2010: Odissea due

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2010: Odissea due
Titolo originale 2010: Odyssey Two
Autore Arthur C. Clarke
1ª ed. originale 1982
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza hard
Lingua originale inglese
Serie Odissea nello spazio
Preceduto da 2001: Odissea nello spazio
Seguito da 2061: Odissea tre

2010: Odissea due (2010: Odyssey Two) è un romanzo di fantascienza del 1982 di Arthur C. Clarke, seguito di 2001: Odissea nello spazio (1968) e secondo libro della serie omonima.

Clarke scrisse molti anni dopo il secondo romanzo per vari motivi; anzitutto nel 1979 le sonde Voyager 1 e Voyager 2 avevano inviato i primi dati dei satelliti di Giove, e Clarke poté così avere informazioni nuove su Giove e i suoi satelliti, scenario del romanzo. La volontà di proseguire e spiegare il significato dell'enigmatico monolito nero rappresenta il secondo motivo, non meno importante del primo.

Nel 1984 dal libro è stato tratto il film 2010 - L'anno del contatto, con la regia di Peter Hyams.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda di 2001 si chiude con il viaggio dell'astronauta David Bowman nell'Infinito; Odissea due riparte dal personaggio di Heywood Floyd, visto nel libro precedente, il quale è divenuto rettore dell'università delle isole Hawaii.

Dalla Terra si è rilevato che il relitto della Discovery, da nove anni orbitante attorno a Giove, ha iniziato a percorrere una traiettoria instabile, rischiando la caduta sul pianeta gigante. È in costruzione una nuova astronave per il recupero, soprattutto dei dati della missione, ma il tempo è insufficiente. Si accetta così la collaborazione con l'Unione Sovietica, già pronta con la nave Leonov.

La nuova missione russo americana, ha l'intento di risolvere il mistero delle cause del fallimento della missione Discovery, con la disattivazione parte di Bowman di HAL 9000, il supercomputer di bordo che aveva causato la morte del resto dell'equipaggio. Bowman è ritenuto oramai morto, e lo studio dell'enorme monolito nero orbitante attorno a Giove, identico, tranne nelle dimensioni, a quello trovato nel sottosuolo lunare nel 1999.

L'equipaggio è formato dal capitano Tatiana Orlava, l'astronomo Vasili Orlov (marito di Tatiana), gli ingegneri Maxim Brailovsky, Alexandeer Kovalev e Nikolai Ternovsky, le dottoressa Katerina Rudenko e Irina Yakunina (che poi non partirà per un incidente in deltaplano). Tra gli americani, oltre Floyd, lo specialista americano dei sistemi Walter Curnow e l'ingegnere informatico Sivasubramanian Chandrasegarampillai, detto Chandra, creatore e istruttore di HAL 9000. Costoro, non indispensabili per l'avvicinamento, viaggeranno in stato di ibernazione.

Giunti nel sistema gioviano, si scopre che di essere stati preceduti dalla spedizione cinese Tsien, con un fine analogo, di primato e di prestigio tra le Superpotenze. Onde ricavare il propellente i Cinesi hanno fatto tappa sul satellite Europa, andando incontro ad un esito tragico, riuscendo però a riportare la notizia dell'avvistamento di un'incredibile forma di vita primitiva, destinata a non evolversi data l'eccessiva lontananza dal Sole.

Nel frattempo ricompare l'astronauta David Bowman, sotto forma di coscienza incorporea e superiore, al pari dei costruttori del Monolito, vagando per il sistema solare e recando i suoi ricordi della vita passata, fino ad apparire al cospetto di sua madre ricoverata lungo degente, che muore felice per averlo finalmente rivisto.

Nel frattempo l'equipaggio della Leonov si attracca alla Discovery e gli scienziati si mettono al lavoro per poter rendere nuovamente funzionante la nave americana per riportarla sulla Terra e per poter capire perché HAL uccise il precedente equipaggio. Nel frattempo l'enorme monolito, ribattezzato ‘Grande Fratello', rimane fermo al proprio posto, causando l'ira del dottor Floyd, che si chiede perché mai sia arrivato fin lì se doveva vedere solo un oggetto immobile.

Tuttavia le sorprese non mancano: Floyd riceve dei messaggi che gli consigliano di andarsene presto dall'orbita di Giove. Questi messaggi sono inviati, con grande stupore di Floyd e degli altri membri dell'equipaggio, che stentano a credergli, da David Bowman stesso. Improvvisamente il monolito scompare, e ciò spinge i membri della Leonov a cercare un piano d'emergenza per poter tornare sulla Terra al più presto: il piano di emergenza verrà attuato con l'ausilio della Discovery e del ripristinato computer HAL 9000.

