Tre donne alte

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Tre donne alte
Opera teatrale in due atti
Autore Edward Albee
Titolo originale Three Tall Women
Lingua originale Inglese
Genere Dramma
Ambientazione Camera da letto di A

Camera di ospedale

Composto nel 1991
Prima assoluta 14 giugno 1991
Personaggi
  • A
  • B
  • C
  • Ragazzo
 

Tre donne alte (Three Tall Women) è un dramma di Edward Albee, vincitore del Premio Pulitzer alla miglior opera teatrale nel 1994.

Produzioni[modifica | modifica sorgente]

Tre donne alte ha debutta all’English Theatre di Vienna il 14 giugno 1991. Il cast comprendeva: Myra Carter (A), Kathleen Butler (B), Cynthia Bassham (C) ed Howard Nightingale (Ragazzo); Albee, oltre ad essere l’autore del testo, era anche il regista, mentre Clair Cahill curava la scenografia ed i costumi.

Il dramma debutta negli Stati Uniti l’anno successivo, il 30 luglio, al River Arts Repertory Theatre di Woodstock (New York); il cast annoverava: Myra Carter (A), Marian Seldes (B), Jordan Baker (C) e Michael Rhodes (Ragazzo). Laurence Sacharaw curava la regia, James Noone la scenografia, Barbara Beccio i costumi e Peter Waldron le luci.

Tre donna alte ha apre nell’Off-Broadway di New York, al Promendade Theatre, il 13 aprile 1994, dove rimane in scena per un totale di 582 repliche, chiudendo il 26 settembre 1995. Laurence Sacharaw curava ancora la regia, così come James Noone la scenografia, mentre Phil Monat si occupava delle luci e Muriel Stockdale i costumi. Il cast era il medesimo della produzione di Woodstock e, per la sua interpretazione, Myra Carter vince il Drama Desk Award, l’Obie Award, Lortles Award, l’Outer Critics Circle Award ed il Lucille Lortel Award per la miglior attrice in un dramma. Laurence Sacharaw vince il Lortles Award per il miglior regista, mentre il dramma è nominato ad un Drama Desk per la miglior nuova opera teatrale e vince il Lortles Award, l’Evening Standard Award ed il Premio Pulitzer al teatro.[1]

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • A: Un’anziana donna di più di novant’anni, magra, affetta dal morbo di Alzheimer, ma ancora orgogliosa ed elegante; è autocratica e molto orgogliosa.
  • B: è la versione cinquantaduenne di A, con un atteggiamento molto cinico nei confronti della vita. Pur non apprezzando A, impara molto da lei.
  • C: è la versione ventiseienne di A. Tiene verso A un atteggiamento di disprezzo e superiorità, ma nel corso dell’opera, la sua stima in se stessa vacilla, proprio a causa dei reiterati attacchi delle sue versioni più anziane.
  • Ragazzo: il figlio omosessuale delle tre donne. Pur essendo un ruolo muto, è al centro di gran parte delle discussioni che si tengono nel secondo atto. Sul suo conto A e B hanno atteggiamenti contrastanti, mentre C è troppo giovane per conoscerlo, poiché resterà incinta solo alcuni anni dopo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Primo atto[modifica | modifica sorgente]

A, B e C si trovano nella camera da letto di A; è l’anziana signora a parlare soprattutto, spesso presa nelle reminiscenze del suo passato e dei giorni felici ormai lontani, ricordando ed invocando amici e conoscenti defunti da anni, soffermandosi particolarmente sul rapporto con il marito. I ricordi positivi dell’infanzia, cedono il posto a quelli più negativi legati al matrimonio, ai tradimenti del marito e alla sua morte straziante. B e C, che lo spettatore non può ancora identificare come le copie più giovani di A, ma piuttosto come sue assistenti e badanti, hanno un atteggiamento differente nei confronti di A: B, seppur ironica, è protettiva con A, mentre C è decisamente caustica ed indisponente. Infatti, C spesso fa notare ad A le incongruenze nei suoi racconti, nonostante i ripetuti inviti di B a lasciarla nel suo “mondo”. Mentre racconta un altro ricordo alle due donne, A ha un crollo e perde i sensi.

Secondo atto[modifica | modifica sorgente]

Mentre un manichino di A giace in un letto di ospedale attaccato ad un respiratore, A, B e C, ora identificabile come la stessa persona, discutono della propria esistenza. A e B si divertono a prendere in giro e spaventare C, svelandole particolari inquietanti sul suo futuro.

Ad un certo punto, il figlio delle tre donne entra nella stanza e si siede accanto al letto in cui giace il manichino raffigurante A. B ed A sono irritate dalla sua presenza, a causa di antichi litigi avuti con lui a causa del suo orientamento sessuale e che lo hanno spinto a scappare di casa. C, troppo giovane per conoscerlo, osserva incuriosita la vicenda. Il ragazzo, che non può vedere le tre donne, abbandona il capezzale della madre.

A, B e C parlano dei momenti migliori della vita e, in una riflessione particolarmente amara sull’esistenza, A afferma che il momento migliore sia stato la morte (“Questo è il momento migliore: è quando tutto è compiuto. Quando ci fermiamo. Quando ci possiamo fermare”).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Evening Standard Awards Retrieved on 8 October 2009

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]