Amimone

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Amimone è una figura della mitologia greca, è una delle cinquanta figlie del re Danao (Danaidi).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Quando il padre giunse a Lerna, nel golfo di Nauplia, per la mancanza di acqua incaricò la figlia Amimone di procurarsi dell'acqua per un sacrificio[1].
Mentre svolgeva il compito, la giovine svegliò involontariamente un satiro, che cercò di abusare di lei. La fanciulla invocò l'aiuto di Poseidone, che intervenne scagliando il proprio tridente in direzione del satiro, mancandolo. Il tridente si conficcò in una roccia e Poseidone concesse ad Amimone di estrarlo. Da quel punto sgorgò l'acqua della fonte Amimone. Questa è l'origine del fiume di Lerna. Dall'unione tra Amimone e Poseidone nacque Nauplio[2]. Di questo mito trattava Eschilo nel dramma satiresco Amimone.
In seguito Amimone andò in sposa a Linceo, suo cugino figlio di Egitto, e rifiutò di obbedire a suo padre quando ordinò alle proprie figlie di uccidere i loro mariti. Questa parte della storia, oltre al nome del personaggio (Amimone significa "senza colpa") la rendono identica ad Ipermnestra, che probabilmente è la stessa persona.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R. Graves, I miti greci, Milano, Longanesi, 1963, p. 180.
  2. ^ Igino, Fabulae, CLXIX.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Igino, Fabulae, CLXIX.
  • R. Graves, I miti greci, Milano, Longanesi, 1963, pp. 179 ss.
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