Mentre la Leonov e la Discovery fuggono dall'orbita di Giove, l'attenzione di tutto l'equipaggio viene attirata dalla comparsa di macchie scure su Giove: è il preludio all'esplosione del pianeta, da sempre considerato una stella mancata, che effettivamente esplode, collassa su sé stesso e diventa Lucifero, la seconda stella del sistema solare. Conseguenza dell'esplosione sarà la distruzione della Discovery e di HAL 9000, che si evolverà alla stessa condizione di esistenza di Bowman e invierà ripetutamente un solo messaggio alla Terra:

« Tutti questi mondi sono vostri ad eccezione di Europa, non tentate alcun atterraggio lì. »

Grazie alla presenza della nuova stella, che scioglie i ghiacci, la vita su Europa può evolversi: il romanzo infatti si chiude col capitolo 20.001, in cui gli abitanti di Europa, osservando gli altri pianeti, ora satelliti di Lucifero (ex Giove) e il sistema solare, ipotizzano l'esistenza di altre forma di vita su altri pianeti, presenza confermata da continue luci presenti nel cielo e dalla caduta di pezzi di ferro sul loro neo-pianeta, venerati come il grande monolito nero che sta al centro tra la parte non illuminata del pianeta e la parte illuminata e che, un giorno, permetterà agli abitanti di Europa di evolversi.

Perché HAL 9000 uccise i membri della prima spedizione[modifica | modifica wikitesto]

Il motivo del malfunzionamento di HAL era stato esposto a grandi linee nel romanzo originale, 2001, nel paragrafo Necessità di sapere, del IV capitolo L'abisso; la spiegazione è, tuttavia, assente nel film di Stanley Kubrick. Il tema è ripreso da Clarke tramite il personaggio del dott. Chandra.

Programmata da tempo come una semplice missione esplorativa del sistema gioviano, la missione Discovery subisce un mutamento di programma all'insaputa dei due astronauti non ibernati, Bowman e Poole. Solo il computer HAL 9000 e l'equipaggio ibernato erano a conoscenza del ritrovamento del Monolito sulla Luna e del segnale che esso aveva inviato verso Giove, ma al computer era stato ordinato di tenere questa informazione nascosta ai due astronauti. Il conflitto tra conoscenza e necessità di omissione delle informazioni è tale da impedire ad HAL un corretto funzionamento: vengono così interrotte le comunicazioni con la Terra anche in assenza di guasti reali ai sistemi di trasmissione. Successivamente HAL, temendo per la sua incolumità di fronte al sospetto dei due astronauti (nessun calcolatore HAL aveva mai commesso errori) ed essendo in grado di espletare la missione anche senza equipaggio, opta per il sacrificio degli occupanti.

Incongruenze con 2001 Odissea nello spazio[modifica | modifica wikitesto]

Nel romanzo precedente, a differenza del film omonimo di Stanley Kubrick, la parte finale si svolge nell'orbita di Saturno e non di Giove. Clarke stesso segnala nella prefazione l'incongruenza col precedente romanzo. All'epoca della stesura di 2001, Clarke - che ha sempre considerato Saturno come pianeta di maggior fascino - differenziò il romanzo dal film su questo aspetto della trama. Nel sequel, invece, ambienta il cuore dell'azione attorno a Giove. Questo fa sì che il romanzo in oggetto appaia più la continuazione del film 2001 Odissea nello spazio che non del romanzo, come Clarke stesso fa notare nella suddetta prefazione.

Citazioni dei nomi degli scienziati[modifica | modifica wikitesto]

Arthur C. Clarke riconferma la propria imparzialità ideologica, a vantaggio di una fede nella scienza, citando il nome di Qian Xuesen, il padre della missilistica ed astronautica cinese, il quale negli anni quaranta studiò ingegneria aerospaziale negli Stati Uniti e da lì fu bandito durante il maccartismo. L'astronave Leonov si avvarrebbe di una propulsione chiamata in nome del fisico e dissidente sovietico Andrei Sakharov.

Nell'Unione Sovietica il romanzo fu pubblicato a puntate nel febbraio 1984 su una rivista mensile Tekhnika Molodyozhi, fino a che le autorità si accorsero che i personaggi avevano omonimie con dei famosi dissidenti perseguitati dal regime, alcuni di questi internati nei campi di lavoro, optando così per la chiusura della pubblicazione nel numero successivo con un riassunto epilogativo[1].

Nel precedente 2001, il Monolito gioviano viene battezzato da Bowman Grande Fratello per la somiglianza con quello lunare. I sovietici, evitando allusioni ideologiche con l'omonimo orwelliano, lo chiamano asetticamente zagadka, l'Enigma.

Altri romanzi del ciclo Odissea nello spazio[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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