Ugo III del Maine
Ugo, in francese Hugues III (ca. 960 – 1014), fu il quarto conte del Maine della famiglia degli Ugonidi o seconda casa del Maine.
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Origine [modifica]
Figlio primogenito del conte del Maine, Ugo II e della moglie, di cui non si conosce il nome e forse fu una della casata dei conti di Vermandois.
Biografia [modifica]
Alla morte di suo padre, Ugo I, nel 992 circa, ereditò la contea del Maine, e continuando la politica paterna di indipendenza dai Robertingi o Capetingi[1], Ugo II si alleò con i conti di Blois, Oddone I, poi il figlio, Tebaldo II e infine con l'altro figlio, Oddone II, che erano in conflitto coi re di Francia, Ugo Capeto e Roberto I.
Nel 996, la contea del Maine fu sottoposta alla sovranità sulla contea d'Angiò, ed il rapporto di Ugo III col conte, Folco III Nerra, fu conflittuale poiché Folco Nerra era alleato dei Capetingi e nemico dei conti di Blois a cui voleva sottrarre la Turenna, mentre Ugo III voleva mantenere l'alleanza con la contea di Blois.
Ugo III morì nel 1014 e gli successe il figlio, Eriberto detto Cane Sveglio.
Discendenza [modifica]
Ugo III, da una moglie di cui non si conosce né il nome né l'origine ebbe due figli:
- Ugo del Maine,
- Erberto Cane Sveglio († circa 1035), conte del Maine
Note [modifica]
- ^ Con Robertingi o Capetingi viene indicata la stessa casata, solo che dopo l'ascesa al trono di Francia del marchese demarcus di Neustria e duca dei Franchi, Ugo Capeto, gli storici di preferenza usano il termine Capetingi.
| Predecessore | Conte del Maine | Successore |
|---|---|---|
| Ugo II | 992– 1014 circa | Erberto I |
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
Bibliografia [modifica]
- Louis Halphen, Francia: gli ultimi Carolingi e l'ascesa di Ugo Capeto (888-987), cap. XX, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 636–661.
- Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", cap. XXIV, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 770–806.