazio Guidi, Milano, U. Hoepli, 1919.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sami A. Aldeeb Abu-Sahlieh, [1] I divieti alimentari presso gli ebrei, i cristiani e i musulmani (in francese)