Ursus arctos pruinosus

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Orso azzurro tibetano
Tibetan Blue Bear - Ursus arctos pruinosus - Joseph Smit.jpg
Ursus arctos pruinosus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EN it.svg
In pericolo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Ursidae
Genere Ursus
Specie U. arctos
Sottospecie U. a. pruinosus
Nomenclatura trinomiale
Ursus arctos pruinosus
Blyth, 1854

L'orso tibetano od orso azzurro tibetano (Ursus arctos pruinosus[1]) è una sottospecie di orso bruno (Ursus arctos) che vive nell'altopiano tibetano orientale. È noto anche come orso azzurro himalayano[2], orso delle nevi himalayano, orso bruno tibetano o orso cavallo. In tibetano è conosciuto come Dom gyamuk. Essendo una tra le sottospecie di orso più rare del mondo, l'orso azzurro è stato raramente avvistato in natura e in Occidente è noto solamente a partire da un piccolo numero di pellicce e da campioni di ossa. È stato classificato per la prima volta nel 1854.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Talvolta viene classificato come membro della stessa sottospecie dell'orso azzurro tibetano anche l'orso bruno del Gobi; questa classificazione si basa su alcune somiglianze morfologiche e si crede che gli orsi del Gobi, abitatori del deserto, rappresentino una popolazione relitta di orso azzurro. Comunque, l'orso del Gobi viene talvolta classificato come sottospecie a sé stante e ricorda strettamente altri orsi bruni asiatici.

L'esatto status di conservazione dell'orso azzurro è sconosciuto, a causa delle scarse informazioni. Comunque, negli Stati Uniti il commercio di esemplari di orso azzurro o di prodotti realizzati con esso è vietato dall'Endangered Species Act. È inoltre classificato come specie protetta nell'Appendice I della Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate (CITES). È minacciato dall'utilizzo di bile di orso nella medicina cinese tradizionale e dall'invasione umana nel suo ambiente.

L'orso azzurro è famoso per aver suggerito una tra le probabili spiegazioni agli avvistamenti associati alla leggenda dello yeti. Una spedizione del 1960 alla ricerca di prove sull'esistenza dello yeti, condotta da Sir Edmund Hillary, ritornò con due frammenti di pellicce che erano ritenute dai locali «pellicce di yeti», ma che successivamente furono identificati come porzioni di pelle di un orso azzurro. Nonostante sia improbabile che l'orso azzurro viva generalmente sugli elevati picchi montuosi e sui pendii innevati dove si ritiene che viva lo yeti, è possibile che alcuni esemplari possano essere stati avvistati occasionalmente mentre attraversavano queste regioni durante i periodi di scarsità di cibo, o in cerca di un partner. Le informazioni limitate a disposizione sulle abitudini e sull'areale dell'orso azzurro rendono comunque quest'ipotesi difficile da confermare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lydekker P.Z.S,, The Blue Bear of Tibet in Journal of Asiatic Soc. Bengal, XXII, 1897, pp. p 426.
  2. ^ Arthur de Carle Sowerby, Notes on Heude's Bears in the Sikawei Museum, and on the Bears of Palaearctic Eastern Asia in Journal of Mammalogy - American Society of Mammalogists, 1920, pp. p 225.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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