Veit Stoss

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Veit Stoss, in un ritratto immagianto da Jan Matejko
il Polittico della Vergine nella Basilica di Santa Maria a Cracovia
Saluto dell'angelo (1517-1518), nella Chiesa di San Lorenzo a Norimberga.

Veit Stoss (Horb am Neckar, 1447Norimberga, 1533) è stato uno scultore, pittore e incisore tedesco.

Le prime tracce della sua attività sono reperibili a Cracovia dove si recò nel 1477 per scolpire l'altare maggiore ligneo della Basilica di Santa Maria.

Il suo nome, che solo nel XIX secolo fu adottato nella versione attuale, negli atti del suo tempo ha varie forme (Stosz, Schtoss, Stwoss, Stwosz, Stosche, Stoss per il cognome e Vit, Fit, Vitus, Veit e Veidt per il nome).

Poco si sa di lui prima dell'arrivo a Cracovia; è presumibile che durante i suoi viaggi sia giunto fino ai paesi dell'Alto Reno e in quelli del Danubio, forse da Strasburgo fino a Vienna, il che spiegherebbe gli influssi, in lui reperibili, dello scultore olandese Nicola da Leida che, tra il 1462 e il 1472, operò appunto nei paesi renani e in Austria.

A Cracovia fece fortuna e fu più volte mastro del corpo di mestiere. La sua opera più famosa è l'altare della Basilica, alto più di 13 metri, cominciato nel maggio del 1477 e terminato, con la collaborazione, dal 1483, del pittore Lukasz, nel luglio del 1489, dopo una breve interruzione (1485) e una più lunga (1486-1488) per un viaggio a Breslavia e a Norimberga.

Stoss rimase a Cracovia fino al 1496, facendo lavori in pietra e marmo, tra i quali di rilievo sono la tomba in marmo rosso di re Casimiro IV nella Cattedrale di Wawel (firmata Eit Stvos, nel 1492) e i monumenti dei vescovi Zbigniew Oleśnicki, nella Cattedrale di Gniezno, e Piotr de Bnin, nella Cattedrale di Włocławek, nel 1493.

Tornato a Norimberga, il suo stile, ancora drammatico e nervoso, come nei tre rilievi di San Sebaldo del 1499, via via si addolcisce, come si vede dalla Madonna al Museo germanico di Norimberga; e dal San Rocco nella Basilica della Santissima Annunziata di Firenze.

Vittima delle speculazioni di credito di un finanziere, finì sul lastrico e per aver falsificato una cambiale fu marchiato sulle guance. Il rovescio economico e la vergogna subita influirono sulla sua psiche e sulla sua produzione, che solo nel 1518 tornò ad effetti sereni ed alta qualità nel gruppo dell'Engelgrüss (saluto dell'Angelo, o Annunciazione) che pende dalle volte della Chiesa di San Lorenzo di Norimberga. Nel 1523 eseguì un grande altare, oggi in una chiesa di Bamberga in cui si nota qualche influsso düreriano. Lavorò forse fino al 1530, lasciando anche 10 incisioni e mediocri pitture su altare a Münnerstadt e a Füssen.

Stoss esercitò notevole influenza in Polonia, Slesia, Austria, Ungheria, Transilvania e Germania. Dei suoi 13 figli, avuti da due mogli, Stanislaw Stoss fu scultore in legno a Cracovia, Florian Stoss fu orafo a Zgorzelec, Jan Stoss fu pittore e scultore in Transilvania e Marcin Stoss fu orafo operante in varie città.

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