Tiberio Deciani
Tiberio Deciani (Udine, 1509 – 1582) è stato un giurista e grande penalista italiano. Opera nel periodo cosiddetto dell'umanesimo giuridico, ed è anche noto per essersi opposto alla veemente critica che Andrea Alciato rivolgeva ai giuristi di tradizione bartolista ricorrenti ai consilia ed alla communis opinio, scrivendo il trattato Apologia pro iuris prudentibus (1579). In questo testo, Deciani si lanciava alla difesa della pars sana della giurisprudenza del tempo, sostenendo che non potesse essere posto in dubbio il rispetto della giustizia da parte del vero giurista, ma si doveva anche considerare il problema ricorrente di trovarsi spesso a che fare con mille fonti normative diverse.
Nel 1590 viene data alle stampe un'altra sua opera: il Trattato di Diritto Criminale, la prima vera opera che segna una rottura con il sistema delle Practicae allora circolanti. È un tentativo di fornire una trattazione scientifica del diritto penale dell'epoca, enucleando una serie di principi generali applicabili alle diverse fattispecie concrete. L'opera non avrà tuttavia la fortuna delle Pratiche Criminali, contando solo 3 o 4 edizioni (a fronte, per esempio, delle 44 edizioni dello Speculum Aureum et Lumen Advocatorum di Roberto Maranta).
Tra i suoi discepoli è da ricordare almeno Andrea Fachinei da Forlì, che diviene prima consulente dei Duchi di Baviera e poi docente di Diritto Civile all'Università di Ingolstadt.
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